FOGNINI: “ SONO NEI QUARTI DI ROMA, SOLO QUESTO CONTA!”

Fabio Fognini approda nei quarti degli Internazionali dando un’altra buona prova di sé contro l’ostico Gojowczyk. “Nei quarti giocherò contro il mitico Nadal, ma potrei anche dovermela vedere col talentuoso Shapovalov!”
giovedì, 17 Maggio 2018

Tennis – Fabio insiste, in questa settimana dal tempo variabile, in una Roma dove era arrivato con poca fiducia nel suo borsone da tennista, approda brillantemente ai quarti degli Internazionali. Dopo aver disputato un match un po’ nervoso, ma giocato con intelligenza tattica, contro un avversario dal nome impronunciabile – il tedesco Peter Gojowczyk – sul suo orizzonte ora si profila una sfida “stellare” contro il vincente della partita di ottavi tra il re del “rosso” Nadal e il rampante Shapovalov. Questa l’analisi che il ligure, attuale n. 21 del mondo, fa della sua prestazione di oggi:

“Fino al 4/2 del primo set avevo una palla veloce, con la quale Peter si trovava perfettamente a proprio agio. In effetti, sono entrato in campo più teso teso di ieri, ero un po’ nervoso… ma sono stato attendo a cambiare ritmo e ho preso l’iniziativa al momento giusto. Un po’ per volta ho superato sia la tensione che l’avvio delicato. Perché mi fate parlare sempre delle cose negative come il mio nervosismo? Sono nei quarti di Roma dopo aver giocato un passante pazzesco sul match-point. E’ questo che conta!”.

“Il tedesco (evita anche lui di pronunciare il suo nome! – ndr) è un giocatore strano, dal tennis estremamente piatto. Non riuscivo proprio a stare dietro al suo rovescio, e inoltre possiede una prima palla di servizio efficace su tutti gli angoli. Non vorrei proprio doverlo affrontare sul veloce!”

“Ci sono poche parole per descrivere Nadal, lui è la storia. Mi chiedete come lo affronterò? Dando il massimo senza avere nulla da perdere… sempre che vinca lui contro Shapovalov, che ha appena compiuto 19 anni ed è già un grande! Cercherò di rimanere positivo e di dare il massimo in questo che per me è il torneo più importante sulla terra battuta”.

“E’ vero, io sono uno che dà il meglio di sé quando la posta in gioco è alta. Mi esalto. E intanto, come frecce al mio arco, ho anche un’ottima risposta di rovescio e un buon servizio che spesso mi regala qualche punto. Questo mi facilita parecchio. Il mio miglioramento è anche dovuto al mio coach Franco Davin, con quale mi trovo davvero magnificamente bene”.


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