INTERVISTA ESCLUSIVA: NASO ALL’INSU’

A Umag abbiamo incontrato Gianluca prima del suo match contro la wc Delic. Dagli infortuni al suo rapporto con Max Giusti, dall'amicizia con Fognini ai suoi programmi del futuro, ecco il Nasopensiero
martedì, 26 Luglio 2011

Umag (Croazia) – Pensieri e parole firmate Gianluca Naso. Il tennista siciliano, n.260 del ranking, oggi incontra Mate Delic, wild card di casa, nel primo turno del tabellone principale del 250 di Umag. Non ci è arrivato di diritto, Gianluca. La classifica lo costringe ancora a passare la trafila delle qualificazioni dei tornei maggiori. E stavolta, dopo alcuni tentativi quest’anno andati a vuoto, è riuscito ad entrare nei 32.

Nell’ultimo round del minitorneo ha sconfitto Dino Marcan, mattatore di Bolelli. “Contro Simone sarebbe stata più dura – ci ha detto Gianluca – ma il croato è comunque un tipo tosto, che gioca bene in fase difensiva”. A parte un momento di sbandamento a metà secondo set, Naso ha sempre tenuto in mano le redini del gioco. L’occasione era troppo ghiotta, e non se l’è lasciata sfuggire. Umag sembra dunque portare davvero bene all’allievo di Fabio Rizzo sponsorizzato da Max Giusti, dato che proprio su questi campi Giallo disputò l’ultimo torneo del circuito maggiore (era il 2008).

E oggi la chance di Naso è ancora più succulenta, perché l’urna gli ha riservato il più debole dei quattro tennisti in attesa dei qualificati. “Ho visto i suoi risultati, ha perso cinque volte consecutivamente in altrettanti primi turni dei futures. Speriamo non vinca il primo match proprio oggi…”. Vincesse contro Delic Naso affronterebbe Albert Ramos, che ieri ha sorpreso Dodig. “L’ho già incontrato una volta, e l’ho battuto. Ma pensiamo ad una partita alla volta…”.

Hai ragione. La sconfitta di Bolelli ti ha aperto la strada per la qualificazione. Anche se contro Marcan qualche problemino l’hai avuto…

“Avevo cominciato bene. Poi nel secondo set lui mi ha messo pressione, e con il servizio mi ha messo in difficoltà. Ho sbagliato un rovescio che non dovevo sbagliare e ho preso il break. Ma sono stato bravo a risalire e nell’undicesimo game, dove è successo di tutto (ha rotto le corde e ha contrastato 3 set point) e nel quale ho davvero goduto sulla palla break, quando mi sono difeso a rete con lui che mi ha sparato addosso il dritto, prima di tentare un improbabile colpo in mezzo le gambe”.

Sugli spalti c’erano quattro scalmanati a petto nudo con le lettere del tuo cognome “tatuate”. Umag è come Trapani?

“Si, uno di quei fan è un mio amico croato. Ci sentiamo qualche volta su facebook e ieri è venuto a tifarmi. E’ una sensazione unica, quando sei in un altro Paese e la gente ti incoraggia. Poi qui si sta benissimo, davvero un bel posto dove organizzare un torneo”.

Facciamo qualche passo indietro. Hai un passato falcidiato dagli infortuni.  Mai pensato che il tennis poteva non esserci nel tuo futuro?

“Beh certo, quando le cose vanno male si può cadere nello sconforto. Ma io volevo continuare. E ho avuto la fortuna di essere circondato da persone che mi hanno tirato su. Il mio coach, la mia ragazza, Max”.

A proposito, come è nata l’amicizia con Max Giusti?

“Qualche anno fa lui aveva una squadra in serie B. Mi chiese di giocare ed io accettai. Ma allo spareggio per l’A2 persi al terzo set. Io ci ero rimasto malissimo,  perché lui si aspettava quel punto da me. E lui era a pezzi, perché ci aveva investito tempo, passione e soldi in un progetto che non era andato a buon fine. Così, dopo averci pensato un po’, decise di lasciare la squadra e di fondare il Max Giusti Team, del quale facciamo parte io e Corinna Dentoni”.

Che rapporto hai con lui?

“Lui sponsorizza la mia carriera. Ma la cosa più importante sono i consigli che mi dà”.

Cioè ti dice come come portare il colpo?

