I 34 ANNI DI MOSQUITO, RICORDANDO ROMA E IL ROLAND GARROS

Tennis. I 34 anni di uno dei protagonisti del tennis d'inizio 2000. Juan Carlos Ferrero ha rappresentato il tennis spagnolo prima dell'avvento di Nadal, memorabile il suo successo al Foro Italico e al Roland Garros. Resteranno, forse, i rimpianti per un carriera che poteva dargli sicuramente più soddisfazioni.
mercoledì, 12 Febbraio 2014

Tennis. Il 12 febbraio 1980 a Onteniente nasceva Juan Carlos Ferrero. Oggi l’ex tennista spagnolo compie 34 anni e la sua assenza dai campi di gioco, si è ritirato nell’ottobre del 2012, è una di quelle che nel mondo Atp si fanno sentire.  Un campioncino precoce Juan Carlos, che già a 19 anni calcava il palcoscenico delle finali Atp, con tanto di primo successo nell’Open de Tenis Comunidad Valenciana, un Atp 500 giocato a Maiorca nel 1999, ma che dal 2008 si gioca in pianta stabile a Valencia, proprio l’ultimo torneo giocato da Mosquito nel 2012.

Sì, perché c’è un altro nome con cui in Spagna conoscono Ferrero, ed è proprio Mosquito. Un soprannome storico, frutto della sua velocità e rapidità aiutato poi da quel fisico leggero e scattante. Il tutto condito anche da una grande forza d’animo e amore per il tennis, continuato a praticare nonostante le difficili prove da superare che la vita gli ha fatto affrontare già in tenera età. Era il 13 maggio del 2001, era la seconda domenica di maggio e a Roma si festeggia la Festa della Mamma (che in Spagna era stata la settimana prima). Si giocava la finale degli Internazionali d’Italia e Juan Carlos la mamma l’aveva persa qualche anno prima. Dietro il suo sguardo in quel trionfo su Gustavo Kuerten (il quinto nella sua ascesa al vertice del tennis ma il più importante fino a quel momento) c’era tutta la gioia mista indelebilmente a un velo di tristezza. Aveva lottato per riuscire e non mollare tutto e con quel successo il mondo veniva così conoscenza della forza d’animo dell’uomo oltre che del talento del giocatore.

Tanti sono stati gli spagnoli che hanno trovato un feeling speciale con la terra del Roland Garros e Ferrero ovviamente non si è sottratto dalla vittoria dell’ambito torneo francese. Tra tutti però è stato forse quello che sulla terra parigina ha raccolto meno di quanto potesse. Nel 2000 (alla prima partecipazione) e nel 2001 “soltanto” semifinali; tutti però prospettavano ed erano pronti a giurare su un suo successo sul Philippe Chatrier. Nel 2002 arrivava la tanto attesa finale, persa, nonostante i favori del pronostico, contro il connazionale Albert Costa. Nel 2003 finalmente il successo: nella finale contro Martin Verkerk Mosquito si è imposto dominando l’avversario per 3 set a 0.

Il 2003 è quindi l’anno d’oro per lo spagnolo, che vince quattro titoli (Montecarlo, per la seconda volta di fila, Valencia, il RG e Madrid) e perde tre finali, tra cui spicca però l’importante finale degli Us Open, persa contro Andy Roddick (entrambi quell’anno curiosamente vinsero il loro unico slam in carriera). Il raggiungimento della finale dello slam americano gli ha consegnato di diritto la piazza numero 1 del ranking mondiale: un altro obiettivo raggiunto da quel ragazzo pieno di corsa e tecnica ma soprattutto di grinta e tenacia.

Quella grinta che gli servirà per reagire di nuovo alla sfortuna e alle difficoltà. Dopo un biennio ricco di soddisfazioni, infatti, arrivarono problemi fisici con la varicella e infortunio alla costola e al polso in allenamento su tutti. Il 2004, addirittura chiuso fuori dalle top 30, è stato il contro altare della splendida annata passata la stagione precedente, con la sola vittoria in Coppa Davis a regalargli una gioia (la seconda dopo quella vinta già nel 2000).

Ci vorranno sei anni e sei finali perse prima di tornare a sorridere nel circuito Atp. Ad aprile del 2009 a Casablanca Mosquito è tornato ad alzare un titolo, certo non più Roma, Parigi o Madrid ma comunque il primo di altri cinque successi, che lo hanno portato a chiudere la carriera con sedici titoli del circuito Atp. Nel 2012, per chiudere il cerchio della sua carriera, gioca un ultimo grande incontro proprio a Roma, dove forse tutto era cominciato. Sul centrale esce sconfitto con l’onore delle armi da Roger Federer: vincerà il secondo set e infiammerà ancora una volta il cuore degli spagnoli, presenti al suo fianco a suon di “Animo Mosquito!”. Come tutti gli spagnoli, anche Ferrero, ha pagato dazio all’arrivo del cannibale Rafael Nadal, ma un pezzo della storia recente del tennis spagnolo resterà scritta indelebilmente da quel mosquito capace di vincere e di far sognare.

 Auguri Juan Carlos!


Nessun Commento per “I 34 ANNI DI MOSQUITO, RICORDANDO ROMA E IL ROLAND GARROS”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

  • COPPA DAVIS. JUAN CARLOS FERRERO NUOVO CAPITANO DELLA SPAGNA? L’esperienza da allenatore e giocatore c’è, il rapporto con i giocatori pure e l’ex numero 1 del mondo potrebbe diventare il nuovo coach della Spagna di Coppa Davis: “Non vedo l’ora di […]
  • FEDERER AL ROLAND GARROS: “MI SIETE MANCATI” La gioia di Roger Federer dopo la vittoria nel match d'esordio a Parigi, davanti ad un pubblico che lo acclama dal primo all'ultimo scambio.
  • ILIE NASTASE. IL NUMERO 1 VENUTO DALL’EST Due volte vincitore degli Internazionali d’Italia. Campione degli Us Open nel 1972 e del Roland Garros nel 1973, anno in cui fu anche numero 1 del mondo. Un’unica pecca: le due finali […]
  • RAFAEL NADAL E LA SINDROME DEL 28 Il numero uno del mondo, reduce dall’uscita prematura a Monte Carlo, sta tentando di ritrovare fiducia e colpi a Barcellona. Il passaggio a vuoto nel Principato, però, ha aperto il […]
  • NADAL: “OTTO ROLAND GARROS? NON CI HO MAI PENSATO” TENNIS - La gioia di Rafael Nadal e di una nazione, la Spagna. Il maiorchino vince il suo ottavo titolo del Roland Garros e parla del suo splendido anno dopo mesi di agonia e cure al ginocchio.
  • FINALMENTE FERRERO Agli Internazionali d'Italia l'iberico vince il secondo match della stagione, eliminando Kevin Anderson e qualificandosi per il secondo turno. Avanti anche Youzhny e F.Mayer, a segno su […]

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.