GIOCATORI SERVE AND VOLLEY: RAZZA IN VIA D’ESTINZIONE?

Tennis –Al giorno d’oggi sui campi se ne vedono sempre di meno e probabilmente in futuro questo schema di gioco sarà destinato a scomparire del tutto. Andiamo a vedere chi sono gli ultimi "superstiti".
sabato, 14 Dicembre 2013

Tennis. Un tempo c’erano i John Mc Enroe e gli Stefan Edberg che con la loro imprevedibilità e classe riuscivano a dominare le classifiche. Negli anni 90 avevamo invece gente come Pete Sampras, Tim Henman, Patrick Rafter. Ma con il nuovo millennio, anno dopo anno, di giocatori serve and volley nel circuito se ne vedono sempre di meno. Complice la modernizzazione dei materiali con cui vengono realizzare le racchette, con le quali si riesce a servire facilmente sopra i 200 km/h. A queste velocità è infatti difficile seguire il servizio a rete e in molti preferiscono affidarsi a un dritto di chiusura piuttosto che rischiare di ritrovarsi una risposta dell’avversario in mezzo ai piedi. E complice è anche il fatto che il tennis sia diventato oggi uno sport molto più muscolare, dove ogni giocatore prima di essere un tennista deve essere per prima cosa un preparato atleta. Tutto questo a svantaggio di una strategia che esalta le caratteristiche tecniche come il serve and volley. Con la stagione 2014 alle porte, se andiamo a vedere la classifica ATP, di tennisti serve and volley intorno ai primi 100 ne troviamo solamente 10, e per giunta di questo gruppo sono praticamente tutti sopra i 30 anni di età. Dei veri e propri esemplari in via d’estinzione

Il primo in ordine di classifica è il numero 27 del mondo Jurgen Melzer. L’austriaco ex top ten è uno che se la cava discretamente bene a rete e non a caso ha vinto in doppio 12 titoli in carriera. Grazie al suo servizio mancino, Jurgen riesce spesso e trovare angoli stretti che buttano gli avversari fuori dal campo, permettendogli così di poter chiudere con una volee. Subito dopo Melzer, alla 29.ma piazza, troviamo il bel Feliciano Lopez, che con grande coraggio riesce ancora a ottenere soddisfacenti risultati senza mutare le sue caratteristiche. Lo spagnolo ha infatti nei suoi migliori colpi proprio il servizio e la volee.  Ma Il 32enne di Toledo è uno che ha però sempre snobbato la carriera di doppista, volendo imporre il suo stile di gioco in singolare, dove probabilmente era più difficile. Una missione da considerare con grande rispetto.

Scendendo in basso troviamo al numero 33 Ivan Dodig, unico giocatore  al di sotto dei 30 anni ad appartenere al clan del serve and volley. Il croato classe 1985 si è convinto da poco a giocare di più i tornei di doppio, scoprendo forse troppo tardi le sue buone doti di gioco a volo. In coppia con Marcelo Melo occupa attualmente la terza posizione dell’ATP Doubles Team ranking. Meglio tardi che mai!

Alla 35.ma posizione scopriamo il 31enne Julien Benneteau. Il francese si è sempre contraddistinto per la sua eleganza in campo, resa tale soprattutto per la pulizia dei suoi colpi. Ed il doppio è stato per lui in questi anni una sorta di rifugio spirituale per allontanarsi dalle delusioni del singolare. Il povero Julien ha infatti giocato nove finali in carriera, senza però riuscire a vincerne una, vera e propria maledizione. Così ha avuto una piccola rivalsa nel circuito di doppio, nel quale è riuscito in carriera a portare a casa otto trofei. Attualmente fa coppia con Nenad Zimonjic con il quale occupa la 13.ma piazza a squadre.

Ed ecco la volta di uno dei doppisti più forti in circolazione, il Davis Man Radek Stepanek. Il ceco, arrivato a 35 primavere, già da diversi anni è impegnato nel circuito di doppio a tempo pieno, riuscendo al contempo a conservare in singolare la 44.ma posizione, grazie alla sua imprevedibilità che coglie di sorpresa i giocatori che lo affrontano. Radek ha il serve and volley nel sangue e sembra essere uno dei pochi in circolazione a giocare demi volee e colpi in contro balzo con una naturalezza incredibile. La stessa facilità che ha solo Roger Federer. In carriera Stepanek ha raccolto 17 titoli nella disciplina di coppia e ormai al Master di fine stagione fa presenza fissa.

A provare a tenere alto il baluardo dei giocatori serve and volley è anche Nicolas Mahut. Il francese numero 50 del ranking non sembrerebbe al primo sguardo appartenere a questa categoria. Ma se si assiste con attenzione a uno dei suoi match si scoprirà che il 31enne di Angers spesso prende la via delle rete. E non caso i suoi unici titoli ATP in carriera sono arrivati sull’erba, superficie che meglio si incarna con questo stile di gioco. In doppio sono arrivati invece sette trofei e ultimamente Nicolas, soprattutto in chiave Coppa Davis, gioca in coppia con il connazionale Micheal Llodra.

Nell’ultimo Wimbledon ha portato alla ribalta il tennis polacco insieme a Jerzy Janowicz, con il quale ha perso il derby nei quarti di finale. Stiamo parlando del 31enne Lukasz Kubot, numero 72 del mondo in singolare ma doppista di professione. Il giocatore amante delle magliette sbracciate ha infatti vinto in carriera otto tornei nella disciplina di coppia, mentre in singolo ha raggiunto solamente due finali. Perciò vederlo arrivare così lontano nello Slam londinese è stata una grande rivincita per lui e per tutti gli amanti del serve and volley.

Triste vederlo fuori dai primi 100. Ma del resto Micheal Llodra è arrivato a 33 anni di età ed è legittimo che, con le sue doti, concentri le forze sui tornei di coppia. Il parigino ha conquistato in carriera ben 25 titoli di doppio contro i cinque in singolare, nei quali però abbiamo sempre potuto ammirarlo in pregevoli gesti tecnici nei pressi della rete, colpi che lo fanno uno dei migliori interpreti del serve and volley in circolazione.

Infine, per gli amanti di un tennis ormai destinato a scomparire, le speranze sono da affidare ai 23enni Vasek Pospipil e Jerzy Janowicz.  Il canadese ha mostrato le sue doti di gioco al volo negli incontri di doppio giocati in Coppa Davis (uno tra l’altro a spese dell’Italia) che se abbinate a un buon servizio possono farlo diventare un più che buono esecutore della sequenza servizio-volee. Per quanto riguarda il gigante polacco, invece, il bagaglio tecnico c’è tutto. Jerzy sa giocare sia di potenza che di fino, ma per venire più spesso a rete  dovrebbe essere un po’ meno pigro negli spostamenti. Riusciranno i due a ritardare la fine del serve and volley?


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