IL PRESIDENTE DEL CIO COMMENTA LA DECISIONE DI WIMBLEDON

Il presidente del CIO ha commentato la controversa decisione presa da Wimbledon
domenica, 12 Giugno 2022

Tennis. Come ormai tutti sanno, Wimbledon ha deciso di escludere i tennisti russi e bielorussi da quest’edizione.

In risposta a questa controversa scelta, l’ATP ha optato per una misura altrettanto drastica.

I Championships non assegneranno punti quest’anno, diventando una sorta di ricchissima esibizione.

In occasione della quarantaseiesima Assemblea Generale dell’ASOIF, il presidente del CIO Thomas Bach ha espresso il suo punto di vista su questo spinoso argomento.

“Guardate i nostri amici del tennis, a Parigi, i giocatori russi hanno potuto partecipare come atleti neutrali, a Wimbledon il Governo ha detto di no, non c’è spazio per loro. Se permettiamo tutto questo, allora siamo perduti. 

Come possiamo garantire una competizione internazionale equa, se i Governi sulla base dei loro interessi politici, decidono chi può partecipare e chi no?“ – ha affermato Bach.

Thomas è sceso poi nel dettaglio: “Se oggi permettiamo che questo accada contro Russia e Bielorussia, domani potrebbe toccare al vostro Paese. Non c’è Stato al mondo che sia amato da tutti gli altri governi.

Questa scelta è contro tutti i principi che sosteniamo. Se lasciamo questo potere ai governi allora stiamo diventando uno strumento politico e non possiamo più garantire una concorrenza leale.

Il nostro compito è quello di renderci conto che dobbiamo tornare al giorno in cui possiamo unire il mondo interno in una competizione pacifica. Oggi non è quel giorno ma possiamo sperare che la pace prevalga”.

Il numero 1 del CIO ha commentato la decisione di Wimbledon: “Dure misure sono necessarie contro coloro che sono responsabili della palese violazione della tregua olimpica che, per essere chiari, si riferisce solo ai governi.

Chiunque supporti la guerra può e dovrebbe essere sanzionato. Tuttavia bisogna garantire il rispetto dei diritti di chi non la sta supportando. 

Secondo le nostre regole e quelle del diritto internazionale, nessuno dovrebbe essere sanzionati solo perché in possesso del passaporto di una determinata nazione”.


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