“No, per quello c’è Fabio! Max è un uomo di spettacolo. E’ davanti ai riflettori praticamente tutti i giorni. E deve essere sempre al 100%. Ma non sempre è dell’umore adatto. E’ una persona come tutti, che si può svegliare male la mattina. Ma ha imparato a gestire le situazioni di stress, i momenti bui, le paure e le ansie. Noi tennisti abbiamo gli stessi problemi. In questo mi aiuta. E qualche volta è anche molto critico nei miei confronti”.

Come va il suo rovescio?

“Male”.

Il tuo invece, viaggia alla grande!

“Si, in questi giorni sto giocando bene con quel colpo. Ma in realtà mi sono sempre sentito più in fiducia con il dritto. Anche se ieri contro Marcan non sentivo benissimo la palla. Ne ho mandati in rete alcuni imbarazzanti. Spero oggi vada meglio”.

Contro il croato mi è sembrato che in qualche occasione sbagliassi il lancio di palla sul servizio. Troppo basso e troppo avanti. Ho visto bene?

“Si. Ma quella è la tensione. Me ne sono accorto anch’io. Sapevo di avere un’ottima chance, e in alcuni momenti la pressione si è fatta sentire”.

Tu e Fognini siete praticamente cresciuti insieme. Ieri era a bordo campo ad incitarti. Che rapporto hai con lui?

Di grande amicizia. Abbiamo vissuto 4 anni insieme. Ieri, sul 5 pari, mi dava anche qualche consiglio su cosa fare. So che se ho bisogno, lui c’è sempre. E lo stesso vale per me”.

Secondo te perché i media spesso lo massacrano?

“Lui è un po’ il Balotelli del tennis. Anche se lui fuori dal campo non fa quelle cazzate. E’ un grande giocatore, e dentro al campo ha un carattere che può essere frainteso. A volte lascia andare partite che dovrebbe chiudere prima. Magari è per questo che i media ogni tanto lo prendono di mira. Ma è diventato numero 1 d’Italia e 32 del mondo anche grazie al suo carattere. Ti assicuro che giocare contro Fabio è molto difficile. E’uno che si fa sentire in campo, ti fa giocare male. E poi, quando se ne parlava male, lui ha fatto i quarti al Roland Garros. E ora se ne parla bene. Lui lo sa, fa parte del gioco”.

Nel circuito c’è qualche collega che stimi particolarmente?

“Ce ne sono così tanti. Siamo tutti dei professionisti, e ci copiamo a vicenda. Vediamo quello che fanno gli altri di buono, e prendiamo spunto per migliorarci. E’ per questo che lo sport è cambiato in meglio. Prima potevi far tardi la sera, non allenarti e fare il “cazzone”, e potevi anche vincere. Ora, con i ritmi del tennis contemporaneo, non si può più fare. Chi sgarra non è un professionista. E non arriva”.

Una domanda suggeritami dal collega Alessandro Nizegorodcew. Perché non giochi tanto sul veloce?

“Eheh, Ale mi fa sempre questa domanda. A me piace giocare sul veloce, penso di produrre un buon tennis. Ma sono italiano, e finchè non avrò una classifica più alta, dovrò cercare punti principalmente in casa. Dove ci sono tanti buoni tornei sulla terra. Fossi nato negli Stati Uniti avrei giocato di più sul cemento”.

Cosa c’è nel futuro di Gianluca Naso?

“Ti dico, a gennaio sono andato in Australia per lo Slam. Ma non sono entrato per due posizioni. Invece di tornare a casa ho fatto un mese fra Giappone e Cina. Ho fatto due primi turni, e quando sono rientrato ero sotto di 3000€. Non sono spicci. In Italia invece posso giocare di più, spesso sono testa di serie e i costi sono più ridotti. Ma il progetto è quello di seguire il calendario dei Major. Cemento, terra, erba, cemento”.

In bocca al lupo Giallo!

Crepi.


2 Commenti per “INTERVISTA ESCLUSIVA: NASO ALL'INSU'”


  1. Matteo Cirelli ha detto:

    Grazie Ale. merito di Gianluca, un grande. Peccato per la partita con Ramos, poteva fare di più!

  2. Alessandro Nizegorodcew - redazione@tennis.it ha detto:

    Grande Giallo! Forza! ottima intervista Matteo…


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