GORAN IVANISEVIC SPEGNE 44 CANDELINE

Compie 44 anni Goran Ivanisevic, ex numero 2 del mondo ed oggi mentore di Marin Cilic, passato alla storia per essere diventato il primo tennista della storia a vincere un torneo del Grande Slam da Wild Card
domenica, 13 Settembre 2015

Alcune storie hanno il lieto fine, altre no. Quella di Goran Ivanisevic, che oggi compie 44 anni, è andata oltre ben oltre le più rosee aspettative. Cresciuto a Spalato insieme alla sorella, oggi risiedente a Los Angeles, sposato con la fidanzata storica Tatjana Dragovic e padre di due figli, nonché mentore di Marin Cilic, nel corso della sua carriera è riuscito a fare cose straordinarie e ad ottenere risultati incredibili, con quella storica ciliegina sulla torta nel 2001

Gli inizi – Dopo essere stato numero 3 del mondo a livello Juniores, il croato fa il suo ingresso tra i professionisti nel 1988, togliendosi la prima soddisfazione l’anno dopo, agli Australian Open, dove da outsider raggiunge per la prima volta i quarti di finale in un torneo dello Slam.  Dopo, ad Amburgo, già consolidato tra i primi 40 del mondo, vince a sorpresa la Mercedes Cup di Stoccarda, battendo in finale l’argentino Guillermo Perez Roldan.  Una nuova carriera abbraccia Goran, che appena due anni dopo raggiunge la prima finale a Wimbledon. L’emozione è tanta, l’avversario è Andre Agassi.

I successi – In una partita dominata dalla tensione, che gli aveva dato anche la quarta posizione mondiale, Goran vince in maniera rocambolesca il primo set al tie break, poi perde secondo e terzo con il punteggio di 6-4. L’incontro, a questo punto, vive due fasi ben distinte: la gioia e il dolore. Il croato vince, dominando, il quarto set e prolunga la partita al quinto, ma da “favorito” non riesce a portare l’inerzia dalla sua parte, incappando nella sconfitta più dolorosa della carriera in un giorno indirizzato a diventare storico. E’ un punto di svolta per il croato, che qualche mese dopo ottiene la medaglia di bronzo sia in singolare che in doppio alle Olimpiadi di Barcellona, mettendo in mostra un tennis sempre più aggressivo e servendo in maniera incredibile. Una testa calda, si, ma anche un tennista dotato di nervi saldi e grande pazienza, che grazie al servizio e ai potentissimi colpi da fondo è stato in grado di costruire una carriera di soddisfazioni. Nel 1994 raggiunge nuovamente la finale ai Championships, perdendo in maniera piuttosto netta da Pete Sampras, ma consolandosi con il Best Ranking raggiunto alla posizione numero 2.

La quiete prima della tempesta – L’anno migliore di Goran, è il 1996. Non raggiunge la finale a Wimbledon, ma in 10 mesi si aggiudica ben cinque tornei e raggiunge l’atto finale in altrettanti eventi. Si issa fino alla finale anche nella Grand Slam Cup, che aveva vinto l’anno prima, conquistando per la prima volta in carriera anche la semifinale nel Masters di fine anno. In una stagione meravigliosa mette a segno 1466 ace, siglando un record ineguagliato ancora oggi. Ma tutte le più belle storie, in un modo o nell’altro, finiscono. Inizia, inesorabile, il declino del croato, che tra il 1997 e il 1998 si regala ancora qualche gioia, raggiungendo la terza finale a Wimbledon, perdendo ancora una volta in maniera scottante da Pete Sampras. Con il 1999 arrivano anche i primi problemi fisici. Ivanisevic, a causa dei problemi al tendine alla spalla, sprofonda in classifica ma decide di non operarsi, continuando sulla falsariga dell’anno precedente anche nel 2000, quando non riesce a superare il primo turno in ben undici occasioni.

Wimbledon 2001 – Il croato, costretto a ritornare nel circuito Challenger per ritrovare punti e condizione, gioca un ottimo torneo a Heilbroon e da 125 del mondo viene premiato dagli organizzatori di Wimbledon con una Wild Card.  Trova i suoi campi preferiti in condizione perfetta, così inizia a macinare vittorie in maniera incredibile. Quasi come in una favola, raggiunge la quarta finale a Wimbledon e trova dall’altra parte della rete Pat Rafter. Il croato, che la finale ai Championships l’aveva agguantata altre volte, viene dato spacciato dai bookmakers. Moya, Roddick, Rusedski, Safin e Henman non erano riusciti a contenere le bordate di un Ivanisevic ritrovato, e così nemmeno Rafter. L’australiano annulla tre match point, ma sul quarto non può nulla. Goran Ivanisevic diventa la prima Wild Card della storia ad aggiudicarsi Wimbledon, proprio nell’anno più difficile, proprio quando tutto sembrava finito.

Il croato dedica la vittoria all’amico Drazen Petrovic, cestista scomparso nel 1993 in un incidente stradale, facendo il suo rientro a Spalato come un eroe. Gioca un altro anno, in una specie di passerella d’onore, riuscendo a vincere due partite a Wimbledon prima di arrendersi  al numero uno del mondo Lleyton Hewitt. Vittorie, però, che gli consentono di abbattere il numero delle 600 vittorie nel circuito ATP. Il ritiro arriva nel 2004, dopo qualche apparizione qua e là e un’operazione alla spalla finalmente portata a termine, anche se fa in tempo a godersi, in panchina, il successo in Davis con la sua Croazia nel 2005.


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