FOGNINI E LA TOP TEN, TRAGUARDO POSSIBILE

Tennis – Ecco perché l’attuale numero 15 del mondo può riportare in alto i colori italiani.
venerdì, 7 Febbraio 2014

Tennis. Fabio Fognini è stato sempre un giocatore di grande talento, qualità che però era sbilanciata da un temperamento caratteriale complicato che lo portavano ad avere una forte discontinuità. In certi incontri l’azzurro, quando la situazione lo richiedeva, non riusciva a vincere usando la testa, con l’avversario di turno che, risultando più scaltro e concentrato, aveva la meglio su di lui.Ma nello scorso luglio, la stagione sulla terra rossa tedesca è stato il momento di svolta per Fabio, vittorioso in due tornei di fila(Stoccarda e Amburgo) e finalista ad Umago. Tre settimane d’oro che lo hanno proiettato stabilmente all’interno della top 20. L’artefice di questo miglioramento è stato Jose Perlas, guru spagnolo che è riuscito nell’impresa di disciplinare Fabio e correggere le sue pecche caratteriali in campo.

Così l’azzurro è riuscito a finire la stagione 2013 alla 16.ma posizione, traguardo che nel maschile il tennis italiano non raggiungeva da parecchi anni. Soprattutto nonostante una deludente stagione sul cemento americano. Dopo i successi sulla terra rossa di Stoccarda e Amburgo, Fognini aveva collezionato un secondo turno a Montreal(sconfitto da Gulbis), un primo turno a Cincinnati(incontro perso con Stepanek) e, soprattutto, una deludente e quasi inspiegabile eliminazione agli Us Open contro l’americano Rajev Ram, primo turno nel quale ha portato a casa la miseria di cinque giochi. E perdere contro un giocatore fuori dai top 100 in un appuntamento così importante come quello di Flushing Meadows, ha fatto emergere nuovamente i dilemmi sul tennista ligure. Più che problemi di carattere e continuità, si potrebbe parlare anche di un problema di superficie, dal momento che Fognini ha fatto sempre molta fatica a ottenere buoni risultati negli Slam giocati sul cemento, sia a New York che a Melbourne. Dal 2010 al 2013 Fabio agli Australian Open era sempre uscito all’esordio, per giunta contro avversari non proprio imbattibili, mentre agli Us Open negli ultimi quattro anni ha vinto solo tre incontri. Per non parlare di Wimbledon, dove in cinque partecipazioni non è mai andato oltre il terzo turno.

 

Ma per lui il 2014 è incominciato con delle premesse giuste, visto che, a Melbourne, finalmente è riuscito a centrare gli ottavi di finale superando brillantemente Alex Bogomolov Jr, Jarko Nieminen e Sam Querrey, prima di arrendersi a un troppo forte Novak Djokovic. Dopo aver dimostrato una grande maturità nella sfida di Coppa Davis in Argentina, la domanda a questo punto è: fino a dove può arrivare Fabio Fognini? La risposta è che questa agognata top ten ,che manca nel maschile da troppi anni, forse non è un’impresa impossibile. Primo motivo sono i punti da dover difendere negli Slam, veramente pochi. Come detto precedentemente Fabio potrà solo fare meglio sull’erba di Londra e sul cemento di New York – dove si è fermato al primo turno – mentre sulla terra rossa del Roland Garros dovrà cercare di migliorare il terzo turno del 2013, dove ebbe la sfortuna di incontrare Rafael Nadal. Come sono pochi i punti da difendere sulla strada che porta a Parigi, semifinale a Montecarlo a parte.

Un altro motivo per sperare bene è la “ruota che gira” per quanto riguarda i sorteggi. Fabio nella stagione passata non è stato molto fortunato, avendo incontrato per tre volte sia Nole che  Rafa durante i tornei. Si spera quindi che quest’anno le combinazioni dei tabelloni siano più benevole. L’obiettivo è quello di arrivare a luglio con molti nuovi punti già messi in cassaforte, prima della stagione sulla terra rossa tedesca, difficilmente ripetibile. Prima ghiotta occasione da sfruttare sono i due primi Master 1.000 della stagione, Indian Wells e Miami, nei quali l’anno scorso Fognini si è fermato al secondo turno . Ma prima del mese di marzo, Fabio può veramente fare sfracelli in queste tre settimane in Sud America con gli Atp 500 e 250, da Vina del Mar fino a a San Paolo. Un mese di febbraio che potrebbe portare altri trofei nella bacheca di casa Fognini.

E citando una canzone di Lucio Battisti – cantante molto amato dal 26enne di Arma di Taggia – forse è arrivato veramente il momento di salire sulla celebre “motocicletta 10 HP”  e di dare gas fino alla top ten.


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