I 34 ANNI DI “POTO” STARACE

Auguri a Potito Starace, giocatore infaticabile, tutto cuore e corsa. Tennista che ha saputo mettere in difficoltà un certo Rafael Nadal al torneo Olimpico del 2008. Peccato solo per lo “zero” alla casella delle vittorie in Atp.
martedì, 14 Luglio 2015

Tennis  – Nato a Benevento e cresciuto a Cervinara, Potito Starace è uno dei tennisti italiani più conosciuti dei primi anni Duemila. In carriera si è spinto fino al numero 27 Atp, ma nonostante tutto non è mai riuscito a vincere un titolo Atp.

Giunto tra i professionisti nel 2001, “Poto”, nomignolo con cui viene spesso chiamato, conquista la top 100 nel 2004 dopo le vittorie a San Remo, Sassuolo e San Marino. Ma la sua prestazione migliore il tennista campano la realizza al Roland Garros, quando batte Sebastien Grosjean al terzo turno e rischia persino di eliminare dal tabellone Marat Safin, allora numero 20, costringendolo a giocare il match fino al quinto. Potito fa bene anche a Gstaad, dove approda alla semifinale venendo battuto, non senza vincere un parziale, dal numero 1 del mondo Roger Federer.

Nella stagione successiva perde la finale del Challenger di Napoli contro il recente semifinalista di Wimbledon Richard Gasquet, mentre agli Internazionali d’Italia si sbarazza al primo turno di Carlos Moya, uno che sulla terra battuta sa il fatto suo e che a Roma è campione uscente. Si tratta di uno dei momenti migliori della carriera del tennista campano, che però non riesce a difendere la semifinale di Gstaad consolandosi con la vittoria nel Challenger di Genova.

Buoni risultati arrivano anche nel 2006 e nel 2007 arriva anche il best ranking in carriera, con il numero 27 Atp conquistato dopo le finali di Valencia e Kitzbuhel oltre alle ottime performance messe in atto nei Challenger. Potito Starace diventa numero 1 italiano, ma non riesce ancora a vincere un titolo Atp.

Nel 2008 fa tremare le certezze di un certo Rafael Nadal. A Pechino, durante il torneo Olimpico, Potito Starace porta al terzo set il maiorchino numero 1 del mondo e futuro oro a cinque cerchi. Nel 2010 e 2011 arrivano altre due finali e, purtroppo, altre due sconfitte rispettivamente a Umag e Casablanca. Il 2012, invece, è un anno molto sfortunato, caratterizzato da frequenti e fastidiosi problemi alla spalla.

Torna alla vittoria all’edizione 2013 della Tennis Napoli Cup e partecipa anche al Master di Roma grazie a una wild card. Al primo turno si prende il lusso di battere il ceco Radek Stepanek, ma la sorte gli riserva la montagna Federer al secondo turno e il campano deve dire addio al torneo. A fine stagione torna in finale a Casablanca, ma il giovane Dominic Thiem gli nega la gioia della vittoria. Arriva anche qualche soddisfazione in doppio, in coppia con Paolo Lorenzi. I due mettono in bacheca il torneo di Napoli e il Vtr Open di Viña del Mar, battendo in quest’ultima occasione la coppia composta da Rafael Nadal e Juan Monaco.

Nell’ultimo biennio la flessione dei risultati è evidente. E si unisce all’inchiesta sulle partite truccate che è valsa al tennista campano – e anche a Daniele Bracciali – l’avviso di garanzia da parte della Procura di Cremona. Una vicenda che rischia di gettare fango su un personaggio molto amato nel tennis italiano. Un tennista dotato di grande cuore e voglia di combattere, con un diritto di rara potenza e precisione, un kick di servizio molto raffinato e una palla corta degna di ben altre posizioni in classifica e ben altri risultati in carriera. Auguri di buon compleanno “Poto”.

Foto: il diritto di Potito Starace (www.zimbio.com)


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