IL DIKTAT DELLA ITF: «MAI PIÙ IL CASO SHARAPOVA»

Il direttore del programma antidoping della ITF Stuart Miller ha ottenuto miglioramenti al sistema di lotta all’uso di sostanze proibite
venerdì, 23 Dicembre 2016

TENNIS – La ITF contro il doping. Una battaglia dura, senza quartiere, capace anche di mietere vittime illustri. Il caso di Maria Sharapova è stato al centro dell’analisi di Stuart Miller, direttore esecutivo del programma antidoping della ITF, che ha richiesto di evitare in futuro episodi simili a quello occorso alla russa, che ha costretto la Federazione a modificare alcuni aspetti: «Abbiamo visto quello che possiamo migliorare nella comunicazione degli sviluppi sui cambiamenti nella lista delle sostanze vietate – ha affermato il numero 1 dell’antidoping ai microfoni del Times -, che saranno comunicati attraverso messaggi specifici direttamente rivolti ai tennisti. Questo nuovo sistema evidenzia in maniera ancora più netta l’elenco delle sostanze vietate e le modifiche che entreranno in vigore dal 2017. Abbiamo anche sviluppato un’applicazione scaricabile sui dispositivi mobili».

Un’azione efficace ed importante anche dal punto di vista economico, che la ITF ha voluto mettere in campo per evitare che si ripetano gravi episodi come quello della nota tennista russa. Il 2017 segnerà il rientro in campo della Sharapova, che sta ancora scontando una lunga squalifica per aver assunto meldonium, sostanza che l’Agenzia mondiale anti-doping (WADA) aveva inserito nella lista dei farmaci proibiti ma che la cinque volte campionessa del Grande Slam aveva assunto per dieci anni per combattere alcuni problemi cardiaci. Il poco preavviso aveva provocato la segnalazione del caso e la conseguente squalifica della Sharapova, per un episodio sicuramente poco felice nella lotta la doping e che ha fatto davvero scandalo nella storia del tennis.

Oltre alle questioni relative all’antidoping, Miller ha parlato anche del bilancio, uno dei topic più critici per valutare l’impegno dell’ITF nella lotta ai casi di assunzione di sostanze proibite: «Secondo il mio parere, utilizzando una parte del montepremi come punto di partenza è sbagliato perché sembra che la lotta al doping dipenda essenzialmente dalla quantità di denaro generato dal tennis, mentre in realtà queste pratiche dovrebbero essere fatte per proteggere lo sport dal doping».


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