GASQUET: “CI SONO TROPPE RESTRIZIONI NEI TORNEI UFFICIALI”

L’ex numero 7 del mondo ha criticato le eccessive restrizioni che caratterizzano i tornei ufficiali
domenica, 21 Giugno 2020

Tennis. Il circuito professionistico riprenderà a metà agosto con il torneo di Washington. Nel frattempo, Patrick Mouratoglou ha organizzato l’UTS, un’esibizione dal format inedito che ha fatto parecchio discutere. Ospite di Dip Talk di Eurosport France, Richard Gasquet ha espresso alcune considerazioni su quanto avvenuto negli ultimi mesi.

“Per quanto mi riguarda, dal lockdown ho preso gli aspetti positivi. Mi ha fatto bene avere tempo per me, per far riposare il corpo e ho potuto recuperare fisicamente.

Quest’inverno ero infortunato al ginocchio e mi sono mancati l’allenamento e la competizione. Poi, nei mesi di marzo e aprile mi sono allenato, ho fatto molta bicicletta, molta ginnastica ma mi sono anche riposato.

La cosa più importante è che ho avuto il tempo per superare i dolori fisici e ora da Mouratoglou ho ricominciato a gareggiare, è fondamentale poter ricominciare le gare“ – ha dichiarato il veterano francese.

Alcuni si chiedono se le nuove regole potranno essere attuate in tornei ufficiali. “Il fatto di poter uscire un po’ dagli schemi classici e dalle regole più rigide” ha spiegato ‘Richie’.

Non sono un giocatore dal carattere difficile in campo ma se lanci una palla in mezzo al pubblico hai una multa di 5000 dollari; o se dici una parolaccia o spacchi una racchetta, sei sanzionato, è peccato non potersi esprimere in campo.

Il circuito è un po’ troppo “rigido”, è importante potersi esprimere. Bisogna trovare una via di mezzo, certo, ma ci sono troppe restrizioni.

Eppure il pubblico adora queste cose, basti pensare a quando giocava John McEnroe ma anche oggi, quando Kyrgios fa una minima cosa in campo tutti ne parlano e tutti vogliono vederlo.

Anche i match sono molto lunghi. Al Roland Garros, per esempio, gli incontri possono durare 3-4 ore, ci sono molti tempi morti. Bisognerebbe rendere le regole un po’ meno rigide per poter liberare le proprie emozioni e lasciar esprimere la personalità di ognuno. Ma i giocatori non hanno molto peso in queste decisioni“.


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