FINALS, EDBERG: “BISOGNA MERITARE DI ESSERE QUI”

A Londra ci sarà anche Stefan Edberg: l'ex coach di Federer dice la sua sul testa a testa Murray-Djokovic ed illustra il quadro del torneo londinese
mercoledì, 9 Novembre 2016

TENNIS – Le Finals rappresentano l’ultima tornata della stagione maschile e l’edizione di quest’anno avrà, tra le altre componenti, l’esordio di Andy Murray da numero uno del mondo. Non è solo una questione tra gli otto tennisti designati, ma anche un confronto tra i protagonisti che faranno parte del contorno durante la settimana di Londra. Attesissimo è anche Stefan Edberg: l’ex allenatore di Roger Federer, che non vedrà il suo ex assistito tra i partecipanti alla O2 Arena, ha espresso la sua posizione sul torneo e sulla situazione attuale in vetta al ranking.

Credo che si tratti di uno dei tornei più importanti della stagione per diversi fattori – spiega la leggenda svedese ai microfoni dell’ATPed è un privilegio poter esserci da spettatore. Qui non c’è alcuna attenuante meteorologica, nessun condizionamento esterno e c’è la garanzia di due big-match al giorno. Tutto funziona alla perfezione e sono sicuro che ci sarà da divertirsi nel vedere all’opera i giocatori più in forma del momento“.

Edberg, poi, entra nel dettaglio e parla dell’importanza delle Finals: “Ai miei tempi c’era una maggiore concentrazione sui tornei del Grande Slam, cosa che è rimasta pressoché immutata anche in quest’epoca. Le Finals, però, rappresentano un vero e proprio bilancio stagionale e chiunque punta non solo ad arrivarci, ma anche a fare bella figura e provare a vincere. È un bene, perchè permette di rimanere concentrati anche dopo gli US Open ed evita che la stagione si concluda anzitempo“. L’esperienza personale è indicativa: “Quando mi sono qualificato per la prima volta nel 1985, ho faticato fino alle ultime settimane. Bisogna meritare di essere qui, non basta un torneo da meteora per entrare tra i migliori otto della stagione. Ho avuto la fortuna di vincere le Finals nel 1989, poi ho perso la finale dell’anno successivo: credo di aver imparato molto sulla mia strategia stagionale, arrivare a far parte di questa élite è uno stimolo che si unisce a quelli di ogni torneo. Ci si concentra su un evento alla volta, ma sempre con la mente al finale di stagione“.

Nel sorpasso di Murray ai danni di Djokovic, infine, Edberg vede un altro spunto interessante per il torneo: “Non mi aspettavo che Andy riuscisse a diventare numero uno del mondo prima della fine del 2016. Devo essere onesto: è stato davvero sorprendente, ma allo stesso tempo ampiamente meritato per la costanza e la dedizione. Negli ultimi anni è stata una sfida tra Nole e Roger, ma Federer è momentaneamente uscito di scena per i noti problemi fisici. Credo che la sfida tra i primi due del mondo, se andrà in scena anche alle Finals, riuscirà a regalare lo stesso spettacolo. Da spettatore, sono fiducioso“.


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