FLAVIA PENNETTA: “PER GLI UOMINI È MOLTO PIÚ FACILE FARE FAMIGLIA”

La brindisina vincitrice degli Us Open 2015 parla delle difficoltà che le tenniste hanno nel conciliare competitività e famiglia: “Arriva un momento in cui devono fermarsi e decidere cosa fare. Non si può finire un torneo e decidere di sposarsi e avere dei figli”.
giovedì, 11 Febbraio 2016

TENNIS – È settembre quando Flavia Pennetta stupisce il mondo vincendo gli Us Open e decide poi di infierire, rincarando la dose di emozioni di quella splendida notte vissuta all’Arthur Ashe Stadium di New York: “Questo è stato il mio ultimo Slam. Ho deciso di ritirarmi”. Reazioni incredibili. Gianni Malagò e Matteo Renzi si guardano sconcertati. I tifosi fanno fatica a decidere se essere felici per la vittoria o tristi per la notizia. Persino Billie Jean King reagisce con incredulità a quanto appena sentito. Gisela Dulko, storica compagna di doppio della brindisina e Roberta Vinci, amica e avversaria in quella magica notte, digeriscono a stento la novità dell’ultima ora.

Ma per Flavia Pennetta si tratta di una svolta, dell’inizio di una nuova fase della sua vita che adesso le consente di viaggiare in totale relax, anche verso terre lontane come l’Argentina: “Sono molto legata a questo paese“, dice a La Nacion Deportiva dopo essere stata intercettata tra la folla dell’Atp di Buenos Aires. “Sono stata qui per la prima volta nel 2011, nell’anno del matrimonio di Gisela (Dulko) e Fernando Gago). Ci siamo riviste venerdì scorso e dopo che non ci vedevamo da un po’. Sembra che il tempo non sia passato. con Gisela abbiamo ottenuto grandi risultati sul campo pur essendo molto diverse. Lei era quella che pensava prima di parlare. Io sono sempre stata impulsiva, più battagliera”.

I pensieri vanno verso nord e si orientano verso la magica notte vissuta a Flushing Meadows. Legittima una domanda sulle riflessioni fatte prima di annunciare il ritiro: “Sono arrivata a New York con le idee chiare. È stato difficile fare il passo, ma adesso non ho nessun rimpianto. Certo, è difficile vedere le altre giocare, ma penso di avere soltanto bisogno di tempo perché il ritiro è stato un grande cambiamento nella mia vita. E fino a ora mi sono molto divertita”.

Quella notizia, ad ogni modo, è stata una grande sorpresa per tutti: “«Assolutamente no» ha detto Billie Jean King – ricorda Flavia Pennetta – quando ho fatto il mio discorso di addio durante la consegna del trofeo. Spesso, dopo aver vinto qualcosa di importante, si pensa sempre che si può anche competere per un altro anno. Ma quello non era il mio caso. Io ero soddisfatta e felice per quello che stavo vivendo. E avevo già preso la mia decisione”.

Ma non era facile immaginare che l’annuncio del ritiro sarebbe arrivato con il trofeo in mano: “No, infatti. Volevo soltanto divertirmi e fare del mio meglio nel mio ultimo torneo del Grande Slam. Poi sono arrivata in finale e mi ha raggiunto anche Roberta Vinci. Così ho iniziato a immaginare un finale diverso”. Un finale – e una finale – da sogno per l’Italia: “Il mio paese non attraversa un periodo facile. Ci sono tanti problemi economici e sono felice di averli fatti dimenticare a tutti almeno per un fine settimana”.

E nei giorni successivi il relax è toccato proprio alla ormai ex tennista brindisina: “Sono rimasta nascosta in casa per due giorni, senza che nessuno sapesse nulla. Sono andata in spiaggia con mia nonna e mi sono riposata. Brindisi è una città piccola, sul tacco dello stivale”.

Il discorso vira poi sul momento del tennis femminile, sulle difficoltà che le donne hanno per restare competitive: “Come in tutti gli sport bisogna fare delle scelte. Per le donne è difficile in generale. Le donne non possono continuare a vivere una vita normale. È difficile vedere una giocatrice che viaggia con il suo uomo o che possa avere dei bambini continuando a giocare. Per gli uomini è molto più facile. Per le donne arriva un momento in cui devono fermarsi e decidere cosa fare. Non si può finire un torneo e decidere di sposarsi e avere dei figli. Deve essere tutto ben programmato”.

Solo Kim Clijsters è riuscita a conciliare le due cose e a trovare un compromesso: “Certo – insiste Flavia Pennetta – ma Kim ha avuto un bambino quando aveva 23 o 24 anni. Era molto giovane e aveva già scritto parte della storia del tennis. La maggior parte di noi non ha questa possibilità. Questo è il primo torneo in cui riesco ad accompagnare Fabio. Volevo venire in Argentina per vedere Gise. Sono in un momento di relax, anche se quando sono sugli spalti sono molto nervosa e cerco di non essere notata”.

Quando hai giocato a tennis per una vita, però, parte di te resta sempre in campo: “Dall’esterno sembra tutto molto facile. Le soluzioni agli errori sono evidenti. Ma quando sei in campo non ci si rende conto di ciò che sta accadendo perché si è concentrati sul proprio gioco, che sia giusto o sbagliato. Per questo, se Fabio non mi chiede nulla, io non commento. Questo è uno dei motivi per cui non mi piace guardare le partite di tennis. Mi annoia molto”.

Inevitabile aprire anche il dossier famiglia e figli. Ma la vincitrice degli Us Open 2015 non ha ancora le idee chiarissime: “Se mi vedo con dei bambini nel futuro? L’educazione mi incanta. Ma al momento devo restare concentrata su me stessa. Il cambiamento è stato molto importante e devo trovare un nuovo equilibrio. Mi è stato chiesto anche di fare tv per parlare di sport o anche solo per divertimento. Mi hanno contattato per partecipare a Ballando con le stelle, ma, anche se amo ballare, penso che non sia il momento”. Nessun contatto, invece, con il mondo politico: “No, non mi è stato proposto nulla. E nemmeno mi piace. Nello sport conta ciò che si fa. In politica no. E questa cosa non mi piace”.

Argomento tennis. Rimpianti, desideri nascosti, traguardi non raggiunti? “Niente, grazie a Dio. Niente. Ho sempre desiderato di ritirarmi senza rimpianti. E ho avuto molto, molto più di quanto avessi sperato. Non ho mai pensato che sarei arrivata a certi livelli. Adesso ho soltanto sogni e obiettivi personali. E spero di realizzarli”.

Foto: Flavia Pennetta (www.zimbio.com)


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