FLORIN MERGEA: PENSAI DI LASCIARE, L’AMORE MI HA SALVATO

Voleva diventare pilota di Formula 1. Suo padre però lo forza al tennis. Vince Wimbledon junior ma paga la pressione. Sua moglie Daiana gli cambia la vita.
domenica, 22 Novembre 2015

TENNIS – Gli infortuni, la pressione, qualche decisione sbagliata hanno portato Florin Mergea a pensare di smettere col tennis. L’amore di sua moglie Deiana l’ha salvato. E nella finale del Masters ritrova Horia Tecau, il grande amico negli anni da junior, il grande nemico dell’ultimo lustro.

Florin è cresciuto nella casa dei nonni, a Targu Jiu. È suo padre, un chirurgo dai limpidi occhi azzurri, che lo avvia al tennis: è amore a prima vista. Mergea comincia a fare risultati, e più volte con papà si avviano nel cuore della notte per andare a giocare un torneo a Monaco o a Vienna o a Praga. Una volta tornati, Florin doveva completare una serie di verifiche a scuola per recuperare il tempo perduto. Decide anche di completare due anni in uno, per concentrarsi prima sulla carriera. Quanto c’è di voluto e quanto di imposto nella sua carriera, diceva Florin nel 2012 al magazine DOR, è difficile da spiegare. Per un periodo, provano a mantenere un programma speciale, pensato da un amico canadese della famiglia. Sveglia alle sei, corsa alle sette, scuola dalle 8.15 alle 12. Poi un’ora di sonno, allenamento, compiti e a letto alle 22. Ma a volte, la sera, racconta suo padre, il piccolo Florin si attarda nel suo studio a giocare con i modellini di macchine. “Come potevo dirgli di spegnere le luci e di andare a dormire?”.

Le auto sono da sempre l’altra grande passione di Florin. Più ancora che un tennista, avrebbe sognato di diventare pilota di Formula 1. Si sveglia di notte per seguire le gare e (almeno fino al 2012) ha tenuto un simulatore di guida, con tanto di sedile, volante e pedali, in un angolo della camera da letto. “Voleva essere una star” spiegava Deiana, “ma per i genitori c’era solo e soltanto il tennis, come se sapessero in anticipo cosa volessero fare. Ma Florin non ha mai detto loro che avrebbe desiderato qualcos’altro”.

I risultati però arrivano. A 14 anni gioca per la prima volta con Tecau, in doppio agli Europei di San Remo, e vincono. Nel 2002, arrivano in finale agli Australian Open junior e trionfano a Wimbledon per due anni di fila, nel 2002 e nel 2003, quando Mergea conquista il titolo anche in singolare, come solo Pat Cash e Roger Federer erano riusciti a fare.

Con i risultati arriva anche la pressione. I poster in camera con le scritta “Sarò il numero 1”, “Voglio essere il migliore” scatenano una crescente paura di perdere. Gioca non più per il piacere, ma per il dovere di vincere, per ripagare il padre dei tanti soldi che ha investito nella sua carriera. Anche perché in quei fondamentali anni per la sua evoluzione, gira senza un coach, senza un team, e rifiuta diverse offerte da agenzie straniere di management. Così Mergea, che da junior batteva Murray e Tsonga, non riesce a entrare mai tra i primi 100 del mondo. Fino ai 17 anni, si porta dietro dei buchi nella consapevolezza del gioco e nella dinamica dei gesti destinati a fare la differenza. Un problema individuale e insieme di sistema, vista l’assenza in Romania di una rete di centri per lo sviluppo dei giovani tennisti e il ridotto ventaglio di coach capaci di preparare i ragazzi dal punto di vista psicologico.

Nel 2003, visti gli infortuni di Andrei Pavel e Gabriel Trifu, Tecau e Mergea debuttano in doppio in Coppa Davis e portano a casa uno dei tre punti che permettono alla Romania di battere l’Ecuador, in un tie storico con tutti gli incontri finiti al quinto set. Non giocheranno più nella competizione a squadre fino al 2007, fino alla memorabile vittoria contro la Francia. Cominciano a fare coppia stabilmente anche sul circuito, fino all’aprile 2008. Poi, a Roma, Tecau gli dice che si iscrive al torneo con Yves Allegro: giocherà poi con una serie di parner più esperti, da Pavel a Lindstedt, a Rojer.

Mergea prende peso e perde partite e posizioni. Finché nell’agosto 2010, rientrato a Craiova dopo l’ennesimo infortunio, decide di lasciare il tennis. È Daiana, sua moglie, che lo convince a riprovarci. I frutti si vedono negli ultimi due anni. Nel 2014 vince a Vina del Mar e Amburgo, rispettivamente il suo secondo e terzo titolo in tre finali giocate (il primo a Vienna nel 2013). Cambia diversi partner: a Shanghai gioca con Bopanna, la metà indiana del “doppio della pace”, l’Indo-Pak express con il pakistano Qureshi con cui per anni hanno sperato di giocare su un campo da costruire con la rete sulla frontiera fra le due nazioni. Perdono in semifinale contro i Bryan. Si prende la rivincita quest’anno all’Australian Open e a Dubai, in coppia con Inglot. Con lui, però, perde le prime due finali della stagione, a Auckland di fronte a Klaasen-Paes, e a Montpellier contro Daniell-Sitak al termine di un intenso match tiebreak terminato 16-14. Da maggio, inizia il rapporto con Bopanna, che lo aiuta a festeggiare il primo titolo in un Masters 1000, a Madrid: battono Matkowski-Zimonjic 11-9 al match tiebreak salvando un match point. Seguono il titolo a Stoccarda, la finale a Halle e la semifinale a Wimbledon, persa proprio contro Rojer e Tecau. Ma niente di tutto questo sarebbe potuto succedere senza la presenza di Daiana.

Si sono conosciuti nel 2005, a Targu Jiu. È una scena da film romantico: il tennista che gira il mondo e trova il grande amora dietro casa, a una festa di amici. Florin è appena tornato dall’America, Daiana da Bucarest dove ha superato i test alla facoltà di medicina. A luglio, a New York, Florin le chiede di sposarlo. Il matrimonio si celebra a Targu Jiu, l’altro estremo del viaggio del cuore, a novembre. Daiana segue ogni partita con i suoi occhi verdi, esulta sommessamente, applaude, lo supporta sempre. Ogni volta che gli sguardi si incrociano, Daiana fa sì con la testa. Non ha bisogno di parole per dirgli “Andiamo, ce la puoi fare”. Se mi cercherai, gli fa capire con quel gesto, sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai. Quello di cui il Florin atleta aveva più bisogno per tornare a inseguire un sogno.


Nessun Commento per “FLORIN MERGEA: PENSAI DI LASCIARE, L'AMORE MI HA SALVATO”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.