“FORREST” DEL POTRO: LA LUNGA CORSA, MAI DA SOLO

Juan Martin Del Potro rientra tra i primi 20 del mondo: il più amato di tutti
mercoledì, 18 Ottobre 2017

Tennis. Juan Martin Del Potro è tornato. Non è mai stato un tennista come gli altri, non può esserlo uno che a 21 anni vince il primo torneo Slam in carriera, a New York, contro un Roger Federer che in quel momento e soprattutto su quei campi la faceva da padrona. Non è un tennista come gli altri per il popolo che ha dietro, costantemente e rumorosamente: quell’Argentina che, lui quasi da solo, ha portato al trionfo della Davis lo scorso anno per la prima volta nella storia. Non può essere un tennista come gli altri per quello che ha vissuto, per i ripetuti infortuni, per un polso tanto martoriato da vederlo costretto a cambiar modo di giocare il rovescio. Eppure, ora è di nuovo lì, fra i primi 20 del mondo a distanza di te lunghissimi anni. Un calvario, poi il paradiso.

Poteva essere un anno solare leggendario, con l’argento olimpico maturato a Rio dopo aver eliminato Djokovic e Nadal, prima di arrendersi a Murray in finale. Un mese e mezzo fa l’impresa su Federer agli Us Open, l’unico tennista in grado di batterlo quest’anno in un Major, nei quarti di finale. I due si sono incrociati nuovamente a Shanghai, con la vittoria dello svizzero: un risultato che però è stato sufficiente a riportare l’argentino nelle parti nobili del Ranking Atp.

Quello che accade quando gioca Delpo è sotto gli occhi di tutti, una vera torcida capace di tirar fuori dalle situazioni più intricate il gigante di Tandill. Epocale la scena dell’anno scorso agli Us Open, quando sul match point di Wawrinka una standing ovation di oltre il minuto provocò la commozione in campo del sudamericano. Un giocatore dal cuore grande e fuori dagli schemi, quel personaggio che al tennis manca, che sappia catturare le simpatie del pubblico al di là degli schieramenti faziosi.

Un Delpo sano è una validissima alternativa ai fab four, o ex tali. Avrebbe avuto ben altro palmareis se la dea bendata non si fosse accanita su di lui, ma non è decisamente troppo tardi: a 29 anni ha tutto il tempo per prendersi la rivincita. Non ha mai corso da solo, ora più che mai.

Corri Forrest, corri Delpo!


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