FRANCIA FAVORITA, CECHI SENZA BERDYCH. USA ALL’ESAME DJOKOVIC

Tennis – Quarti di finale Coppa Davis: la Serbia di Djokovic sfida gli Stati Uniti, lontani dai fasti tennistici di un tempo; la Francia di Tsonga e Gasquet va a fare visita agli argentini, orfani di Del Potro; la nazionale kazaka va alla ricerca della storica semifinale contro la detentrice dell’insalatiera, priva del suo numero uno
mercoledì, 3 Aprile 2013

Tennis. Quello che si sta approssimando sarà un fine settimana ricco di grandi emozioni. Oltre alla nazionale azzurra – alle prese con il Canada del baby-fenomeno Milos Raonic -, saranno infatti chiamate a giocarsi l’accesso alle agognate semifinali anche le restanti rappresentative che, in febbraio, vincendo i rispettivi primi turni, si sono garantite l’opportunità di disputare i quarti di finale del World Group 2013. Procediamo allora a presentare in dettaglio le sfide che potremo goderci tra breve.

Francia VS Argentina. I precedenti tra queste due nazionali assegnano alla rappresentativa francese il ruolo di favorita della vigilia, se è vero che in cinque confronti diretti gli argentini hanno raccolto un umiliante en plein di sconfitte (5-0 il passivo). E non crediamo basti il fattore campo – la sfida si terrà sulla terra rossa del Parque Roca di Buenos Aires (come nel 1982, quando nemmeno Vilas riuscì ad arginare il genio ribelle di Noah) – a riequilibrare le sorti di questo quarto di finale. L’investitura di favorita cucita addosso alla squadra transalpina non deriva infatti solo dai numeri e dai ricorsi storici, ma anche dal parco giocatori che i rispettivi capitani possono vantare al loro arco. La nazionale albiceleste dovrà fare a meno di Juan Martin Del Potro, che ha confermato la volontà già espressa nel dicembre scorso, quando dichiarò che la Coppa Davis non sarebbe rientrata nei suoi programmi del 2013. Una stagione nella quale il top ten sudamericano vorrebbe dedicare tutte le sue energie al circuito Atp, per cercare di tornare ai livelli del 2009 (l’anno del trionfo agli Us Open). E, non bastasse già l’assenza del tennista più rappresentativo, la squadra argentina dovrà riporre tutte le sue speranze su David Nalbadian e Horacio Zeballos (il carnefice di Rafael Nadal, nella finale del 250 series di Vina Del Mar), considerato che Juan Monaco – sulla carta, il n. 2 della scacchiera – soffre di fastidiosi dolori al polso ed è in crisi nera di risultati. Insomma, una compagine troppo rabberciata per sperare di impensierire una nazionale come la Francia, che vanta atleti come Jo Wilfried Tsonga e Richard Gasquet, autore di un inizio di stagione spumeggiante e apparso in grande spolvero sui campi di Key Biscayne. Quanto, infine, agli head to head tra i protagonisti in esame: Nalbadian ha sconfitto 7 volte su 7 Gasquet, anche se i precedenti sono molto risalenti (l’ultimo confronto si è tenuto al torneo di Sydney del 2009, mentre l’ultimo sul mattone tritato addirittura al Roland Garros 2006); il top ten d’oltralpe ha, a sua volta, vinto l’unica sfida contro Zeballos (Basilea 2009, hard indoor) e mai incrociato la sua racchetta con quella di Monaco; Tsonga è invece in parità (1-1) con Nalbadian, in vantaggio 3-0 (2 sul rosso) con Monaco.

