GRIGOR DIMITROV: UN ALTRO TENNIS È POSSIBILE?

Tennis - La bella prestazione di Grigor Dimitrov a Montecarlo ci fa riflettere sul futuro di questo ragazzo dal talento cristallino ma che finora ha avuto difficoltà ad emergere. Analizziamone le possibili ragioni.
martedì, 23 Aprile 2013

Tennis. La splendida prestazione di Grigor Dimitrov contro Rafael Nadal ai quarti del torneo di Montecarlo impone una riflessione non solo sul futuro del giovane giocatore bulgaro ma anche su come il suo tennis, unanimamente riconosciuto (con le dovute cautele) erede di quello raffinato ed elegante di Roger Federer, possa trovare spazio nel tennis moderno, così votato alla potenza, alla velocità ed al difensivismo.

E’ necessaria tuttavia una piccola premessa: questo non è un articolo nostalgico di un modo di vedere il tennis che va ormai scomparendo. Non vuole essere il solito approccio di chi vede nella inesorabile scomparsa del rovescio ad una mano, della palla corta e del gioco a rete, la morte di questo sport. La finale di ieri a Montecarlo tra Novak Djokovic e Rafael Nadal è stato un chiaro esempio di cosa rappresenti il tennis moderno, nel bene e nel male. In quel rutilare di colpi serrati e di recuperi straordinari, un giocatore con il rovescio ad una sola mano probabilmente avrebbe trovato serie difficoltà ad affrontare ieri uno dei due e questo la dice lunga sulla strada che il tennis sta prendendo. Oggi non è più possibile affrontare simili campioni con il tennis “di una volta”. È un dato di fatto al quale dobbiamo rassegnarci.

Il cambiamento del tennis di questi ultimi anni è evidente tanto quanto lo è la accresciuta longevità degli atleti. Questo accade in ogni disciplina sportiva, ma nel tennis, che è uno sport individuale, la cosa si fa notare maggiormente. Grigor Dimitrov, oltre ad avere la responsabilità di rappresentare l’ultimo giovane baluardo di un modo di giocare a tennis che ora addirittura non viene neanche più insegnato, rappresenta anche l’estrema difficoltà che i ragazzi di prospettiva hanno nell’inserirsi nel circuito ATP, soprattutto se dotati di talento come il bulgaro. L’argomento è stato ampiamente affrontato e tornarci sopra rischia di essere superfluo, ma il fatto che nella top 100 ATP non ci sia alcun giocatore sotto i vent’anni la dice lunga su quello che sta succedendo. Viceversa sono numerosi i giocatori sopra i trent’anni che giocano ancora ad ottimi livelli (l’esempio più evidente è Roger Federer, ma possiamo parlare anche di Tommy Haas, che a 35 anni è ancora in grado di battere il numero uno del mondo) e che quindi rappresentano un ostacolo, ritardando l’inserimento di nuovi talenti nel tennis che conta.

In questo, Grigor Dimitrov potrebbe essere un esempio luminoso: la sua carriera da Junior è stata strepitosa. Nel 2008, dopo essere uscito ai quarti al Roland Garros contro un altro giovane dal chiaro talento, Jerzy Janowicz, vince Wimbledon senza cedere un solo set e con un dolore alla spalla che lo ha infastidito per tutto il torneo. Nello stesso anno vince anche lo US Open, diventando numero 1 Junior e decidendo di fare il salto di qualità nel mondo ATP.

Da quel momento il giovane Grigor è rimasto solo un talento dalle grandi prospettive rimasto inespresso. Nei tornei del Grande Slam non è mai andato oltre il secondo turno e la sua migliore prestazione rimane la finale di Brisbane (ATP 250) persa contro Andy Murray nel gennaio di quest’anno. Milos Raonic, di soli cinque mesi più anziano e giocatore nettamente meno talentuoso di Dimitrov, ha già vinto quattro ATP 250 (San Jose per tre anni consecutivi) ed ha giocato anche altre tre finali, oltre ad aver raggiunto per due volte gli ottavi di un torneo del Grande Slam.

Giungiamo quindi al nocciolo della questione: è possibile oggi che un giovane come Dimitrov, spesso considerato come erede di Roger Federer, che gioca un tennis sensibilmente diverso da quello che oggi possiamo definire vincente, fatto di fluidi rovesci lungolinea ad una mano (ma pur sempre un giocatore che predilige la linea di fondo) possa arrivare alle vette del tennis mondiale? Gli elementi che concorrono all’elaborazione di una possibile risposta sono molteplici, complessi e quindi rendono più oscura la riflessione. Roger Federer, negli ultimi dieci anni, ha vinto 17 slam pur giocando un tennis completamente diverso da quello dei suoi più forti avversari. Ma anche nel suo caso, una valutazione solamente tecnica non basta: c’è l’enorme talento, la straordinaria duttilità fisica, la grande capacità di adattarsi al gioco degli avversari e cambiare di conseguenza atteggiamento in campo. Tutte cose che Grigor Dimitrov, almeno al momento, non ha o che quantomeno sta imparando.

Il passo avanti più grande lo abbiamo visto qualche giorno fa contro Rafa Nadal a Montecarlo: con un’importante solidità fisica ed una grande concentrazione (non stiamo qui a sottolineare ulteriormente l’importanza della testa nel tennis) Grigor Dimitrov può essere un top player in grado di mettere in difficoltà un maestro della terra battuta, per giunta nel suo torneo favorito. Il talento di Grigor è fuori discussione, a Montecarlo abbiamo visto cosa sia il talento quando è unito a tutto il resto.

Chi scrive è un amante del tennis elegante e raffinato, quello fatto di variazioni, escursioni a rete e rovescio ad una mano. Spesso mi ritrovo a denigrare il tennis moderno, a vederlo come degenerazione, a considerare Roger Federer e chiunque giochi il rovescio ad una mano come ultimi difensori del tennis “vero”. Forse, se riflettiamo con attenzione, questo è un atteggiamento sbagliato, soprattutto nei confronti di giovani giocatori come Dimitrov. I continui confronti con il campione svizzero, i paragoni spesso inappropriati alla lunga potrebbero caricare il ragazzo di inutili responsabilità. Vedere il giovane talento bulgaro solo come futuro baluardo di un tennis che si gioca sempre meno è piuttosto ingeneroso nei confronti di un ragazzo che finora ha avuto difficoltà ad imporsi per il semplice fatto che farlo oggi risulta oggettivamente più difficile, a prescindere dalle proprie capacità. Grigor è ancora giovanissimo, ha margini di crescita enormi. Con molta probabilità il suo momento sta arrivando e questo è un bene per questo sport che negli ultimi anni sta soffrendo certamente di un’omologazione eccessiva. Grigor potrebbe davvero essere il campione dei prossimi anni.


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