HA RAGIONE FOGNINI. FORSE

Dopo Rio Fabio cambierà? E Binaghi attacca: "Entrerebbe tra i primi 10 se avesse metà della testa di Flavia Pennetta"
lunedì, 23 Febbraio 2015

TENNIS – Fabio Fognini, un microfono, frasi da pronunciare in lingua spagnola e – siamo sinceri – un brivido che corre lungo la schiena. “David, con tutto il rispetto, senza nulla togliere al tuo successo e al fatto che tu sia andato alla grande, ma io sono già felicissimo così. Perché qui ho battuto il miglior giocatore sulla terra rossa, Rafa Nadal, e qui vicino a me ho un altro grande giocatore sulla terra”, voltandosi verso Guga Kuerten. Ok, la diplomazia non è il punto forte di Fabio Fognini e questo oramai è assodato. Lo dimostra anche nel corso della cerimonia di premiazione in Brasile, in un Rio Open che ricorderà a lungo. Nessun intento polemico, ci mancherebbe altro. L’eclettico Fabio Fognini colpisce ancora e David Ferrer sta al gioco, anzi annuisce concedendo l’onore delle armi e confermando: “Sì, Guga sulla terra è un grande”. Come dire: “Grazie, ma possiamo anche non parlare di Rafa”. Che confusione! Fabio se la sarebbe cavata con un “Arrivederci e grazie”, senza scatenare il putiferio.

Fabio Fognini lascia così il catino di Rio de Janeiro. Kuerten in veste di gran cerimoniere lo applaude, l’ospite Ronaldo (il Fenomeno, non CR7) e il pubblico brasiliano lo applaudono. Anche David Ferrer lo applaude. E l’Italia? Chi accoglieva con freddezza il successo di Andreas Seppi su Federer, chi soprattutto sminuiva il trionfo di Melbourne perché venuto in un torneo di doppio secondo qualcuno dal valore non eccelso (Italia Paese di navigatori, poeti, santi e Illuminati…), ha avuto ciò che meritava. Prima l’exploit di Luca Vanni, poi l’impresa del ligure contro il re della terra. Il tennis azzurro al maschile è in ottima forma e inizia alla grande la stagione. Ma Fognini in particolare continua a faticare per fare presa nel cuore della gente. Ieri sera, per esempio, il pubblico brasiliano certo non ha accettato di buon grado quei gesti di stizza sopra le righe. Né il suo continuo rivolgersi al proprio angolo ad ogni palla fallita. Un monologo perenne verso un punto immaginario, compreso tra x e infinito.

“Fabio Fognini entrerebbe tra i primi 10 del mondo se avesse metà della testa di Flavia Pennetta”: il presidente della federtennis Angelo Binaghi la vede così. “Nessuno pensava che Fognini avesse dimenticato come si gioca a tennis, aspettavamo che tornasse ad alto livello e lo ha fatto”, ha proseguito il massimo dirigente del tennis italiano intervenendo in radio a “La politica nel pallone”, su Gr Parlamento. “Credo che riuscirà comunque (a entrare in top 10, ndr). Il talento c’è e, con il passare degli anni, la testa si sistema. Continueremo ad arrabbiarci con Fognini, rimarrà una testa calda, ma gli episodi diminuiranno e diventeranno sempre più marginali…”

“Spero di fare bene qui anche nel 2016, alle Olimpiadi”, il saluto finale del Fogna a Rio. Un vecchio ritornello dice che il 27enne di Arma di Taggia avrebbe bisogno di meno pacche sulle spalle e più strigliate. Difatti chi vince ha sempre ragione, ma non per questo primeggia sempre nella classifica della simpatia.


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