IL FORO ITALICO E QUELL’INNO SBAGLIATO

Al trionfo di Nole, sul Centrale sono arrivate le note del vecchio inno serbo. Djokovic ha rotto l'imbarazzo con un sorriso, prima del tappo di champagne...
martedì, 19 Maggio 2015

TENNIS – E pensare che la selezione musicale fino a quel momento era stata ottima. Prima delle due finali, sul Centrale erano passate per esempio le note di Pink Floyd (“Shine on you crazy diamond”), Eagles (“Hotel California”), Ben Harper (“With my own two hands”), Pat Metheny (“Last train home”), Spandau Ballet (“I’ll fly for you”) e Ten Sharp (“You”). In sala stampa, alcuni giornalisti col magone, altri con l’accendino acceso modello live anni ’80, mentre il secchione che scrive era impegnato ad annotare rigorosamente tutti i brani passati. Il “guaio”, chiamiamolo così, è scoppiato dopo la finale maschile degli Internazionali d’Italia 2015, che ha visto trionfare per il secondo anno di fila Novak Djokovic. Serbo, come giustamente l’inno fatto ascoltare alla platea del Centrale e in tutto il mondo. Purtroppo, perché ad ascoltarlo c’erano anche – guarda un po’ – gli stessi serbi. I quali in men che non si dica si sono fiondati sui social denunciando: “A Roma stanno passando il nostro vecchio inno!” Si è accorto dell’errore, e non poteva essere altrimenti, anche lo stesso Nole, che, dopo aver scritto per una settimana frasi d’amore all’indirizzo della Città Eterna, ha alleviato almeno in parte l’imbarazzo degli organizzatori con un sorriso.

“Bože Pravde” (in italiano “Dio della Giustizia”) è l’inno della Repubblica di Serbia da sempre. Fino al 2006 lo è stato anche della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina. Fu composto nel 1872 e, con l’aggiunta delle note simbolo di Croazia e Slovenia, fu emblema del Regno Jugoslavo dal 1918 fino al 1943, ossia alla nascita della Jugoslavia socialista di Tito. In seguito alla ben nota frammentazione e allo scioglimento della Federazione Serbia-Montenegro, tornò in auge “Bože Pravde”.

Peccato che il testo della versione originale dello stesso, quello cioè diffuso per errore in chiusura degli Internazionali, reciti: “Dio salva, Dio difende il Re di Serbia, il popolo di Serbia”. Frasi che sono state in seguito sostituite da “Dio salva, Dio difende le Terre di Serbia, il popolo di Serbia”. Bella differenza, insomma, considerando che il Paese non è più una monarchia dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

I media di Belgrado l’hanno presa con filosofia, e con la grande ironia che sovente li contraddistingue, hanno focalizzato la loro attenzione su altro. Ad esempio sul capitombolo del raccattapalle alle spalle di Maria Sharapova in un cambio campo della finale femminile. Ma soprattutto sul tappo di champagne che, piuttosto goffamente, Nole si è dato in fronte. Si sorride e si va avanti, magari con una bella colonna sonora. Ricapitolando: Pink Floyd, Pat Metheny,…


2 Commenti per “IL FORO ITALICO E QUELL'INNO SBAGLIATO”


  1. Christian Marchetti ha detto:

    Il suo “traslochiamo in una reggia più stretta”, devo ammetterlo, mi ha strappato una risata. 😀

  2. Michele D'Andrea ha detto:

    E’ proprio vero che il mestiere del cerimoniale non s’improvvisa e che sarebbe bastato un colpo di telefono in ambasciata.Ma anche sull’inno italiano l’organizzazione non ne esce bene. La cantante, per la verità non troppo in vena, ha pronunciato, invece di “stringiamci a coorte” (ossia serriamoci in armi), “stringiamoci a corte” (ossia traslochiamo in una reggia più stretta). Ora, va bene tutto, ma che una diplomata al conservatorio non sia neppure in grado di cantare correttamente l’inno del suo Paese è veramente desolante.


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