U.S.A. VS Serbia. Se nella sfida tra Francia e Argentina i favori dei pronostici sono assegnati ai galletti, nel confronto tra Serbia e Stati Uniti i bookmakers vedono nettamente in vantaggio i primi. E – attenzione – non è solo in ragione del fatto che la nazionale a stelle e strisce dovrà fare i conti con il numero 1 al mondo, Novak Djokovic; ma è soprattutto colpa della profonda crisi che sta attraversando il movimento tennistico americano (maschile, naturalmente; anche perché tra le donne, manco a dirlo, c’è Serenona a farla da padrone). Da questo punto di vista, l’ultimo Masters 1000 della stagione – il torneo di Miami – ha rappresentato un’efficace cartina al tornasole della preoccupante deriva che ha investito la gloriosa scuola statunitense. Per la prima volta, infatti, nei quarti di finale della prestigiosa competizione della Florida, figuravano solo tennisti di provenienza europea. Tra gli altri, segnaliamo che Sam Querrey – il nuovo n.1 – è stato incenerito da Tomas Berdych.  Non proviamo nemmeno a sciorinare le deludenti performance esibite quest’anno da John Isner, che vanta un altalenante score di 7 vittorie e 7 sconfitte, senza alcun risultato degno del suo nome. Il capitano Courier – consapevole della delicatezza del momento – ha chiesto ai suoi una prova di orgoglio e di carattere, dichiarando altresì che i suoi due alfieri (Sam e ‘Long’ John), se giocano il loro tennis, possono battere chiunque. Dunque, quanto alla sfida che si terrà in Idaho, sui campi veloci della Taco Bell Arena, il vecchio Jim ha voluto caricare i suoi protetti, dispensando un ottimismo di facciata.  Tra Serbia e U.S.A. esiste un solo precedente: il primo turno di Belgrado 2010 terminato con la cocente eliminazione degli statunitensi (non accadeva dal lontano 2005 che la squadra americana venisse estromessa al primo round). In quell’occasione, l’armata a stelle e strisce – per la prima volta in dieci anni orfana di Andy Roddick e James Blake – cadde sotto le bordate di ‘Djoker’, le cui prestazioni avrebbero, da lì a qualche mese, regalato alla sua nazione la prima storica insalatiera. Venendo all’edizione 2013, Novak Djokovic e il suo fido scudiero Victor Troicki hanno garantito alla Serbia i quarti di finale per il quarto anno di seguito, grazie alla netta affermazione sul Belgio (3-0 dopo soli due giorni); gli U.S.A., dal canto loro, sono arrivati a questo confronto grazie al trionfo al cardiopalma sul Brasile (dopo il 2-0 della prima giornata di gare, i Bryan, i fratelli più famosi d’America, avevano infatti perso il doppio contro la coppia Melo-Soares e Bellucci, regolando Isner, aveva raccolto il punto dell’insperato pareggio. Era stato dunque Querrey ad aggiudicarsi la vittoria decisiva ai fini del passaggio del turno, disponendo di Thiago Alves in 4 set).

Kazakhstan VS Rep. Ceca. Le speranze di guadagnare una storica semifinale nutrite dalle nazionale kazaka sono legate quasi totalmente ad Andrej Golubev, che, a dispetto della sua classifica (attualmente è n. 206 al mondo), in Coppa Davis riesce sempre a sfoderare grandi prestazioni, trovando energie psico-fisiche e motivazioni incrollabili. La decisiva vittoria su Jurgen Melzer, nel 3-1 all’Austria, docet. Detto del Kazakhstan, la Repubblica Ceca arriva a questo confronto dopo essersi sbarazzata della Svizzera, in una sfida che rimarrà negli annali per il doppio dei record (7h e 1min.). La Cechia però questa volta non potrà contare sulla coppia d’oro formata da Tomas Berdych e Radek Stepanek – gli eroi del trionfo sulla Spagna -, visto che il numero sei del mondo ha dato forfait. Al suo posto è stato scelto Ivo Minar. Sono stati convocati anche Lukas Rosol e Jan Hàjek, entrambi con un ranking migliore del primo singolarista kazako, Michail Kukushin, sprofondato alla casella n. 156 e incapace di vincere un match di main draw dal lontano agosto scorso (Masters 1000 di Toronto). L’ultimo e anche l’unico precedente tra queste due rappresentative risale al 2011, quando il Kazakhstan, con un risultato a sorpresa, riuscì a piegare le resistenze della Rep. Ceca (sconfitta in rimonta), che dunque fu estromessa al primo turno. Artefice di quel successo fu ancora una volta Golubev, che contro Berdych tirò fuori dal cilindro una prestazione monstre. Pleonastico anche solo ricordare che, nonostante da quella affermazione siano trascorsi solo due anni, gli orizzonti sono profondamente mutati, ma la sopraggiunta assenza dell’asso ceco aumenta di molto le possibilità per i kazaki di ripetere quell’impresa.


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