AUSTRALIAN OPEN: NOLE E STAN AVANTI TUTTA, FOGNINI DELUDE

Vanno sul velluto Djokovic e Wawrinka. Non deludono nemmeno Ferrer, Nishikori e Raonic. Clamoroso scivolone del Fogna da Gonzalez, colombiano numero 107 del mondo
martedì, 20 Gennaio 2015

TENNIS – Nuvoloni su Melbourne. Ai raggi di sole della sessione diurna provvedono allora Novak Djokovic, Stanislas Wawrinka, Kei Nishikori, David Ferrer e Milos Raonic, big dell’Australian Open che certo non hanno voglia di deludere i propri fan. Soprattutto Nole, opposto a un Aljaz Bedene generoso ma che non può certo cancellare in un giorno il suo gap dal numero 1 del mondo; o soprattutto il detentore del trofeo “Stan the Man”, facilitato nel compito dalla scarna opposizione del modesto Marsel Ilhan (turco, numero 100 del mondo). Ben più impegnativo il test che affronta Kei Nishikori: lo spagnolo Nicolas Almagro, regolato comunque in tre set. Tutto ciò mentre non è proprio una passeggiata quella di Raonic contro l’ucraino Illya Marchenko (vittoria in tre set, ma con due tie-break) e mentre Ferrer deve ricorrere al quarto set per battere Thomaz Bellucci. Chi delude è invece l’azzurro Fabio Fognini, che perde dal 107° tennista del pianeta, Alejandro Gonzalez, e saluta al primo turno lo slam australiano. Punteggio 4-6, 6-2, 6-3, 6-4 a caratterizzare l’ennesima giornataccia del 27enne di Arma di Taggia.

Bedene lotta, s’impegna, spara cannonate da 200 all’ora dalla linea di battuta, nel terzo set è anche costretto a chiamare il fisioterapista. Alla “Rod Laver Arena” si fa onore, certo, ma Djoker, anche nonostante i problemi di salute accusati di recente, lo raddrizza 6-3, 6-2, 6-4. Ad ogni modo, il punteggio non inganni: la tranquillità del serbo spesso va a farsi benedire, tra gesti di stizza per qualche colpo sbagliato e occhiatacce all’arbitro. E’ tranquillissima invece sua moglie Jelena, che si fotografa in pantofole mentre assiste alla partita del marito e twitta il risultato taggando anche l’account ufficiale del torneo. Del resto le vere salite, per Nole, inizieranno più in là…

Lo svizzero Wawrinka si sbarazza dell’avversario in un’ora e ventinove minuti. Venti minuti appena è la durata del 6-1 in apertura. Ilhan prende fiducia nel secondo set ma a rendere combattuta, quantomeno all’apparenza, la partita contribuisce anche Stan, quasi smarrito dalla facilità della prima mezz’ora: 6-4 ad ogni modo il risultato. Wawrinka si scuote e il 6-2 decisivo arriva quasi stancamente.

Kei Nishikori, che a Melbourne vuole camminare sulle acque ricordando l’impresa di Flushing Meadows, vince 6-4 il primo set contro Almagro, strappando il servizio al game decisivo; si fa raggiungere sul 5-5 (era 5-3 e servizio) nella seconda partita, per poi passare 7-6(1); vince facilmente 6-2 nella terza. Sulla carta non era esattamente un debutto facile per il giapponese. Che invece ha risposto alla grande, dimostrando del resto di non essere numero 5 del mondo a caso. Rimandato invece il canadese Raonic, costretto, come detto, per due volte al tie-break dal numero 144 del mondo (67 di best ranking) Marchenko, prima del 6-3 finale che taglia la testa al toro. Brivido lungo la schiena anche per David Ferrer, ma soltanto per quel primo set in cui Bellucci s’impone al tie-break (7-2). Per il resto, la reazione dello spagnolo è veemente: David strapazza il malcapitato dall’altra parte della rete con un impressionante 6-2, 6-0, 6-3.

Per quanto concerne la debacle di Fognini, partita non bellissima in avvio, visto l’elevato numero di errori non forzati da ambo le parti. Comunque sia parte bene Fogna, che breaka l’avversario già al secondo turno di servizio. L’azzurro fa 6-4 in 38 minuti.
Meno tranquillo al servizio il ligure nel secondo set. Il colombiano ne approfitta rubandogli la battuta e portandosi sul 3-1. Immediato il controbreak, ma un doppio fallo sul 30-40 del successivo game al servizio di Fabio porta nuovamente Gonzalez avanti di un break (4-2). Sotto 5-2, al servizio per rimanere nel set, l’italiano combina un disastro: errore di rovescio più due doppi falli consecutivi sul 30-30 regalano il 6-2 al colombiano.
Troppi errori di Fognini anche nel terzo set. Così arriva il break che porta subito Gonzalez sul 3-1. Poi 6-3. Non che la quarta frazione sia più semplice. Anzi. E Fognini, per giunta, la affronta con l’ormai consueto atteggiamento dimesso tipico dei momenti bui. Soprattutto dopo il quinto gioco, che porta anche il quinto break del match ai danni dell’italiano: 3-2 e colombiano in fuga. Il mesto 6-4 finale arriva come logica conseguenza.

Gli altri match della sessione diurna della seconda giornata all’Australian Open 2015 hanno visto vincere lo spagnolo Feliciano Lopez 3-6, 6-2, 4-6, 6-2, 10-8 (il match più lungo della mattinata) sullo statunitense Kudla; il francese Mannarino 7-6(7), 6-3, 6-2 sullo sloveno Rola; il colombiano Giraldo 6-3, 6-2, 6-2 sul ceco Hernych; lo statunitense Johnson 6-4, 6-4, 6-3 sul britannico Edmund; lo spagnolo Verdasco 2-6, 6-0, 7-6(6), 6-3 sul britannico Ward; lo statunitense Young 6-4, 4-6, 6-3, 6-2 sul tedesco Puetz; il francese Simon 6-1, 6-3, 6-4 sull’olandese Haase; lo spagnolo Granollers 6-3, 6-4, 6-4 sul francese Robert; lo spagnolo Bautista Agut 4-6, 6-2, 6-3, 7-6(5) sull’austriaco Thiem; lo statunitense John Isner 7-6(5), 6-4, 6-4 sul taiwanese Wang; l’austriaco Haider-Maurer 6-4, 7-5, 4-6, 6-3 sul francese Lokoli; il croato Dodig 6-4, 7-5, 6-4 sul brasiliano Souza; il lussemburghese Muller 6-4, 7-6(5), 7-6(3) sullo spagnolo Carreno Busta; lo spagnolo Garcia-Lopez sul tedesco Gojowczyk, ritiratosi sul 6-7(1), 7-5, 6-4, 1-0 in favore del proprio avversario.

Foto: sito ufficiale Australian Open 2015


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