IL PAGELLONE DEGLI AUSTRALIAN OPEN: A WAWRINKA ANCHE LA LODE

Tennis. Si è chiuso con il successo di un grandissimo Stanislas Wawrinka il primo slam dell'anno. Allo svizzero, ovviamente, va il massimo dei voti. Valutazione alta anche per Nadal, Federer, Dimitrov (finalmente avanti negli slam) e alla sorpresa Robert. Rimandati Murray e Ferrer
lunedì, 27 Gennaio 2014

Tennis. Si sono conclusi gli Australian Open 2014, i centoduesimi della storia. Gli occhi del mondo per due settimane si sono così riversati a Melbourne, dove i più forti del mondo hanno dato vita al primo slam della stagione. Eravamo abituati a vedere la bandiera rosso crociata sventolare sui campi degli slam, ma questa volta a festeggiare non c’è il “solito” Roger, la copertina è tutta quanta per Iron Stan Wawrinka.  Sono stati tanti però i protagonisti di due settimane di grande tennis, ecco quindi il nostro pagellone.

Voto 10 e lode: Stanislas Wawrinka. Non può mancare la lode quando si vince uno slam da numero 8 del seeding battendo per di più numero 2 e numero 1 del mondo. La finale è stata particolare, i problemi fisici di Nadal avranno anche influito, ma niente può cancellare il primo set perfetto e in generale il grande torneo giocato da Wawrinka. Un torneo chiuso con le lacrime di gioia, forse con l’incredulità di essere stato il primo giocatore a battere in un torneo dello slam sia Djokovic sia Nadal e per essere il primo dal 2009 a strappare uno dei quattro major ai Fab Four. La sfida con Novak Djokovic nei quarti di finale è stata di livello sicuramente più alto, ma una vittoria così importante resta tale anche senza giocare il miglior tennis nell’atto conclusivo. Il primo slam a 28 anni, la piazza numero 3 del mondo, la capacità di aver confermato i miglioramenti visti nel 2013 e la certezza di poter finalmente battere i più forti: questo lascia in eredità Melbourne a Stanislas Wawrinka, campione degli Australian Open.

Voto 9,5: Rafael Nadal. Meriterebbe anche 10 lo spagnolo, ma una lode di differenza tra lui e Wawrinka rischia di essere troppo poco. L’Australian Open per Nadal è stata una guerra combattuta contro avversari e vesciche che non gli hanno dato pace. Non ha giocato sempre il suo miglior tennis, tornando di livello (come spesso gli capita) contro l’eterno rivale Federer, ma alla fine a colpire è stata la generosità con la quale è rimasto in campo a lottare nonostante l’imprevisto dolore alla schiena che lo ha colpito a metà del secondo set. Le sue lacrime di dolore ricordano quelle di Federer nel 2009; lo svizzero all’epoca era alla caccia del 14.mo slam proprio come Nadal. Lo spagnolo sicuramente non avrà il timore di non raggiungere Sampras che invece aveva colpito Federer, certo è che con la schiena ad aggiungersi alla lista delle parti acciaccate lo sguardo al futuro non lo deve lasciare tranquillissimo. Contro Wawrinka è sfumata l’occasione di essere il primo dell’era Open a vincere almeno due volte tutte le prove dello slam, ma con ogni probabilità, vista la capacità di Rafa di tornare sempre e comunque, l’appuntamento con il bis a Melbourne è soltanto rimandato.

Voto 8: Roger Federer. Non ha vinto e non ha fatto nulla di troppo diverso da quanto abituato a fare fino a un paio d’anni fa. L’importante, per assurdo, è stato proprio questo. Rivedere Roger Federer in semifinale slam è il segnale che tutti i suoi tifosi aspettavano. Sta tornando, non sarà ovviamente quello del 2005, ma il nuovo Federer con meno problemi alla schiena, con la racchetta dal piatto corde più largo e che attacca finalmente di nuovo a rete, piace molto e lascia ben sperare per un 2014 all’altezza del suo nome. Dopo la vittoria con Andy Murray è arrivata, anche questa in negativo per lui, la solita sconfitta con Nadal, con il quale però aveva seri problemi anche a 25 anni. Non è quindi il 3 a 0 contro lo spagnolo a dover preoccupare questo nuovo Federer.

