HEWITT: “PREFERISCO NADAL A FEDERER E DJOKOVIC”

31 anni per Lleyton Hewitt e ancora tanta voglia di combattere in una nuova stagione sul circuito ATP. L’ex numero uno del mondo si è confessato al quotidiano australiano ‘Herald Sun’ sui suoi avversari.

Una manciata di medici hanno suggerito a Lleyton Hewitt di ritirarsi dal tennis dopo i suoi recenti interventi chirurgici al piede e all’anca, ma l’australiano non è un uomo che si può facilmente mettere alla porta. La stagione di Hewitt prende il via al Brisbane International la settimana prossima, torneo di riscaldamento in vista dello slam di casa, gli Australian Open.

In vista della nuova stagione l’australiano ha rilasciato una lunga intervista all’Herald Sun dove ha parlato non solo di tennis ma anche di se stesso. Chi è il vero Lleyton Hewitt?

“Sono due persone diverse. Quello che vedete in campo mi viene naturale. Indosso il mio cuore sulla manica. Dico sempre ‘C’mon’ soltanto per caricarmi. Fuori dal campo sono un sacco più timido. Sono molto legato alla mia squadra, alla mia famiglia e poche altre persone di cui mi fido.”

Parla anche dei suoi colleghi-avversari, immaginando di ‘rubare’ loro un punto di forza.

“Per il mio gioco vorrei battere come Isner o Karlovic. Quei ragazzi sono i migliori nel servire e sarebbe fantastico per me. Se potessi tenere in ogni partita il servizio, come fanno loro, allora sarei una forza in ogni torneo con i miei colpi a terra.”

Ma il sangue caldo è, nel bene e nel male, un segno distintivo. Lleyton, a questo riguardo, parla anche del rapporto turbolento che ha avuto in passato con qualche giocatore argentino.

“E’ tutto finito adesso. I giovani argentini sono fantastici. Del Potro è uno dei miei più cari compagni in tour. E Juan Monaco è un bravo ragazzo.” dice.  “Tutto è iniziato da Chela in realtà. Quando ho battuto Nalbandian nella finale di Wimbledon andava tutto bene e ci allenavamo anche insieme. Invece quando ho giocato contro Chela agli Australian Open mi ha sputato. Era frustrato nei miei confronti, soprattutto quando incitavo la folla. Sul momento non ci ho fatto molto caso, ma il mio allenatore Roger Rashid è andato su tutte le furie negli spogliatoi con Chela ed il suo allenatore. La voce è arrivata agli altri ragazzi argentini.” E non finisce qui. “Due partite dopo ho giocato contro Nalbandian nei quarti di finale in Australia. Ho vinto i primi due set e perso i due successivi e nel mezzo del quinto set ci siamo urtati alle spalle. Non era una gran cosa, ma Nalbandian si voltò come per dire “che fai?”. Ci saremmo potuti fermare entrambi, ma abbiamo continuato a camminare. Poi ho vinto 10-8 nel quinto e non ci parliamo più da allora.”

Ma c’è possibilità di riappacificarsi? “No, probabilmente non lo farò mai. Non sono un suo grande fan. Ho sentito alcune storie su di lui. Abbiamo avuto gli stessi fisioterapisti e ci sono state un sacco di cose… uno dei viaggi più difficili che abbia mai fatto è stato proprio in Argentina per la Coppa Davis. E ‘stato brutale.”

Ma che effetto fanno rivalità come queste su Hewitt? Il 31enne non ha dubbi. A volte ti danno una grande motivazione. Qualche volta ho giocato i miei migliori match di Davis Cup lontano da casa, ma è dura quando la metà della folla ti sta sputando addosso.”

A 31 anni Lleyton non pensa ancora al ritiro. Gli chiedono se i suoi problemi fisici continueranno a persistere, come successo a molti dei suoi ex colleghi ormai fuori dal giro, oppure gli daranno finalmente tregua.

Probabilmente no. Ne ho passate un po’ di più della maggior parte dei giocatori di tennis mi sa. Quando si invecchia tutto fa male. Ad esempio Pat Rafter aveva problemi alla parte superiore del corpo, ma i miei sono i fianchi, le ginocchia e ora anche i piedi” dice l’australiano. “Il problema più grave è quello al piede. Ho avuto la fortuna di avere un grande chirurgo a Melbourne. Ho parlato con quattro o cinque chirurghi di tutto il mondo e mi hanno detto di appendere la racchetta al chiodo. Mi hanno detto che stavo per sottopormi ad un’intervento chirurgico che non mi avrebbe più permesso di recuperare. Non vi è alcun altro atleta che ha subito questo tipo di chirurgia ed è tornato a giocare di nuovo. Questo è un po’ di quello che sono, esco per dimostrare a tutti che hanno torto.”

Non potevano mancare domande sui farmaci nel tennis. Il pensiero di Hewitt a riguardo è molto chiero e diretto.

“Credo che alcuni dei ragazzi sono frustrati dal fatto che alcuni altri una o due volte, sono stati in grado di tornare dopo essere stati sei mesi o un anno fuori. Mariano Puerta, un tipo argentino, ha rovinato l’intero Open di Francia (nel 2005) perché si è drogato per tutto il torneo buttando fuori tutti i grandi giocatori. E’ arrivato in finale e ha perso contro Nadal, grazie a dio. Almeno abbiamo avuto un vincitore degno.”

