GIANNI CLERICI, 86 ANNI DI TENNIS

In occasione del suo compleanno, ripercorriamo aneddoti e storie del Dottor Divago, primo giornalista europeo nella Hall of Fame del tennis.
domenica, 24 Luglio 2016

Tennis – Dieci anni fa, per la prima volta un giornalista europeo entrava nella Hall of Fame del tennis. Un riconoscimento “per il suo contributo alla diffusione del tennis, per aver seguito 170 tornei del Grande Slam in più di 40 anni di attività, per aver scritto oltre seimila articoli seguendo a bordo campo le gesta degli eroi della racchetta”. L’onore spetta a Gianni Clerici, che compie oggi 86 anni.

La passione di Clerici per il tennis comincia, come per il Giovannino protagonista di Alassio 1939, la sua autobiografia romanzata, al Tennis club Alassio. Il presidente è un gentiluomo inglese, Daniel Hanbury, fratello del Thomas che diede il nome ai celebri giardini sul promontorio della Mortola, al confine tra la liguria e la Francia. “Mi piacque subito il mondo degli inglesi, imparai a bere il tè, a dire ‘ready’ prima del servizio. Mi attrasse quello spirito sportivo che era un’etica di comportamento” raccontava a Enrico Arosio.

Numero 10 d’Italia all’inizio degli anni Cinquanta, negli anni scanditi dall’entusiasmo per Gardini, Merlo, Pietrangeli e Sirola, ha l’occasione di andare a Wimbledon con Antonio Maggi che però rinuncia perché la madre si è ammalata. Clerici parte in macchina, arriva a Londra, vorrebbe allenarsi a Church Road ma trova i cancelli chiusi: è domenica. Passa i Doherty Gates, in quel 1953, e cede al primo turno 86 68 62 64 al primo turno contro Stefan Laslo, non certo il migliore degli iugoslavi, tanto disperato da chiedergli aiuto negli spogliatoi, per sfuggire al regime socialista di Tito. “E allora non c’era mica il computer, che peraltro è spesso ottuso. Ma siccome a Wimbledon si gioca in 128, è probabile che fossi uno dei primi cento tennisti al mondo. Niente di eccezionale, quindi” ha raccontato a Federico Ferrero in un’intervista per l’Unità. A fine partita, ha detto, “avevo i crampi, non ero abituato all’erba”.

Scrive già per il Tennis Italiano, poi a Sanemo incontra Luigi Giagnoli che gli fissa un appuntamento alla Gazzetta dello Sport. Gianni Brera, che allora la dirige, “mi fissa un appuntamento al giornale: non c’è e mi indigno: Non scriverò mai per questo giornale. La sera stessa mi telefona e riusciamo poi a vederci in galleria a Milano, dove studiavo all’università”.

Brera, ha ricordato, “ha studiato al collegio Ghisleri di Pavia, dove per entrare bisognava avere una media altissima. Gianni era figlio di mezzadri, non proprio contadini. Era l’unico ad aver studiato in una famiglia di contadini: uno dei due fratelli era sarto, l’altro scriveva di pesca su Il Giorno. I Brera erano persone dalle origini umili. Lui aveva imparato molto dallo straordinario Ghisleri. Poi aveva fatto il paracadutista; in seguito, per ragioni misteriose, la Gazzetta lo mandò a Parigi. Ma lui è stato anche il primo in Italia, per esempio, a tradurre Arthur de Gabineau. Non le sue teorie che passano per razziste (“Saggio sulle ineguaglianze delle razze umane” ndR), ma i suoi stupendi racconti. Gianni ha tradotto i grandi scrittori francesi di origine italiane, come Jean Giono e come Francois Cavanna. Da lui ho imparato molto, non so se ho imparato per il giornalismo sportivo però”.

Brera tenta poi l’esperimento di Sport Giallo, un quotidiano che aveva fondato per far concorrenza al Guerino dalla vita breve. Clerici lo segue anche nel travaso al Giorno insieme Giulio Signori, Pilade Del Buono, il fratello di Oreste, Mario Fossati, che ha seguito due Giri d’Italia con Clerici. Era stato alpino in Russia, Fossati, e si era preso il doloroso incarico di andare ad annunciare, a dieci famiglie di Monza, la morte dei loro figli suoi commilitoni.

