GALVANI: “A FINE ANNO MI RITIRO”

Intervista a Stefano Galvani, che ha annunciato il ritiro al termine del 2011. L'obiettivo di questa ultima stagione sarà raggiungere e superare il best ranking (numero 99 Atp)
lunedì, 28 Marzo 2011

Stefano Galvani è stato ed è un esempio per molti giovani. Il patavino, così come Alessio Di Mauro, ha dimostrato di saper ripartire da zero e tornare a nei top-100 (numero 99 nell’aprile del 2007). A causa di un incidente autostradale, infatti, Stefano ha rischiato di perdere un occhio e ha dovuto rinunciare al tennis (proprio quando era a ridosso dei top-100) per 13 mesi (da settembre 2003 a ottobre 2004). Ma grazie ad una straordinaria forza di volontà e passione verso questo sport, Galvani ha saputo raggiungere i top-100 3 anni dopo, nel 2007. Una carriera, quella di Stefano, caratterizzata da molti alti e bassi e da qualche occasioni sprecata di troppo. Il tennis dell’azzurro è sempre stato molto spettacolare, arricchito da un timing sulla palla, in particolare col rovescio bimane, di livello altissimo. Oltre all’infortunio, anche l’aspetto mentale ha pesato su una carriera che, seppur positiva, poteva portare Stefano ancora più in alto. Tante comunque le soddisfazioni che Galvani si è potuto togliere in questi lunghi anni nel circuito, tra tornei futures, challenger e Atp. Tanti anche i giocatori di alto livello che hanno lasciato il campo sconfitti con il patavino, come Nadal, Kafelnikov, Bjorkman, Troicki, Novak e altri. Stefano ha deciso di giocare l’ultima stagione della sua carriera, annunciando il ritiro al termine del 2011 (o forse a metà 2012).

Iniziamo ovviamente dalla decisione di ritirarti a fine stagione..
“Ho presa questa decisione qualche tempo fa e da allora sono molto più tranquillo. Giocherò tutto il 2011 e, forse, anche qualche mese del 2012. Da quando ho deciso di ritirarmi sto giocando ad un livello altissimo. Nell’ultimo mese, in particolare, mi sento in grande forma. A livello mentale, avendo deciso di ritirarmi, entro in campo molto più sereno e anche il mio gioco, ovviamente, ne risente in positivo.”

Qualche settimana fa hai vinto il futuro di Trento e in questi giorni hai raggiunto i quarti a Caltanissetta. Trovi che il livello medio si sia alzato anche in questi tornei cosiddetti minori?
“Nei futures mancano magari i giocatori di punta, come ad esempio Volandri, che era presente in Sicilia, ma il livello medio si è alzato non tanto ma tantissimo! A Trento ho giocato una settimana praticamente perfetta, servendo bene e accelerando sempre al momento giusto. Ma nonostante ciò ho dovuto sudare le proverbiali sette camicie per vincere il torneo. I giovani, poi, tirano tutti a 200 km/h e ogni punto è difficile da conquistare.”

Hai già pensato a cosa fari una volta interrotta l’attività?
“Ovviamente ci ho pensato, ma non credo che farò l’allenatore, almeno all’inizio. Ho infatti una moglie e una bimba piccola, che hanno accettato di sacrificarsi molto in questi anni, assecondando il mio mestiere. Quindi sicuramente non farò il coach nel futuro prossimo. Dopo, chissà…”


(Stefano Galvani – Foto Nizegorodcew)

C’è un torneo nel quale ti piacerebbe far bene in questo tuo ultimo anno? Magari sull’erba..
“Beh posso dirti che ho già comprato il biglietto aereo per Londra…”

Tu e Di Mauro, entrambi classe 1977, siete due esempi importanti per i giovani. La vostra costanza, così come la vostra passione, sono davvero encomiabili..
“Non credo sia giusto che io parli di me, ma per quanto riguarda Alessio non posso che parlarne bene. E’ stato bravo anche lui a tirarsi fuori da una situazione di classifica molto complicata, a causa delle querelle scommesse, e, migliorandosi anno dopo anno è riuscito a raggiungere una classifica forse insperata. Per quanto mi riguarda, tra tanti alti e bassi, credo di essermi tolto belle soddisfazioni. Posso dire solo questo..”

In conclusione, come giudichi la tua carriera? Qualche rimpianto?
“A tennis ho sempre giocato bene e credo di essermi espresso molto spesso a buoni livelli. Il mio difetto è stato caratteriale e mentale. Da questo punto di vista non sono mai stati forte come altri giocatori e l’ho pagato nei momenti decisivi di alcuni match; tante volte mi sono trovato avanti di un set e di un break, finendo poi per perdere la partita. Sono migliorato molto in questi ultimi anni, anche se è cominciato a mancare un po’ il fisico, causa l’età. Ma ho sempre dato il massimo, impegnandomi molto e non ho, sinceramente, grandi rimpianti. Adesso sono molto concentrato su questo ultimo anno, alla fine del quale spero di aver migliorato il mio best ranking. Perché non provarci?”


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