HENIN E SAFIN CANDIDATI PER ENTRARE NELLA HALL OF FAME

Marat Safin e Justine Henin tra i candidati alla Hall of Fame per la classe 2016. Con loro, Helena Sukova e due leggende del passato: Yvon Petra e Margaret Scriven.
sabato, 24 Ottobre 2015

TENNIS – Marat Safin e Justine Henin tra i candidati alla Hall of Fame per la classe 2016. Con loro, Helena Sukova e due leggende del passato, del tennis dei gesti bianchi come Yvon Petra e Margaret Scriven.

“Nel corso delle loro carriere hanno dimostrato la loro eccellenza come tennisti e grande impegno per il nostro sport. Sono stati numero 1 del mondo, hanno vinto trofei e ispirato tanti tifosi, ed hanno lasciato un forte impatto nel tennis. E’ un piacere annunciare la loro nomina per la più alta onorificenza nel tennis” ha detto il presidente Stan Smith.

“Grosso, fulmineo, sicuro di sé anche troppo, eccessivo in tutto quel che fa”. Così Bud Collins descriveva Marat Safin, “un mix di talento immenso che aspetta di essere sfruttato”. Numero 1 per nove settimane, primo russo a vincere lo Us Open, nella memorabile finale in cui a 20 anni ha demolito Pete Sampras, è rimasto 119 settimane tra i primi 5 del mondo. Vincerà anche l’Australian Open 2005 su Hewitt, nell’ultima finale Slam prima dello Us Open 2014 senza uno dei Big 4: Federer l’aveva eliminato in semifinale in uno dei miglior match degli anni Duemila.

Il russo ha vinto 15 titoli in carriera e chiuso con un bilancio di 422 successi e 267 sconfitte e portato la sua nazionale ad alzare due volte la Coppa Davis. Dopo il miracolo di Lione del 2002, Safin vincerà il quinto e decisivo singolare nel 2006 6-3, 3-6, 6-3, 7-6 su Acasuso. Dopo il ritiro, ha lavorato per il comitato olimpico e per la federazione russa. Nel 2011 sarà eletto anche nel Parlamento federale.

La nomina di Justine Henin premia quella che Martina Navratilova considerava “la Roger Federer al femminile”. La sua miglior stagione rimane il 2003, quando vince il primo dei suoi quattro Roland Garros e tocca per la prima volta il numero 1 del mondo, il 19 ottobre. Mantiene la vetta solo per una settimana, ma la riconquista dopo meno di un mese, il 10 novembre, e ci resta per altre 44 settimane di fila. Nel 2008 inizia una seconda vita ma nel 2010 rientra a giocare, proprio dopo la vittoria a Flushing Meadows di Kim Clijsters. Il ritorno è di livello assoluto, con la combattutissima finale all’Australian Open persa contro Serena Williams. Poi dopo l’ottavo al Roland Garros, battuta da Sam Stosur, e la sconfitta a Wimbledon contro Clijsters abbandona definitivamente con 43 titoli all’attivo.

Helena Sukova, invece, non ha mai vinto Slam in singolare, ha perso quattro finali su quattro, ma ha conquistato 14 major tra singolare e doppio. Il tennis, nel suo caso, è un affare di famiglia: è infatti la sorella maggiore dell’ottimo doppista Cyril e la figlia di Vera, finalista a Wimbledon nel 1962, diventata allenatrice di Martina Navratilova. E proprio a Navratilova, Sukova toglierà ogni prospettiva di Grande Slam nel 1984. All’Australian Open, che si giocava a dicembre, Navratilova arriva con una striscia di 74 vittorie di fila. Sukova le ha fatto anche da raccattapalle, da bambina. Mamma Vera è scomparsa due anni prima e forse spinge un po’ la figlia. “Vinsi il primo set per 61 aiutata dalla fortuna, che invece nel secondo facilitò l’affermazione di Helena per 63” scrive Navratilova nella sua autobiografia Io Martina. “Nel terzo andai presto in svantaggio per 3 a 0, ma riuscii in qualche modo a rimontare fino a 4 pari e ad arrivare sul 5 a 4. A questo punto la mia rivale non solo tenne il servizio, ma mi strappò anche la battuta. Presto si ritrovò ad avere tre match-point. Li annullai tutti e tre con diritti perfetti e poi ne salvai altri due, ma alla fine sbagliai nel colpire un rovescio. Helena aveva vinto e fermato la mia serie di successi consecutivi a 6 tornei del Grand Slam e a 74 partite. Perdere è sempre demoralizzante, ma riconobbi ugualmente che lei aveva giocato meglio e, quando uscimmo dal campo, le misi un braccio intorno alle spalle e le dissi: Vera sarebbe stata orgogliosa di sua figlia”.

Petra, infine, morto proprio in quello stesso 1984, è l’ultimo francese ad aver vinto Wimbledon, nel 1984, mentre Scriven è il prio mancino ad aver conquistato uno Slam, i French Championships nel 1933 e 1934.

Nei prossimi mesi saranno completate le operazioni di voto per scegliere chi sarà introdotto il prossimo luglio nella Hall of Fame, un onore riconosciuto finora a 243 campioni di 21 nazioni. La cerimonia si terrà sabato 16 luglio durante il Rolex Hall of Fame Enshrinement Weekend all’International Tennis Hall of Fame di Newport, Rhode Island.

 


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