IL PAGELLONE ATP DEL 2014

Dopo una stagione lunga e combattuta tra i campi di tutto il mondo, ecco le pagelle di Tennis.it per il circuito ATP
giovedì, 25 Dicembre 2014

Tennis. Con una stagione tennistica che giunge alla conclusione è sempre cosa buona e giusta tirare le fila del discorso, con i protagonisti del circuito ATP che si godono il meritato riposo mentre iniziano a preparare i prossimi mesi di scontri e battaglie in giro per i tornei di tutto il mondo.

Vi proponiamo pertanto un pagellone comprendente i primissimi della classe e qualche outsider, in positivo ed in negativo, andando ad analizzare ciò che sono stati in grado di fare in relazione a quello che avrebbero potuto o dovuto nel corso dell’ormai scorso 2014.

 

Novak Djokovic: Voto 7,5

Il neo-papà si è ripreso la vetta! Magari non avrà vinto tutto tutto, però va anche detto che non è stata una stagione facile, compreso l’arrivo del piccolo Stefan: un Wawrinka deluxe agli Open australiani, il solito muro issato da Nadal in Francia e la colonia degli outsider agli U.S.Open. La battaglia più importante l’ha vinta in quel di Church Road contro un Federer che puntava dritto al 18esimo Slam, vincendo poi senza giocare alle Finals. Come sempre, il più continuo ed a tratti inarrestabile, e può andare benissimo così.

 

Roger Federer: Voto 7,5

Anche lui finisce al top questo 2014 anche se di Slam non ne sono arrivati. Il perché, però, è davanti agli occhi di tutti. Si arrivava da un 2013 infernale, tra schiena malconcia, mancato feeling con l’attrezzo ed il cambio di guida tecnica, ma il Maestro elvetico ha scacciato a suon di giocate lo spettro del viale del tramonto rischiando di fare l’impresa a Wimbledon, fermandosi ad un passo dalla finale degli U.S.Open e portandosi a casa una Davis che vale tutta una carriera per lui che l’aveva soltanto sfiorata in passato. Federer, da vecchietto malconcio dal grande passato è tornato un mostro sacro che incute sempre il solito timore reverenziale. Cento ancora di questi anni, Roger!

 

Rafael Nadal: Voto N.C.

D’accordo, sui problemi fisici del maiorchino non si può discutere, anche perché ogni anno che passa a questo regime rischia di essere ogni volta un nuovo, grande rimpianto, però l’ennesima vittoria sul Philippe Chatrier non fa più notizia come una volta, anche vista la reale mancanza di rivali all’altezza sulla superficie patrocinata da San Nadal. Per giocarsela al massimo prima del canto del cigno c’è bisogno di quella integrità fisica che sembrerebbe perduta, anche se è vero che si diceva lo stesso di Federer appena 12 mesi fa. Sarà tutto bene quel che finirà bene, se questa eterna maledizione vedrà la fine una volta per tutte.

 

Stan Wawrinka: Voto 7

Una media perfetta tra l’otto spartito tra inizio e fine stagione e un “seino” risicato dei restanti mesi vissuti in penombra. Gli Australian Open resteranno una perla di rara bellezza, nonostante l’infortunio occorso a Nadal, così come la semifinale alle ATP Tour Finals e l’imponenza nei suoi incontri di Davis. Soprattutto sul suolo nazionale si tende a dimenticarsi del N.2 rossocrociato, in virtù anche di un Federer che si prende sempre la scena; non ci scordiamo che questo ragazzo dal rovescio disarmante è N.4 del mondo e si è guadagnato tra lo scetticismo ogni singola goccia del successo che ha adesso, motivo ulteriore per celebrarne ancora una volta la capacità ed il talento. Forse il migliore in assoluto per questo 2014, proprio perché nei FabFour non c’era e magari non ci sarà, ma Fab lo è stato di certo.

 

Kei Nishikori: Voto 7

Personaggio strepitoso questo giapponesino tutto pepe! Kei scompare dai radar quando inizia la stagione sul rosso, nonostante le qualità per fare bene le abbia, però quando ci si sposta sul duro outdoor il suo nome figura sempre lì in alto, nelle fasi finali di qualsiasi torneo gli capiti di giocare. Doveva toccare a lui o a Cilic per lo U.S.Open della speranza: è toccato all’altro e magari quella partita se la starà ancora sognando tutt’oggi, però non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta, e Kei il suo talento lo ha messo in campo sempre e senza remore, lottando, parecchio.

 

Andy Murray: Voto 5

Where did he go? Lo scot, il brit, quello che volete insomma, quest’anno esce con le ossa rotte su tutta la linea. L’operazione di fine anno scorso lo ha messo in condizioni di doversi ricostruire da capo quella condizione atletica che è stata sempre il suo fiore all’occhiello, lasciando però sparsi qua e là i vari strascichi di una stagione giocata sempre in rodaggio. Vedremo se avrà effetto la cura Mauresmo o se ci sarà bisogno di nuovi straordinari, anche perché di strada da fare per riprendere i tre fuggitivi ce n’è eccome. Attendiamo pazienti e fiduciosi.

 

Tomas Berdych: Voto 4,5

Una stagione così è senza appello, ci scuserà il buon Tomas. Non ci si può considerare di serie A, con l’eterna promessa di arrivare lassù in cima, per poi schiantarsi sempre e comunque contro i soliti limiti e le solite insicurezze. Di occasioni ce ne sono state tantissime e Berdych ha sempre raccolto picche, perché fermo sulle gambe, perché rimasto a fondo campo a collezionare gratuiti e per una infinita serie di motivi. Il teorema è sempre lo stesso e vale per tutti anche se può risultare un po’ monotono: gli anni passano e le occasioni potrebbero non ripresentarsi, lasciando l’arrembante di turno a bocca asciutta e fuori dai libri di storia, anche se è di tennis che stiamo parlando.

