GLI SPECIALISTI DELLA SMORZATA

Probabilmente la palla corta è uno dei colpi più apprezzati dagli spettatori durante le partite di oggi. Chi sono i giocatori che la giocano maggiormente nel circuito maschile?
venerdì, 27 Dicembre 2013

Tennis. Ormai è chiaro a tutti. Passano gli anni e il tennis diventa uno sport sempre più potente e muscolare. La pallina viene impattata con maggior potenza e oggi sembra diventata una gara a chi tira più forte, a chi resiste di più dentro lo scambio. Le “giocate di fino” si vedono sempre di meno e, per questo, le rare occasioni in cu vengono mostrare da un giocatore in campo, vengono apprezzate enormemente dagli appassionati. Come qualcosa che rompe la routine della vita quotidiana, come quando sei in macchina in mezzo al traffico di Roma. Sbuffi, ti lamenti, ma poi volgi lo sguardo a destra e vedi la cupola di San Pietro. La sua bellezza sembra essere al di fuori del contesto urbano, e solo scrutarla per un attimo ti fa sentire corpo e anima più leggeri. È questo uno dei potere dell’arte: essere capace di proiettarti oltre la vita terrena. Ma l’arte non appartiene solo ad architetture romane, sculture e pittura rinascimentale, bensì può esistere in ogni forma di creatività. La stessa creatività che viene espressa da un tennista quando gioca una smorzata, per esempio. In quel attimo c’è una sorta di ribellione ai soliti schemi, quando in campo si decide di usare la propria racchetta non più al servizio della potenza del corpo, ma al servizio all’ingegno. Una palla corta ben giocata è infatti un colpo di genio, capace di sorprendere e spiazzare l’avversario dall’altra parte della rete. E quella racchetta che ormai viene usata come un cannone per tirare colpi a più di 200 km/h, in quell’attimo diventa un pennello, con il quale il tennista-pittore dipinge una morbida traiettoria.

Un tempo la smorzata era un colpo che veniva usato spesso, ma anche oggi, per fortuna, ogni tanto si riesce a vedere in qualche  match. Tra i migliori esecutori del circuito c’è Alexandr Dolgopolov jr. L’ucraino è attualmente uno dei giocatori più imprevedibili che ci sono, capace di fare cose fuori dal comune, delle volte anche esagerate. Ma è proprio per questo motivo che le sue partite vengono seguite sempre con un occhio di riguardo, aspettando che effettui un colpo inaspettato. Come l’incredibile smorzata che giocò a Madrid nel 2010 contro Rafael Nadal, recuperatore di palle corte numero uno in eccellenza. Il drop shot in quel caso lasciò Rafa a guardare immobile la pallina schizzare via dopo un rimbalzo carico di effetto. Chi nell’ultimo anno si è fatto notare come buon specialista di smorzate è Benoit Paire. Il francese può essere considerato infatti un giocatore atipico, capace di giocare diversi tipi di colpi. E a parte un brillante rovescio a due mani, il 26enne di Avignone è capace di giocare con continuità un buon numero di palle corte. Se ne è accorto Juan Martin Del potro durante gli ottavi di finale degli Internazionali d’Italia di quest’anno. L’argentino partiva favorito ma è stato per tutto l’incontro sfiancato dalle smorzate di Paire, il quale, a sorpresa, è riuscito a portare a casa il match.

Mentre ad abbinare grande potenza a un pregevole tocco di fino è Jerzy Janowicz. Il gigante polacco prova la smorzata con qualche eccesso, ma molte volte riesce a lasciare avversari e spettatori a bocca aperta, dimostrando di avere una sfrontatezza che spesso assomiglia a pazzia. Il torneo nel quale mise in luce queste doti fu il Master 1.000 di Bercy del 2012, quando venne fermato in finale da David Ferrer, il quale vinse grazie alle sue doti di grande corridore, indispensabili per andare a recuperare i “pazzi” drop shot di Jerzy, accompagnati spesso con un saltello in avanti. Non si direbbe, ma anche Bernard Tomic è un più che discreto esecutore di smorzate. L’australiano, conosciuto per i suoi potenti colpi di chiusura, in certe occasioni ha mostrato di essere capace di tirar fuori palle corte vincenti, seppur con un movimento del tutto particolare, lontano dai consueti canoni tecnici. Ma in fin dei conti a contare è l’efficacia.

A cavarsela più che discretamente con la smorzata è anche Andy Murray, uno che quando decide di giocarla, il 90% delle volte porta a casa il punto. Fondamentale per mettere a segno un drop shot è infatti  la scelta della situazione giusta. E lo scozzese in questo è un campione. Infine, impossibile non concludere con il maestro della specialità, ovvero Roger Federer, colui che incarna “l’arte del tennis”. Durante tutta la sua carriera, lo svizzero ci ha deliziato con sopraffini drop shot, con i quali tirava fuori tutta la sua ingegnosità messa in pratica da una tecnica perfetta. Conclamata la sua abilità di togliersi da situazioni difficili con una palla corta vincente, vera e propria lezione di tennis all’avversario di turno. Se si va su youtube, si può ammirare la sua “filmografia” a riguardo.

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