GRANDE TENNIS ALLA GRANDE SFIDA

Una Grande Sfida di Grande Tennis al Forum di Assago. Maria Sharapova, Ana Ivanovic, Sara Errani e Roberta Vinci hanno conquistato i cuori di quasi 10.000 spettatori.
sabato, 1 Dicembre 2012

Milano. Forum di Assago. E’ un’esibizione la Grande Sfida, ma alla fine di questa meravigliosa giornata di tennis vi sarà una vincitrice. Entro certi limiti, basta questo per rendere i match che vedono impegnate le quattro protagoniste delle vere competizioni. E poi certo, a nessuno piace perdere, nemmeno in esibizione, ragione in più se sei geniticamente predisposta alla vittoria, come lo è Maria Sharapova, o se sei una ex numero 1 che aspira a sedersi nuovamente sul trono, come Ana Ivanovic, oppure se sei reduce da una stagione superba come quella disputata sia da Sara Errani che Roberta Vinci.

Le prime a scendere in campo sono Roberta Vinci, attualmente numero 16 del mondo ed Ana Ivanovic, che occupa il 13° posto del ranking WTA. E’ un’esibizione, si diceva, eppure sin dai primi punti non si direbbe. Il modulo Vinci è ormai noto ed Ana Ivanovic: suo malgrado ha avuto modo per fissarselo bene a mente durante il loro ultimo match disputatosi a Montréal dove la tarantina era prevalsa per 6-0 6-0: un servizio solido, un back di rovescio capace di spezzare il ritmo durante lo scambio e che, prima o poi, le permette di guadagnare la rete e di chiudere al volo.

La Ivanovic però, nonostante qualche evidente difficoltà nel calibrare il lancio di palla, non è la smorta versione di Montréal e non solo il diritto le gira a meraviglia. Con smorzate millimetriche delizia il pubblico del Forum e lancia apertamente un’altra sfida alla Vinci, come a farle intendere di non esserle inferiore in quanto a ‘tocco’.

Lo spettacolo inizia comunque sull’ 1-1. Roberta Vinci gioca un vero e proprio game d’attacco e, avvalendosi di ottime rasoiate di rovescio, copre la rete con tutta la maestria di cui è capace e  chiude un paio di volée ‘al bacio’. Dopo il cambio campo la splendida Ana pareggia subito i conti, non solo in quanto a game ma anche sul ‘versante spettacolo’ perché al servizio fa vedere un po’ tutto: una demi volée di rovescio, un diritto vincente, un passante in corsa ed uno schiaffo al volo, sempre di diritto. La Ivanovic a questo punto cerca di prendere in mano la situazione anticipando la tarantina nel guadagnare la rete ma, contrariamente a Roberta, si fa trovare un paio di volte nella ‘terra di nessuno’ e così Roberta torna a condurre 3-2.

Il concetto dell’esibizione va un po’ a sfumare perché quello tra Ana Ivanovic e Roberta Vinci è un match di grande tennis, combattuto, agonistico. Certo, manca la pressione del match ufficiale, ma restano negli occhi le splendide accelerazioni di diritto di Ana Ivanovic, così come resta nelle orecchie il suono splendido, ‘pieno’, delle sue palline quando le partono dal piatto corte; così come è impossibile non restare ammaliati dalle volée di Roberta Vinci, straordinarie o dai suoi back che al contatto con il campo si alzano appena di qualche centimetro, prima di scivolare via.

Il break a favore della Ivanovic avviene sul 5-5 ed è figlio di un diritto devastante. Quando la serba va a servire per il match però, compie una serie di piccoli disastri che le sono fatali. Ed è tie-break. Roberta Vinci infiamma il match grazie ad un ace ma poi la Ivanovic si siede in cattedra e c’è davvero da essere vittime di un attacco di malinconia quando ti costringe ad ammettere che sì, lei è ancora capace di giocare ancora ‘come un tempo’. Tramite il suo ‘turbo diritto’ Ana si porta 6-3. Il primo match point, la Vinci lo annulla con una splendida risposta di diritto, mentre il secondo se lo annulla direttamente Ana con un colpo che muore in rete. Alla terza occasione però, Ana Ivanovic fa correre la Vinci da una parte all’altra del campo, finché l’ennesimo diritto vincente le consegna l’incontro. Al termine del set Roberta Vinci si dice dispiaciuta per non essere riuscita a vincere mentre Ana Ivanovic, con i suoi modi raffinati, ringrazia i suoi sostenitori, e sono davvero tanti. Ha ragione Lea Pericoli, quando a bordo campo si complimenta con  che le protagoniste del primo match della Grande Sfida definendole due ragazze che associano la modernità del gioco ad ‘antichi valori’.