Parlando di colleghi contemporanei, cosa ne pensa Hewitt di Novak Djokovic e delle sue imitazioni (che tra le altre cose lo vedono spesso protagonista)?

“Già… uhm… Novak è un ragazzo divertente, ma io non gli sono così vicino. Non ci parliamo molto nello spogliatoio. Lui si lega molto di più ai ragazzi serbi e croati.”

Parla anche del numero 2 del ranking, Roger Federer e del suo rivale storico numero uno.  “Roger è un bravo ragazzo, ma nessuno gli è davvero vicino. Lui mantiene le distanze da tutti. Comunque andiamo molto d’accordo. Ma Nadal è il mio preferito sia da guardare che per allenarmi. Per me è stato addirittura emozionante poter commentare la sua finale agli Australian Open contro Djokovic. Rafa era stato alle prese con vari problemi fisici durante il torneo ma ha giocato una delle partite più grandi di tutti i tempi. Il suo atteggiamento da ‘mai darsi per vinti’ è impressionante.”

Una frase che ricordiamo in quella famosa telecronaca è stata ‘Nadal intimidisce gli avversari ancora prima di colpire la palla’.

“Già. Gioca col suo tempo. È sempre l’ultimo ad alzarsi al cambio di campo. Anche quando si sta gettando la moneta a rete lui ti salta attorno ed in faccia. Poi sprinta fino alla linea di fondo e c’è anche qualcosa che il pubblico non vede. Nel riscaldamento colpisce la palla molto più forte di chiunque altro. Ti intimidisce.” Questo, secondo Lleyton, può fare la differenza. Le partite, tante volte, si vincono e si perdono nello spogliatoio. I ragazzi hanno bene in mente quanto forte è il riscaldamento e sanno quello che dovranno sopportare per ore e per questo sono battuti prima ancora di fare un passo sul campo. Ma è per questo che mi piace. Praticamente lui ti dice che in fondo stai scendendo in campo per essere battuto”.

Ma qualcuno l’ha colpito con il suo gioco tanto da considerarlo il rivale con il più alto standard di tennis con il quale abbia mai giocato contro. E per ben due volte.

Federer entrambe le volte. Nel 2004 nella finale degli US Open, nel quale non ho perso un set per tutto il torneo fino alla. E ‘stato incredibile. E un’altra volta agli Australian Open di notte, quando non riuscivo a saltare fuori dalla sua zona preferita.”

Non manca un pensiero a Bernard Tomic ed al suo periodo difficile.

“Si tratta di un momento duro per lui. Ha avuto un sacco di pressione quest’anno. Il secondo anno in tour è sempre più difficile del primo quando si va sotto i riflettori. Ha raggiunto i quarti di finale a Wimbledon, ma l’anno successivo tutti sapevano come giocare contro di lui. Poi ha sentito la pressione di difendere i punti. La cosa più importante per lui sarà schiarirsi la mente e far parlare la racchetta.” e continua. “Non so quanto possa arrivare in alto. La cosa buona per lui è che non ci sono molti ragazzi giovani che stanno facendo bene. Io sono stato in tour a 16 anni, Nadal era lì a 15, poi Richard Gasquet, Safin, Federer… adolescenti che arrivarono alla seconda settimana nei tornei del Grande Slam.”

Hewitt è conosciuto per avere una grande conoscenza dei suoi avversari. Ma c’è stato un momento nel quale ha pensato ‘bene, Federer sta giocando da numero 22?’

“Sì. A volte senti di avere le risposte. Lui è il più difficile da prevedere, perché ha tanta varietà. Altri giocatori invece hanno punti deboli possibili da individuare con precisione. Se il rovescio di Roger non funziona comincerà a tagliare ed è il taglio migliore del mondo.”

Non mancano le preoccupazioni per quanto riguarda i turni di Davis in un calendario pieno nella stagione della terra rossa.

“Sono un po’ preoccupato. E anche Pat. Sono disponibile per tutto quello che Pat vuole, ma può essere difficile giocare tre giorni di fila, se sto giocando sulla terra rossa e soprattutto dopo l’intervento chirurgico.”

La maggior parte dei giocatori hanno un  idolo. E Hewitt? “Non ho un giocatore preferito in particolare. Mi piaceva Pat Cash e mi è sempre piaciuto Mats Wilander. Andavo agli Australian Open con i miei genitori e guardavamo Wilander, acclamato dai tifosi svedesi. Il suo stile di gioco si avvicina al mio, posso paragonarlo ad esso”.

Ma qual è il segreto della longevità dell’australiano? “Non è una cosa in particolare, ma è importante il programma di gioco. Non sono mai stato uno che gioca un sacco di tornei. Anche quando ero numero 1 al mondo ho giocato un programma limitato. Sentivo di poter fare bene nei tornei. Nella prima metà della mia carriera ho avuto molti infortuni gravi e negli ultimi quattro anni ho avuto cinque interventi chirurgici. Questo è il segno di quanta voglia ho di giocare”.


1 Commento per “HEWITT: “PREFERISCO NADAL A FEDERER E DJOKOVIC””


  1. rudy ha detto:

    è il tagli migliore del mondo ,ma naal il migliore a tirarlo su e far vincenti ,molte foto all au open 2009 ed madrid 2010 ,federer tagli ma rafa lo taglia in due con un vincente ,questo è tlen show per an nulare il talent show di un altro ,per questo nadal è nadal


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