GRANDE SFIDA SHOW A MILANO

Schiavone-Pennetta battono 3-2 le sorelle Williams in una sfida-spettacolo che illumina il pomeriggio milanese al Mediolanum Forum di Assago
sabato, 3 Dicembre 2011

Mediolanum Forum di Assago senza un seggiolino libero, come non si vedeva dalle finali scudetto. Era basket, ed a riempirlo erano tifosi milanesi, che sostenevano l’Armani Jeans contro Siena. Campo da basket smontato et voilà, compare un campo da tennis in sintetico blu che sembra essere sempre stato lì.

E mentre Serena e Flavia scambiano i primi colpi, sorge spontaneo pensare a come sarebbe la cornice di tifo se questa fosse la finale di un Premiere 5. Invece è solo un amichevole. O meglio, un evento, di quelli con la E maiuscola, che a stagione ormai conclusa in un sabato di dicembre, trascinano oltre undicimila persone al palazzetto dello sport e focalizzano l’attenzione mediatica. Tennis spettacolo, un po’ all’americana. Pubblico riscaldato e intrattenuto da due simpatici presentatori, musica, ola, applausi, palline lanciate in tribuna dalle protagoniste alla fine di ogni match. Una grande risposta dei milanesi e di tutta Italia a questa sfida USA-Italia, quella sfida che in FED CUP è sempre sfuggita (nella sua componente-Williams) e che oggi si manifesta, sotto forma di esibizione. Formula semplice e che si rivelerà efficace e spettacolare: quattro singolari al meglio dei tre tie-break, intervallati dal il tanto atteso doppio tra le sorelle d’Italia – Francesca Schiavone e Flavia Pennetta – e le sorelle Williams, Serena e Venus, dominatrici del tennis femminile da oltre un decennio. In mezzo, piccoli spettacoli di intrattenimento che coinvolgono 48 giovani tennisti delle scuole medie italiane, palleggi ed esibizioni.

Dopo le presentazioni, gli inni nazionali e le foto di rito con le bandiere nazionali, tocca al campo, e lì è partita vera. Cominciano Flavia e Serena ed è subito vero tennis, in tutto e per tutto. Flavia regge bene l’impatto, e porta a casa il primo match per 8-6. Serena però tira fuori le unghie, spazzola le righe e di potenza porta a casa entrambi i miniset per 7-3
L’incontro successivo vede di fronte Francesca Schiavone, sbarazzina e concentrata come sempre, e la maggiore delle sorelle Williams, Venus: un vistoso cerotto sul flessore della gamba sinistra non inquina l’elegante e slanciata figura, esaltata da un appariscente vestitino dorato. La malattia che l’ha tormentata e debilitata sembra alle spalle, e per Venere questo match è un primo test in vista della nuova stagione. Trascinata dal pubblico, Francesca lotta su ogni punto come fosse a Parigi. Non bastano colpi angolati e prime di servizio a Venus, non c’è veloce che tenga: la Leonessa porta a casa i due match per 7-5 7-3.
Sono Omar Camporese (trionfatore a Milano nel 1992, in una finale contro Goran Ivanisevic) e Zvonimir Boban (ex Milan, ora volto SKY) a sfidarsi in un tie-break d’intermezzo (7-3 per l’ex numero 18 del mondo), prima che le nostre protagoniste riprendano la scena per il doppio.

Forse il momento più atteso, antipasto del sogno Olimpico di Londra 2012. Serena e Venus hanno vinto tutto anche in coppia, Francy-Flavia alla ricerca di un’intesa di coppia che fa sognare l’Italia del tennis.
Gioco spettacolare, le due sorelle che si muovono armoniche, coppia affiatata e ben collaudata. Le azzurre replicano con colpi da campionesse. Confondono le Williams tanto da portarle quasi a scontrarsi a rete, proprio sul punto del 7-3 che chiude il primo miniset. Il pubblico si diverte, si divertono le ragazze in campo, musica e applausi negli intervalli oltre a un divertente siparietto danzante improvvisato dalle ragazze. Il secondo match si rivela bello e intenso quanto il primo, ma questa volta sono le due sorellone a portarlo a casa con il punteggio di 8-6. Nel terzo e decisivo tie-break le due Williams servono bene (2 ace) e girano sul 4-2. La reazione delle azzurre è veemente, si portano sul 5-4 ma poi sono ancora le prime palle a fare la differenza: un vincente e una prima da aprirsi il campo. Flavia e Francesca annullano il match point che ne consegue, ma ne concedono un secondo quando Flavia va fuori dopo un lungo braccio di ferro di dritto con Serena. Che poi al servizio non perdona: 8-6 e il match di doppio va alle sorelle Williams, per due miniset a uno.

A seguire, secondo questa formula in stile Davis, il quarto singolare vede Venus sfidare Flavia Pennetta. Qualcuno che, forse male informato, lascia il palazzetto alla fine del doppio si perde sprazzi di grande tennis. Venus cambia abito, tubino nero con frange, ma è Flavia a condurre il gioco e portare a casa il primo tie break per 8-6 (aiutata da un nastro amico sul pur bellissimo passante che la porta a servire per il set). Venere va subito sotto due a zero nel secondo, e si prende una pausa-toilette. Flavia improvvisa un palleggio con un ragazzino che dimostra una certa abilità, per il divertimento del pubblico, per il tempo necessario alla Williams per tornare in campo con..una vaschetta di pop corn! Chiusosi questo simpatico siparietto, il match ricomincia ma è tutta in discesa per Flavia, che chiude 7-2. Flavia e Venus firmano palline, mentre Serena Williams e Francesca Schiavone si preparano per l’ultimo match, che sancirà il vincitore di questa supersfida Italia-USA.