Voto 8: Stephane Robert. La fotografia dell’Australian Open del francese, classe 1980, sono i minuti dopo la sfida persa con Murray 3-1. Il sorriso e la gioia di firmare gli autografi per tutta la Rod Laver Arena. Un Murray, intento nella solita intervista di rito, bloccato dalla gioia contagiosa di un lucky loser arrivato fino agli ottavi di finale di un torneo dello slam.

Voto 7,5: Grigor Dimitrov. È stato lui tra i promettenti del futuro ad arrivare più lontano di tutti. Da tempo si professa un arrivo primo o poi ad alti livelli dei vari Tomic, Janowicz o Raonic. Dimitrov è stato quello che ha confermato i miglioramenti e i passi in avanti. Il bulgaro finalmente ha disputato un ottimo torneo dello slam, dove per la prima volta in carriera sono arrivati i quarti di finale. L’ostacolo Nadal, nonostante il primo set vinto, si è rivelato insormontabile, ma chi ben comincia è a metà dell’opera.

Voto 7: Tomas Berdych. Eterno incompiuto. Il ceco non è riuscito a centrare la sua seconda finale slam perdendo una semifinale, quella con il futuro campione, sulla carta alla portata, vista l’assenza dei solito noti. Importante la vittoria contro David Ferrer nei quarti di finale, dove però la stanchezza che più volte gli complica la vita, stava per impedirgli il meritato passaggio del turno. Berdych è però questo, il grande talento che non trova mai la definitiva consacrazione. Emblematico di questo è la chiusura l’anno scorso senza un titolo, unico top ten a riuscire in questo record negativo. L’obiettivo minimo è non ripetersi in questo senso e cominciare l’anno con una semifinale slam è un risultato incoraggiante.

Voto 6,5: Novak Djokovic. Quando il numero 2 del mondo si ferma soltanto ai quarti di finale è normale che il voto in pagella non sia dei più alti. Contro Wawrinka per il serbo negli ultimi casi è sempre stata una sfida durissima, quest’anno ne è arrivata la conferma. Ma, difficoltà a parte contro la solidità dello svizzero, Djokovic difficilmente incontrerà troppi problemi per arrivare in fondo nel futuro.

Voto 6: Andy Murray. Voto quasi di stima per lo scozzese al rientro dopo l’infortunio. Al primo incontro degno di questo nome si è sciolto, merito però anche di un Federer di alto livello. Prima dello svizzero non c’erano state grandi prove da affrontare, dove, anzi, è arrivato anche un set perso contro Stephane Robert a mostrare un Murray ancora in una fase di recupero.

Voto 5: David Ferrer. Non è stato il solito motorino spagnolo e a onor del vero è un po’ che Ferrer non riesce a ripetersi al suo livello. Nei quarti persi contro Berdych è apparso lontano dalla sua condizione fisica ma soprattutto mentale. Stranamente nervoso e deconcentrato. Quest’anno confermarsi il primo degli umani alle spalle dei due extraterrestri sarà tremendamente difficile.

Voto 4,5: Juan Martin Del Potro. Dei big è probabilmente la più grande delusione. L’argentino era arrivato a Melbourne forte della vittoria a Sidney, ma l’ex campione degli Us Open non è andato oltre il secondo turno, sconfitto da Bautista Agut. Delpo era capitato nella parte alta del tabellone, senza dubbio la più complicata, e le non perfette condizioni fisiche hanno sicuramente influito, ma comunque ci si aspettava di vederlo almeno al via nella seconda settimana del torneo.


1 Commento per “IL PAGELLONE DEGLI AUSTRALIAN OPEN: A WAWRINKA ANCHE LA LODE”


  1. Giuseppe ha detto:

    Nadal che è stato spianato da Wawrinka prende 9,5 mentre Djokovic che ha perso una partita straordinaria e tiratissima contro lo stesso Wawrinka, solo 6,5? Mah!?


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