Ed ecco che inizia il match più atteso: Sara Errani contro Maria Sharapova. Per l’italiana questo set può rappresentare l’occasione di mettere in atto un piccolo riscatto: quest’anno la siberiana le ha infatti inferto una dura sconfitta nel match più importante della sua carriera, a Parigi, dove l’ha privata del Roland Garros.

Oggi non siamo in una finale Slam, ma una cosa è certa: Masha vuole vincere. La numero due del mondo parte subito a mille e le sue legnate piatte catapultano Sara fuori dal campo costringendola a estenuanti recuperi in top, un vero invito a nozze per la russa che presto o tardi ha l’occasione di chiudere con i suoi imprendibili schiaffi al volo.

Sul 2-0 la Errani cerca di essere più incisiva. Deve tentare il tutto e per tutto per sfondare l’urlante avanzata russa e lo fa, cercando di spezzare lo scambio con le sue smorzate e i suoi cambi di ritmo. Il trattorino emiliano riesce per brevi tratti a confondere la siberiana, che paga la sua frenetica ricerca di vincenti con alcuni errori non forzati. Molte volte scaglia le palle fuori di metri che si fiondano pericolosamente vicino agli spettatori o alla Peugeot in palio alla vincitrice. La numero 1 d’Italia, nonché 6 del ranking, non è meno fallosa alla battuta e nel terzo gioco commette 2 doppi falli dietro fila. Il pubblico la incoraggia e Sara non molla. L’emiliana riesce a fare male quando guadagna la rete dopo aver mosso Maria; altrimenti, se la Sharapova prende in mano il gioco non c’é storia. Sara non riesce a contrastarne la potenza e si ritrova impotente ed infilata da numerosi passanti e contropiede. La nostra riesce a strappare il controbreak e tiene la battuta nel game successivo chiudendo con una splendida accelerazione sulla riga (che Maria salva con un incredibile diritto mancino) e schiaffo al volo vincente: 3 a 2.

Poi c’è solo Maria Sharapova. Tra pugnetti e grida, a volte più a volte meno forti, Masha non molla neppure nel settimo gioco quando, sotto 40-0, porta a casa la frazione vincendo lo scambio più lungo della partita a suon di incroci strettissimi o radenti la riga di fondo campo.

Siamo 5 a 2: l’incontro è agli sgoccioli. Sara Errani sorride, forse un po’ delusa, ma lotta fino alla fine: sua la splendida stop-volley che intercetta delicatamente il dritto nemico, mentre sul 40-15 riesce ad annullare il primo match point con una splendida accelerazione di rovescio e la chirurgica smorzata finale che blocca il recupero della siberiana. Ma la potenza di Maria predomina, e con l’ultimo dritto mette a segno una vittoria nettissima.

Gli applausi sono tutti per lei, che da implacabile fiera dominatrice si trasforma nella smagliante regina dello star system tennistico al quale tutti siamo abituati: saluta, manda baci e ammicca tanto verso il pubblico quanto verso le telecamere con il savoir faire dell’attrice navigata. Rivolge al microfono i suoi apprezzamenti di circostanza per l’Italia e per Milano: “Sono così onorata di essere qui a vincere di nuovo dopo la mia ottima stagione”.

Sara Errani e Roberta Vinci si sono potute consolare con la vittoria del doppio  (per 6-4) confermando di essere le numero uno del mondo in questa specialità. Nello splendido Forum di Assago, quattro stelle del tennis hanno brillato sotto agli occhi di quasi 10.000 spettatori. Alla fine a vincere la Grande Sfida, è stata Maria Sharapova di cui abbiamo potuto cogliere l’ennesima sfumatura: la parola ‘esibizione’ non è contemplata nel suo vocabolario.


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