FOGNINI ANALIZZA LA SCONFITTA CONTRO MEDVEDEV

Il veterano ligure ha analizzato con grande lucidità la sconfitta per mano di Medvedev ai Giochi di Tokyo
mercoledì, 28 Luglio 2021

Tennis. Si è conclusa con più di qualche rimpianto la corsa di Fabio Fognini alle Olimpiadi di Tokyo.

Il veterano ligure è stato sconfitto in tre set da Daniil Medvedev, secondo favorito del seeding, che si è rivelato più cinico nei momenti decisivi dell’incontro.

Il caldo asfissiante è stato ancora una volta un fattore importante nello svolgimento del match, avendo impedito ad entrambi i giocatori di esprimere il loro miglior tennis.

Si vedeva che eravamo tutti e due abbastanza scoppiati – ha esordito Fognini di fronte ai giornalisti italiani in zona mista – perché con questo caldo non ti arriva ossigeno alla testa.

Purtroppo è girata male, ma posso essere contento di aver giocato alla pari per due ore con il n.2 al mondo sul cemento.

Ci sono, manca solo un po’ di cattiveria in più ogni tanto, ma se riesco a giocare queste partite in questa maniera, vuol dire che posso giocare ancora tanto, perché non dipende da loro, dipende da me, e questo è bello. Il punteggio forse è più severo di quanto dovrebbe essere”.

Al taggiasco sono stati chiamati tantissimi falli di piede oggi: “Eh ma li faccio da quando avevo 12 anni…

Oggi però l’arbitro non è stato molto presente: ha dato il time violation a me, poi non l’ha dato a lui, ma gliel’ha dato dopo quando non so cosa ha fatto.

Evidentemente non arrivava a nessuno troppo ossigeno al cervello… D’altra parte le condizioni sono quelle che sono, ci siamo lamentati tutti, ma non è servito a nulla, e continuiamo a giocare così”.


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