IL PAGELLONE DI ROMA: DJOKOVIC E NADAL SUPER, MURRAY IN CRESCITA

Le conferme di Rafa e Nole, gli exploit di Raonic e Dimitrov ed un Murray ritrovato a livelli che gli competono. Le pagelle degli Internazionali Bnl d'Italia, appena andati in archivio
lunedì, 19 Maggio 2014

Chiusa la settimana romana che ha portato al terzo trionfo in carriera Novak Djokovic è tempo di ‘dare i voti’. Ecco promossi e bocciati degli Internazionali Bnl d’Italia.

Djokovic voto 10: Impressionante. Non partiva al meglio per via di un fastidio al polso, Nole ha saputo migliorarsi (come spesso gli capita) giorno dopo giorno finendo i suoi avversari quasi per sfiancamento. Ne sanno qualcosa sia David Ferrer che Milos Roanic. Curiosità non del tutto trascurabile è che il serbo, salvo che all’esordio contro Stepanek, ha sempre perso il primo set qui a Roma per poi salire di tono e battere i competitor. Il match giocato contro Ferrer è stato uno spot clamoroso per il tennis, non meno quello contro Raonic, che ha portato il serbo quasi all’esasperazione (questa si che è una notizia), quando dopo l’ennesima riga pizzicata dal canadese , ha scaraventato la racchetta con violenza inaudita sul rosso del centrale capitolino. La finale contro Rafa è stato il proscenio dell’ennesimo show targato Novak. Altro primo set perso, altra rincorsa ed altra vittoria che assottiglia sempre di più nei confronti diretti il margine tra lui ed il maiorchino. Campione.

Nadal 9: Criticare Rafa o quantomeno azzardarlo a farlo è sempre impresa ardua. Se poi l’ennesimo capolavoro di Nole è fatto sulla terra rossa, da sempre habitat naturale del fenomeno spagnolo, allora ci si ferma e analizziamo ciò che sta accadendo. Dopo un Monte-Carlo cosi e cosi ed un Madrid vinto si ma solo grazie al forfait del giapponesino terribile Kei Nishikori ci si aspettava un torneo romano giocato alla Nadal. E per certi aspetti le attese sono state confermate tutte. Non era scontato pensare che questo Rafa, in questo preciso momento storico, potesse agilmente arrivare sino in fondo ma ci è arrivato ed ha anche assaporato la possibilità di alzare per l’ottava volta il trofeo italiano al cielo di Roma ma…c’era Novak. Non è bestemmia dire che al momento se avessimo un centesimo in tasca lo spenderemmo senza dubbi sul serbo. Fino a qualche anno fa questa si che era utopia. Che sia il Roland Garros il torneo in cui potrà dare appuntamento al fenomeno di Belgrado per la rivincita?

Raonic e Dimitrov 8: La vera sorpresa di questo torneo è senza dubbio Milos Raonic! Giocatore sino all’anno scorso lento, impacciato, falloso e a detta dei suoi attuali coach con scarsa propensione alla cultura del ‘lavoro in palestra’. Ok bene, dimenticate tutto ciò e immaginate adesso un ragazzone sopra il metro e ottanta muoversi con l’agilità di un ballerino dal braccio possente (e dalla manica lunga discutibile) e dal dritto extralusso. Riccardo Piatti e soci se la godono anche perché il talento di Podgorica ha tutte le carte in regola per continuare la sua scalata al ranking. E siamo sicuri possa farcela. Il giudizio su Grigor Dimitrov è abbastanza appannato dopo la delusione contro Nadal. Delusione per l’atteggiamento remissivo e passivo, anche il pubblico non ha gradito questo atteggiamento che ancora non sappiamo sia stato dovuto ad un eccessivo rispetto per Rafa o per l’emozione della prima semi in un mille. Tralasciando quella partita il torneo del giocatore più ‘stiloso’ per GQ (mah…) è, e resta eccellente. Lavorando sulla personalità e forse ricercando un vero coach che non sia solo personal trainer, Grigor sarà il naturale ricambio generazionale quando i mostri sacri li in alto concederanno anche spazio agli altri.

Murray 7,5: Onestamente pensavamo peggio. Ed invece il campione in carica di Wimbledon alla perenne ricerca del suo nuovo coach (telenovela seconda solo a Beautiful) ha saputo stupirci. Che poi stupire non è nemmeno il termine esatto vista la caratura dello scozzese ma sulla terra rossa, si sa, ha sempre fatto fatica anche in condizioni fisiche eccellenti. La schiena sta guarendo, siamo quasi all’80% dirà alla stampa anglosassone dopo il match epico perso con rammarico contro Rafa Nadal. Abbiamo insomma tutti gli elementi per affermare che al Roland Garros sarà protagonista indiscusso. Occhio eh…

Fognini e Seppi 5: Siamo duri perché sappiamo che i nostri atleti avrebbero dovuto e potuto fare di più. Inconcepibile lo scivolone al primo turno contro Rosol (ancora tu direbbe Battisti) del nostro numero uno, Fabio semplicemente non ha mai giocato, mai un sussulto e mai dato la sensazione di averlo completamente nel torneo. Un peccato capitale per lo smisurato potenziale del ligure. Seppi ha combattuto a differenza del Fogna ma ha trovato sulla sua strada un tabellone abbastanza ostico e il vecchietto terribile Tommy Haas, non esattamente ciò che vorresti augurarti per iniziare il tuo torneo nel tuo paese e nell’anno in cui, in Davis, hai fatto sfracelli. Quanto amaro in bocca.

 


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