IL FLOP DEI FRANCESI IN AUSTRALIA. ARIA DI CRISI?

Con l'eliminazione di Gilles Simon per mano di David Ferrer (sconfitto a sua volta da Nishikori) la Francia perde anche l'ultimo giocatore in grado di poter accedere agli ottavi di finale. Delude ancora una volta Gasquet, male Monfils, Tsonga ancora ai box, è crisi?

TENNIS – Che non ci sia aria da ‘Marsigliese’ per le strade di Parigi dopo la prima settimana agli Australian Open lo si era capito. Un flop in piena regola quello dei tennisti transalpini al primo Slam stagionale, quello che, per intenderci, doveva segnare l’era del 2.0 dopo l’altro evento (che brucia ancora nonostante smentite a raffica) perso, in finale Davis.

Nessun ‘galletto’ agli ottavi di finale a Melbourne ed è un dato preoccupante. Anche l’ultimo dei superstiti, Gilles Simon ha dovuto fare i bagagli in anticipo, sconfitto al terzo turno da David Ferrer, quest’ultimo, tra l’altro, battuto poche ore fa nettamente in tre set dal peperino giapponese Kei Nishikori, sempre più in rampa di lancio. Ma analizziamo nel dettaglio le prestazioni dei singoli giocatori.

Su Richard Gasquet, come ben sappiamo, potremmo scrivere pagine e pagine di commenti senza cavarne mai un ragno dal buco. Giocatore dal talento strabordante ma dalla poca personalità. Dopo il divorzio (traumatico) con Riccardo Piatti si è spenta la già flebile luce del rovescio monomane di Beziers. Un 2014 da horror, dove è uscito dai top 20 perdendo match su match alcuni in modo davvero imbarazzante. Non era iniziato, però, niente male il 2015 con vittorie a raffica e una condizione fisica che sembrava poter essere buon viatico per le fatiche ed il caldo che avrebbe poi affrontato sul torrido cemento australiano. Primi due turni in scioltezza senza mai perdere un set, rispettivamente contro l’argentino Carlos Berlocq (contro cui aveva vinto anche al Garros) e James Duckworth. Poi Kevin Anderson ed il black out. Va bene che su questa superficie il sudafricano è assolutamente giocatore da rispettare ma ci aspettava quanto meno match pari ed invece così non è stato.

Passino Paul-Henri Mathieu, su cui francamente nessuno avrebbe scommesso un capitale, giocatore che naviga attorno alla 93/95 esima posizione nel ranking Atp, sconfitto in maniera netta dal tedesco Kohlschreiber in tre set, Kenny De Schepper che ad ogni modo, con le armi che ha potuto mettere in campo è riuscito a far sudare fino all’ultimo game un giocatore comunque temibile a queste latitudini come Lukas Rosol, e Laurent Lokoli uscito con le ossa rotte dopo il match contro il non irresistibile Andreas Haider-Maurer, sugli altri qualcosina era lecito aspettarsi.

Il derby tra Gael Monfils e Lucas Pouille, ad esempio, è stato uno dei match più divertenti finora mai visti. Come sua abitudine, Monfils non ama particolarmente annoiare il pubblico e dunque, una volta resosi conto che la partita gli stava sfuggendo dalle mani ha cominciato a giocare (e bene) mettendo sotto quello che fino a pochi game dalla fine era stato il protagonista assoluto dell’incontro. Eh già, perchè di Pouille ne sentiremo ancora parlare. Il giovanotto di Grande-Synthe, classe 1994, crediamo abbia un futuro radioso. Dotato di ottima tecnica (come tutti i francesi), spirito di sacrificio (quello che manca a molti francesi) e mezzi fisici su cui costruire giorno dopo giorno un ottimo giocatore (1.85 per 81 chili).

Chi è mancato all’appello è senza obra di dubbio Jo-Wilfried Tsonga, ancora fermo ai box per infortunio, pare stia cominciando a muovere l’arto che gli crea non pochi grattacapi e su cui anche la Federazione Francese pare voglia vederci chiaro. Il numero uno di Francia, infatti, costretto anche a saltare la finale Davis contro la Svizzera sembrava sulla via del rientro nei classici tornei d’esibizione che precedono gli Open di Australia ma il suo 2015 tennistico, o meglio la speranza di poterlo vedere al caldo di Melbourne è svanita con un comunicato apparso sul suo sito internet dove veniva ritratto con la mano praticamente immobilizzata.

 


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