NIENTE DA FARE

A San Pietroburgo sconfitte per Fabio Fognini e Potito Starace, battuti rispettivamente da Dolgopolov e Lu. Bene Youzhny; fuori Troicki e il campione uscente Sergiy Stakhovsky
mercoledì, 27 Ottobre 2010

San Pietroburgo (Russia). Si apre subito con due sconfitte (seppur pronosticabili) il mercoledì dei giocatori azzurri impegnati in giro per il mondo. Nel primo turno dell’ ATP 250 di San Pietroburgo infatti, sono usciti di scena Potito Starace e Fabio Fognini, che van così a far compagnia a Filippo Volandri, già eliminato – da Teimuraz Gabashvili – nella giornata di Lunedì. Il campano ha subito una netta sconfitta (6-2 6-2) contro il cinese Yen-Hsun Lu, mentre Fabio ha combattuto contro l’ostico Alexandr Dolgopolov, arrendendosi con il punteggio di 7-6 6-4. Il k.o. di Starace, arrivato in meno di un’ora di gioco, è un brutto passo indietro rispetto al livello mostrato la scorsa settimana a Mosca, dove supero Gabashvili e impegnò Marcos Baghdatis. Oggi invece l’irpino non è praticamente mai riuscito a difendersi, cedendo la battuta in ben 4 occasioni (2 per parziale) e non avvicinandosi mai a una palla-break, con la miseria di nove punti conquistati negli otto turni di battuta dell’avversario.

Un buon Fognini non basta. La sfida tra Fognini e Dolgopolov, entrambi giocatori “genio e sregolatezza”, si è conclusa con il punteggio di 7-6 6-4 in favore dell’ucraino, ma a giudicare dalla statistiche (il match purtroppo non è stato ripreso dalle telecamere) la prestazione dell’azzurro (servizio a parte) è stata buona. Non va infatti dimenticato che Fognini è reduce da tre settimane in sudamerica nelle quali ha giocato sulla terra battuta e in condizioni totalmente opposte da quelle russe, e quindi avrà senza dubbio fatto maggiore fatica del rivale nel trovare il giusto timing sulla palla e nell’entrare in partita. Eppure è stato proprio il nostro il primo ad avvantaggiarsi di un break. Fabio si è infatti portato in vantaggio per 3-1, ma Dolgopolov ha subito recuperato, impattando sul 3-3. La contesa è poi proseguita velocemente sino al tie-break, conquistato dal giocatore dell’est Europa per 7-5. Più rapida la seconda partita, che ha visto “Dolgo” avvantaggiarsi di due break e issarsi sul 5-2. Timida reazione di Fabio, bravo nel brekkare il rivale a zero e accorciare poi sul 5-4, ma alla seconda occasione utile l’ucraino non ha perdonato, chiudendo la sfida dopo 1 ora e 19 minuti di gioco. Dando uno sguardo alle statistiche si nota subito come il servizio sia stato il fattore determinante ai termini del risultato. Fabio ha infatti tenuto buone percentuali sia con la prima che con la seconda palla, ma ha commesso ben 7 doppi falli (zero gli aces). Opposto invece il “rendimento” rivale, in quanto Dolgopolov ha piazzato 10 aces e un solo doppio errore, con un saldo di +9. In una sfida decisa su pochissimi punti (80 a 72 per Alexandr) non è dunque difficile capire cosa abbia fatto la differenza.

“Mischa” senza problemi, fuori Troicki e Stakhovsky. Accedono al secondo round del torneo russo anche Mikhail Youzhny, Rainer Schuettler e Benjamin Becker. Il primo, numero uno del seeding e acclamatissimo dal pubblico locale, non ha avuto problemi nel “piegare” il lungagnone tedesco Daniel Brands, superato con un rapido 6-4 6-1. Vittorie di rilievo invece per gli altri due, che hanno sconfitto rispettivamente Victor Troicki (5) e Sergyi Stakhovky (2). Schuettler l’ha spuntata con il punteggio di 6-3 4-6 6-3 su un Troicki appagato dal primo alloro in carriera ottenuto la scorsa settimana in quel di Mosca; mentre Becker ha fatto fuori il campione della passata edizione del torneo in 2 ore e 10 minuti di ottimo tennis, chiudendo per 6-4 5-7 6-4. Già qualificato per i quarti invece il serbo Janko Tipsarevic, il quale si è imposto agevolmente sullo statunitense Michael Russel: 6-2 7-5 lo score finale. Con lui il kazako Mikhail Kukushkin (6-3 6-4 a Gabashvili).

Isner, Tsonga e Davydenko nei quarti a Montpellier. Sono stati giocati i primi secondi round anche nel torneo francese di Montpellier, nel quale il primo favorito Nikolay Davydenko ha risposto presente con una bella vittoria sul tedesco Mischa Zverev. “Kolya” ha avuto la meglio con il punteggio di 7-5 6-3, annullando nel corso dell’incontro la bellezza di 10 palle-break. Costretto agli straordinari col servizio anche lo statunitense John Isner, numero 5 del seeding, che ha superato la giovane speranza Adrian Mannarino (passato dalle “quali”) con il punteggio di 7-6 6-7 6-3 e ben 27 aces. Il francese ha purtroppo pagato a caro prezzo l’unico break-point concesso in due ore e passa di partita (e 16 turni di servizio), con Isner abile nel convertirlo e aggiudicarsi la frazione decisiva. Quarti di finale anche per Jo-Wilfried Tsonga, vittorioso in due rapidi set sul numero uno portoghese Frederico Gil.

Melzer avanza a “casa sua”. Spostando la nostra attenzione sull’ultimo (ma non in termini di importanza) torneo settimanale, ossia il “250” di Vienna, troviamo ai quarti di finale i primi due favoriti della manifestazione: il “padrone di casa” Jurgen Melzer e il croato Marin Cilic. Se il secondo ha però avuto vita relativamente facile contro il ceco Jan Hajek (superato per 7-6 6-2), il numero uno del seeding ha lottato per oltre due ore contro il polacco Lukasz Kubot, sconfitto in due tie-break al termine di un match caratterizzato da sei break in due set sul veloce indoor, avvenimento raro in un incontro maschile. Queste le parole di Melzer al termine della sfida: “E sempre bello tornare nella mia città natale, è qualcosa che non accade tutte le settimane e quindi è davvero una bella sensazione”.  “Oggi penso di aver giocato una buona partita. E ‘sempre dura giocare Lukasz Kubot, lui è un ragazzo di grande talento con ottimo colpi, quindi bisogna rimanere sempre concentrati, soprattutto nei momenti importanti. Io l”ho fatto e ho giocato due grandi tie-break, quindi penso di aver meritato di vincere in due set “. Vittoria anche per Bjorn Phau, il quale in due rapidi set (6-2 6-4) ha fermato il connazionale Florian Mayer, reduce dalla finale di Stoccolma.


1 Commento per “NIENTE DA FARE”


  1. STEFANO ha detto:

    PURTROPPO IL TENNIS ITALIANO E’ QUERSTO,DOLGOPOLOV E’ PIU’ FORTE DI FOGNINI E STARACE IL MASSIMO LO HA GIA’ DATO,SONO GIOCATORI DA TOP 50 CHE AL MASSIMO POSSONO VINCERE UNO O DUE TITOLI 250 NULLA DI PIU’.PER TRIONFARE NEI MASTER 1000 E SLAM CI VUOLE UN TOP 10 (SODERLING N.5 NEMMENO 1 NE HA VINTO,RENDE ESAUSTIVAMENTE L ‘IDEA).


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