Parte fortissimo la Schiavone, che con un gioco vario, back e top di rovescio, imbriglia Serena, si porta sul 4-1 e poi sul 5-2 con un passante in corsa da applausi. Non la ferma una mancata chiamata del giudice di sedia (che in altre sedi non avrebbe, forse, preso con il sorriso..) e chiude con un servizio vincente, 7-3. Carichissima, Francesca scappa via 3-0 nel secondo gioco, ma viene presto raggiunta dal talento e dalla potenza della sua dirimpettaia. Due ace consecutivi e imprendibili di Serena, ed un vincente di dritto strappano applausi a scena aperta dalla sportiva cornice milanese, che esplode sul punto del 6-6, un recupero ai limiti del paranormale di Francesca su una palla corta millimetrata di Serena. Serena però serve bene, chiude 10-8 e lascia tutti i verdetti al terzo miniset. Ed il singolare forse più bello ed equilibrato di tutta la giornata se lo aggiudica la nostra Francesca Schiavone con il punteggio di 8-6, regalando così all’Italia il decisivo punto del 3-2 di questa grande sfida
Mentre si svolge la premiazione di questa grande festa, tutto il pubblico applaude in piedi Francesca, Flavia, Serena e Venus – le cui racchette, usate questo pomeriggio, andranno all’asta a scopo benefico – con la speranza di rivederle presto in campo, protagoniste e vincenti. Magari alle Olimpiadi di Londra 2012 o, chissà, proprio qui a Milano, per una nuova Grande Sfida.

Risultati finali:
Serena b. Pennetta: 6-8; 7-3; 7-3
Schiavone b. Williams: 7-5; 7-3
Venus/Serena b. Schiavone/Pennetta:  3-7; 8-6; 8-6
Pennetta b. Venus : 8-6; 7-2
Schiavone b. Serena:  7-3; 8-10; 8-6


6 Commenti per “GRANDE SFIDA SHOW A MILANO”


  1. gentile utente Macomesifa,
    naturalmente esprimo innanzitutto rispetto per la sua opinione, che è assolutamente libera e legittima.
    Ho scelto di riportare le emozioni provate ad un evento, in cui il tasso di agonismo è stato a mio parere più che rispettato – naturalmente commisurato ai limiti di competizione che una manifestazione di questo tipo può offrire. Concordo con lei che per i puristi del gioco del tennis altre sono le sedi, che questa esibizione al Mediolanum Forum. Sottolineo però che il pubblico – tante famiglie, tantissimi bambini – si è genuinamente divertito, questo era un obiettivo importante della manifestazione ed è stato centrato. Il successo de La Grande Sfida è a mio avviso passato anche da ciò che si è visto in campo che, a Milano e per gli oltre 11.000 presenti, non si vedeva ormai da troppi anni. Un approccio leggero al tennis che io ho, personalmente e relativamente a questo evento, gradito e genuinamente apprezzato, consciamente e senza pretese da Grande Slam. Cordiali saluti

  2. Macomesifa ha detto:

    Io non ho sputato sentenze, ho soltanto espresso un mio personale parere sull’articolo, ero infastidito. Spero, ripeto, spero, che questo sia lecito. Se non eri d’accordo bastava che evitassi di dirmi che avevo qualche problema, sputando una sentenza su di me. Io non ho detto che tu avevi qualche problema, ma evidentemente devo ricredermi. Però non te lo dico, me lo tengo per me. Evitiamo che i lettori, dopo l’articolo, debbano anche assistere a questa inutile discussione. Non ho più niente da dire sull’argomento.

  3. Carlo ha detto:

    E’ molto più probabile del fatto che io sia pagato per le risposte che do, che tu faccia l’accordatore di campane a Rovereto o il palombaro alpino. La verità è che non mi piacciono gli sputa sentenze, per i quali tutto è sempre negativo. Tutto qui

  4. Macomesifa ha detto:

    Devi essere pagato per rispondere così. Mi sono emozionato molto all’evento, c’ero. Non mi sono emozionato per l’articolo, che trovo assolutamente fuori dallo sport a cui abbiamo assistito. Tecnica di bassa qualità. Ma ognuno pensa quello che vuole, spero.

  5. Carlo ha detto:

    Certo non si sono giocate la finale di Wimbledon ed era una esibizione. Eppure nessuna delle partecipanti voleva sfigurare o perdere il match. I colpi sbagliati sono stati mascherati da sorrisi, ma poco convincenti a guardare bene. Come vere erano le emozioni del pubblico e la gioia di vedere da vicino le campionesse. Se poi tu non sei riuscito ad emozionarti è un problema tutto tuo. Nessuno può aiutarti.

  6. Macomesifa ha detto:

    Ma quale partita vera? Siete gli unici ad averla vista, su qualsiasi testata che se ne è occupata, si parla di una manifestazione divertente.
    Non ce n’era di tennis vero, la cosa straordinaria era poter vedere le Williams, niente di più. Questo articolo sembra scritto dal “bravo giornalista”, ci sono emozioni che un tennista non prova.


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