Clerici, ha detto Italo Calvino, “è uno dei più grandi scrittori che abbia mai conosciuto. Purtroppo scrive di sport”. Con una lingua che la filologa Maria Corti ha definito un lombardese colto, contaminato dall’inglese, un po’ il “fenglese” di Fenoglio infarcito dagli elisabettiani. Il Clerici scrittore ha riferimenti letteari diversi, più contemporanei, Evelyn Vaugh, Edward Forster, George Orwell. “Nonostante Brera” spiega Clerici, “il giornalista sportivo è come dovesse scontare una colpa. Qualunque cosa tu faccia, resti uno che fa il tennis: noi apparteniamo al tennis, mi ha detto un collega anni fa, bravo columnist e misconosciuto romanziere. Questa l’ho già raccontata, ma quando incontrai Maria Bellonci nel suo salotto, per il premio Strega, la signora mi accolse dicendosi stupita perché mi occupavo di tennis eppure usavo correttamente i congiuntivi”.

È così che ha cambiato anche il modo di raccontare il tennis in televisione con Rino Tommasi, che gli assegna uno dei soprannomi più azzeccati nella storia del giornalismo sportivo, Dottor Divago. “Se incontra qualcuno” raccontava Tommasi, “ma non si ricorda dove l’ha incontrato ….Gianni ti dirà che l’ha incontrato in ascensore…e un anno all’US Open incontrò talmente tanta gente in ascensore, almeno così diceva in telecronaca, che io gli dissi: “Gianni, se un giorno in un albergo ti metteranno al pianterreno, come farai a raccontarci tutti questi aneddoti, tutti questi incontri?”

Un pezzo di vita che si è chiuso a Wimbledon 2011. Una lunga parentesi televisiva che ha fatto innamorare generazioni di appassionati al tennis e al giornalismo, che ha ispirato e ancora ispira pallidi scribi e modesti telecronisti, compreso chi vi scrive. Ogni partita una perla, una distrazione, una divagazione. Clerici, concludeva l’amico Tommasi, non racconta bugie….crede alle cose non vere. Leggendolo non saprete mai quello che è successo, ma lui vi spiegherà il perché”.


1 Commento per “GIANNI CLERICI, 86 ANNI DI TENNIS”


  1. Dani Guido ha detto:

    Gent.mo Sig Gianni,
    sono una persona di ottanta anni, appassionato di sport e in particolare di tennis.
    Vengo subito al nocciolo della questione…A parte la coreografia nel sottopasso , prima dell’entrata in campo,ma la cosa che mi sorprende all’inizio di un incontro é la totale indifferenza che hanno fra loro e con l’arbitro i due giocatori. Chi saltella ,chi rotea la racchetta , chi fa i piegamenti,
    va bene tutto questo , ma non uno scambio di saluto, una stretta di mano.Una scena fredda che quasi irrita.A volte la posta in palio è molto alta, ma insomma……Tutto questo non è per niente signorile come è stato sempre definito il tennis. In altri sport non succede….Nel calcio sono simpatici gli scambi di saluti nel sottopasso fra i giocatori ecc ecc Si vedevano scene simili negli incontri di box, in cui ciascuno cercava di incutere timore all’avversario.La scena nel tennis si riduce al massimo in una stretta di mano a un bambino che viene messo nel mezzo insieme all’arbitro per la scontata foto ricordo.Lei può dare qualche suggerimento in merito?
    Ma forse tutto questo è un pensiero di un vecchio scriba come sono io abituato diversamente. La saluto cordialmente Guido Dani-
    Via A: Vespucci 10 –
    52025 Montevarchi ( AR)


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

  • PASTORALE CLERICIANA Gianni Clerici compie 85 anni. Di lui si conosce praticamente tutto. Abbiamo provato a fare gli auguri a un narratore prestato al giornalismo giocando con un grande romanzo della […]
  • ROBERTO LOMBARDI. UNA VITA PER IL TENNIS Tennista, tecnico, giornalista e telecronista, il Professore ha dedicato la sua vita al tennis, giocando, raccontando e soprattutto analizzando lo sport con la racchetta. È stato uno dei […]
  • AUGURI A GIANNI CLERICI, PROFESSORE DI TENNIS NELL’ITALIA DEL PALLONE TENNIS- Il 24 luglio compie 83 anni il nostro principale giornalista in materia tennistica. Ripercorriamo brevemente il suo cammino professionale e umano.
  • CLERICI D’ANNATA Oggi scattano le ottanta primavere per Gianni Clerici, il tennista, il giornalista, lo scrittore, l'amico... l'impressione è che ogni anno lui migliori, come un buon vino "doc". Il meglio […]
  • GLI ANNI DI GIANNI Lo "scriba" Clerici ne compie oggi 81. Dal 2006 è nella "Hall of Fame" di Newport
  • AUGURI A GIANNI CLERICI: “SCRIBA” E VOCE DEL TENNIS Compie 84 anni uno dei migliori narratori di Tennis di sempre. Nella Hall of Fame dal 2006, Gianni Clerici con il suo stile ha cambiato il modo di raccontare lo sport.

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.