GOD SAVE THE KING

Dopo il ko di Amburgo, ennesima delusione stagionale, per Roger Federer sembra davvero iniziata la triste parabola in discesa. Gli accorgimenti tecnici non bastano: il Re per riprendere il suo trono deve superare i problemi fisici ignorando la carta d’identità.
martedì, 23 Luglio 2013

I sudditi che amano il proprio Re si augurano che Dio lo possa proteggere facendolo regnare a lungo. Così è per il popolo del tennis, “devoto” ad un Re Roger, alle prese con il momento più  delicato della sua carriera. La prematura uscita di scena ad Amburgo, ha sottolineato come, per il campione svizzero, i problemi da risolvere riguardano ben altro rispetto ai soli accorgimenti tecnici adottati negli ultimi tempi.

Non è bastato dunque l’ampliamento del suo piatto corde a cambiare l’inerzia della stagione. I 98 pollici sviluppati dalla sua Wilson forse risulteranno letali in futuro, ma al momento non hanno aggiunto più di tanto alla prestazione di un Federer, che fino a poco tempo fa avrebbe lasciato sul campo, ai vari Delbonis, solo “ricordi” da tramandare ai nipoti.

Continua dunque un 2013 piuttosto disastroso, per il 32enne di Basilea, a caccia di riscatto dopo la cocente eliminazione patita a Wimbledon un mese fa. La caduta al secondo turno dei Championships per alcuni aveva avuto delle attenuanti, il cambio di scarpe dettato in corsa dal rigido protocollo londinese, avrebbe di fatto alterato l’equilibrio in campo del 7 volte Re di Londra. Ma lo stop in semifinale agli Australian Open ed i quarti a Parigi sono la conferma di una stagione amara, in cui Federer è riuscito ad arrivare in fondo solamente al torneo di Halle.

Lento, falloso e spesso fermo sulle gambe. Così da una analisi nuda e cruda viene fuori il profilo attuale di un campione, abituato da sempre a prestazioni “marziane” che in passato hanno rasentato la perfezione. L’involuzione può essere figlia di mille fattori, con l’aspetto mentale di non riuscire laddove si era maestri a fare da protagonista negativo. Il dubbio poi, che la percentuale d’errore in continua crescita dipenda direttamente da problemi fisici, diventa praticamente una certezza quando si mette sul piatto, stavolta della bilancia, il fastidioso mal di schiena con cui Federer convive da lungo tempo.

A Indian Wells di quest’anno il problema era sotto gli occhi di tutti, tanto che in un paio di occasioni, lo stesso svizzero, aveva chiamato in causa la sua schiena facendo però sperare che massaggi e riposo avrebbero presto risolto tutto. Cosi non è stato, anzi, i colorati ed ormai noti cerotti che ogni tanto si scorgono sotto la maglia del campione elvetico, rafforzano questa ipotesi.

Inevitabile, per un atleta della sua età, iniziare a combattere anche gli acciacchi di un fisico, fortemente provato da una carriera condotta ad altissimo livello ed iniziata esattamente 15 anni fa, con un Roger 17enne fresco vincitore dell’edizione Juniores di Wimbledon. Certo è, che per chi ama questo sport, vedere in difficoltà un uomo ed un campione del calibro di Federer non fa mai piacere, ma la storia spesso dice questo.

Pete Sampras, tanto per citare qualcuno non a caso, smise esattamente a 32 anni, stesso discorso e stessa età per Boris Becker, mentre John McEnroe chiuse da 20esimo giocatore nel ranking mondiale a 33 anni compiuti. La speranza a questo punto per Federer è quella di eguagliare, in quanto a longevità sportiva, un altro indimenticabile campione come Andrè Agassi, capace di incantare il mondo del tennis fino a 36 anni.

Al momento, comunque, la parola fine nella carriera di Roger Federer sembra ancora lontana, e la sua voglia di rivalsa assieme all’enorme bagaglio tecnico a disposizione saranno ancora fattori fondamentali per rimettere in piedi un regno, popolato da “sudditi”, che oggi più che mai augurano lunga vita al proprio Re…Roger !


1 Commento per “GOD SAVE THE KING”


  1. alexpicelli ha detto:

    Belle parole, anzi, ottima analizze della carriera del nostro Re, congratulazione


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