 

Milos Raonic: Voto 7-

Il sette è per gli ottimi risultati conseguiti, perché non gli si possono negare i meriti di una stagione da protagonista, mentre il segno “meno” viene dal suo stile di tennis: nessuno vuole mettere sul piatto la fantasia e la bellezza, per carità, però non può davvero bastare solo il servizio per annoverarlo tra i grandi del tennis contemporaneo, sia anche solo per una stagione. Di miglioramenti ne ha fatti molti sotto la sapiente guida di Ivan Ljubicic, però il tennis è composto da tanti colpi, tutti decisivi, e ci sono sicuramente dei requisiti minimi necessari a raggiungere un nuovo livello che, francamente, ad oggi sembra ancora molto lontano.

 

Marin Cilic: Voto 7+

Nel caso del croato, se il sette è sempre e comunque per l’eccellente annata visto anche il prepotente rientro dalla squalifica, il più è per il trofeo Slam, sogno ad occhi aperti e monte Olimpo del suo tennis con ogni probabilità. Le Finals di Londra lo hanno riportato sulla terra, e anche se i margini di miglioramento saranno sicuramente ampi, l’impressione è che Marin possa recitare la sua parte solo quando sarà al 100% e non lungo tutto l’arco della stagione. Se vi ricordate il match contro Simon proprio a Flushing Meadows, saprete che tutto sarebbe potuto andare in un altro modo e ci siamo andati davvero molto vicini. Sarà stato un exploit fugace, però tanto di cappello comunque.

 

David Ferrer: Voto 4,5

A uno come Ferru non si può volere male: è spagnolo, terraiolo e gioca spesso come una macchinetta ben rodata, però Ferrer è l’emblema assoluto dello spirito del duro lavoro e dell’estremizzazione della determinazione. Gli anni, però, passano anche per lui, forse soprattutto per lui che fa (faceva?) del fisico estremamente dinamico la sua arma letale. Comunque nulla sembra ancora perduto, anche perché un’annata-no ci può anche stare, d’altra parte ce l’ha fatta più volte Haas, perché non potrebbe farcela lui?

 

Grigor Dimitrov: Voto 6,5

Il ragazzo sta facendo passi da gigante, con l’enorme peso addosso dell’eredità naturale di Roger Federer. Grisha, che prima di quest’anno era più famoso per la love story con la bella Sharapova che per i suoi risultati sul campo da tennis, si è invece dimostrato un giocatore ancora tutto da scoprire, con un grande talento ottimamente supportato da una buona intelligenza in campo che sembra crescere di partita in partita. Non appena ha cercato di diventare più solido per imporsi con più costanza nell’arco dei vari tornei, ecco che gli è stato affibbiato il titolo di “pallettaro 2.0”, con conseguente timbro di “vorrei ma non posso” e avanti un altro. Qualcuno che crede in Grigor c’è ancora e quale banco di prova migliore ci potrebbe essere che la stagione 2015?

 

Fabio Fognini: Voto 5

Se le sue schermaglie con avversari ed arbitri sono ormai diventate più famose dell’affare Lewinsky, Fabio si è preso il giusto plauso per l’impresa su Murray in Coppa Davis, dimostrandosi comunque un giocatore importantissimo sulla terra rossa. Già, però per fare bene nel circuito occorre risultare preparati su tutte le varie superfici e di passi in avanti significativi da questo punto di vista non se ne sono visti poi troppi. Proprio perché Fognini dovrebbe essere una bandiera la nostra più grande speranza è quella di vederlo competitivo con tutti e dappertutto, magari anche più calmo in campo, ripetendo o anche migliorando la stagione 2013 che lo aveva visto a ridosso della tanto agognata Top10.

 

David Goffin: Voto 8

Il vero e proprio leader incontrastato della classifica ATP, insieme forse anche al nostro Simone Bolelli, perché quello che è riuscito al minuto belga è qualcosa di straordinario. Quattro tornei consecutivi e una serie di vittorie da far girare la testa, e tutto per permettergli di recuperare il terreno perduto nell’ultimo anno e mezzo durante il quale era uscito anche abbastanza nettamente dai primi cento tennisti del mondo. Adesso è tornato dopo aver scavalcato un folto gruppetto di giocatori davvero molto pericolosi e l’anno nuovo potrebbe vederlo issarsi ancora più in alto fino a traguardi impensabili fino a 52 settimane fa. Il suo tennis fa ben sperare, per lui e per il futuro stesso di questo glorioso sport.

 

Richard Gasquet: Voto 3

Non ci siamo, non ci siamo proprio. Il Richard più atteso degli ultimi dieci anni e anche di più ha tirato fuori dal cilindro l’ennesimo fiasco, servito e centellinato per tutta questa disastrosa stagione fino alla bruciante sconfitta di Lille nella finale di Davis. Sarà vero che non c’è gloria per gli artisti, però lui che di classe ne ha da vendere a miriagrammi non può più perdere tempo e tornare ad esprimere il suo migliore, fantascientifico tennis. Potrebbe fare ciò che vuole con le sue capacità e, se riuscirà a perdersi in un bicchier d’acqua per l’ennesima volta, il 2015 potrebbe essere l’anno giusto per la rivalsa definitiva. Ci vuole anche fiducia (in se stessi).

 

CHI SALE:

Dominic Thiem

Nick Kyrgios

Simone Bolelli

Borna Coric

Filip Kraijnovic

 

CHI SCENDE:

Lukas Rosol

Jerzy Janowicz

Andreas Seppi

Vasek Pospisil

Jan-Lennard Struff


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