IL PRIMO MUSEO DEL TENNIS IN ITALIA, UNA REALTA’ 2.0

Non solo Roland Garros, non solo Wimbledon: dal prossimo anno anche l'Italia avrà un proprio Museo del Tennis, a Milano, nello storico Tennis Club Ambrosiano. E non sarà il solito Museo...

I più famosi sono quelli del Roland Garros, Wimbledon e Newport, ma tra pochi mesi anche l’Italia ne avrà uno. Stiamo parlando del nuovo Museo tematico sul tennis, che verrà completato entro la prima metà del 2015 a Milano, in coincidenza con l’Expo, finanziato dall’Istituto per il Credito Sportivo e sostenuto dal Coni. La location è lo storico Tennis Club Ambrosiano, sede del Torneo Avvenire – che quest’anno compie mezzo secolo di vita – e splendida cornice di un progetto ambizioso e innovativo. Sì, perché il Museo non avrà le caratteristiche del classico spazio espositivo; unico nel suo genere sul territorio nazionale, esso sarà realizzato con formula rivoluzionaria, con ambienti digitali e interattivi in cui suoni, immagini e luci si intrecciano per stimolare l’attenzione e la partecipazione dei visitatori di tutte le età. “Non abbiamo voluto creare il solito contenitore statico di cimeli tennistici come vecchie racchette e abbigliamento d’epoca, un po’ com’è per il museo del Roland Garros – spiega orgoglioso il presidente del TC Ambrosiano Gianfranco Secoli. “Certo, ci sarà ampio spazio per il materiale tennistico, il quale però verrà accompagnato in gran parte dall’elemento multimediale e dinamico che indurranno il visitatore a scoprire, divertendosi ed emozionandosi, le caratteristiche e la storia del nostro sport”.

Il Museo tratterà il tennis in tutti i suoi aspetti; da un lato le caratteristiche del gioco, dove verranno presentati i materiali, le tecniche e le diverse superfici. Dall’altra, un ampio spazio verrà dedicato ai campioni che ne hanno fatto la storia; una commissione tecnico-scientifica di esperti nel settore ha selezionato infatti i momenti storici più significativi del tennis italiano e internazionale che non dovranno mancare nel percorso museale. I circa mille metri quadri di spazio espositivo estesi su un intero piano saranno tappezzati di tastiere, postazioni e schermi in cui il visitatore potrà interagire e scegliere le più grandi leggende del passato e attuali per studiarli e sfidarli in partite virtuali, rivivere o scoprire i loro match più memorabili, rinnovando così l’entusiasmo che questo sport riesce sempre a trasmettere.

“Il nostro obiettivo – spiega il responsabile del progetto Filippo Grassia – è quello di creare una sorta di Museo 2.0. Un luogo che possa essere visitato più volte, trovando sempre nuovi percorsi e nuove emozioni da vivere. Uno spazio, inoltre, che non si limiti alle quattro pareti che lo contengono, ma che “comunichi” con il visitatore anche fuori, grazie all’utilizzo dei social network e di un’app”.

“Per concepire il Museo siamo partiti dallo studio di quelli già esistenti, ma abbiamo finito per realizzare qualcosa di completamente diverso – spiega una delle ‘menti creative’ del progetto, Fabrizio Vagliasindi, ex dirigente Apple e docente di Digital Entertainment Design alla IULM. “Il nostro desiderio era quello di costruire uno spazio museale che coinvolgesse la più ampia fascia di pubblico possibile: dagli scolari ai tennisti, dai maestri agli inguaribili appassionati, fino a chi di tennis sa poco o nulla. Com’era possibile esaudire le aspettative di ognuno? La risposta è stata proprio l’interattività e la personalizzazione del percorso museale che ci consente la tecnologia digitale“.

Ognuno potrà infatti costruirsi ogni volta il proprio Museo personale, scegliendo di approfondire ciò che vuole, facendo interagire il proprio smartphone con dei sensori legati agli elementi nella sala, un trionfo di touchscreen e videowall che lo proiettino direttamente dentro all’evento e lo rendano protagonista di ciò che sta osservando. Il sistema informatico sarà poi in grado di capire le sue preferenze e ciò che ha già visto, in modo che – una volta ritornato – impari sempre qualcosa di diverso. “Il suono della pallina mentre viene colpita, la quasi palpabile fatica dei giocatori, i volti del pubblico che girano da destra a sinistra con cadenza ritmata per seguire gli scambi, le loro grida di gioia o di disappunto; sono questi i particolari più evocativi e riconoscibili che rendono il tennis uno sport unico. Noi li abbiamo voluti riprodurre nel nostro museo, in modo che coinvolgano i sensi del visitatore, come se fosse in mezzo al campo a giocare”. Oltre alle immagini e ai suoni, verrà stimolato anche il senso del tatto tramite l’approccio con le palline, i materiali delle superfici e delle racchette.

Entrando nel Museo, ci si troverà subito davanti un enorme mosaico di video che mostrerà in random i campioni del tennis di ogni epoca in azione. Una volta dentro, sensazioni visive e acustiche condurranno lo spettatore già all’interno di un’altra dimensione. Ognuno potrà scegliere il proprio tennista preferito tra una rosa che comprenderà Roger Federer, Rafael Nadal e Maria Sharapova, il quale lo accompagnerà durante il proprio ‘viaggio di scoperta’. Grazie al cellulare verrà guidato in modo autonomo lungo un percorso individuale, tra gli schermi delle varie postazioni e il suono che, grazie a un avanzato sistema audio, non verrà percepito oltre una certa distanza, in modo che non disturbi gli altri. Ampie teche verranno riservate a racchette, trofei o cimeli curiosi; la novità è che, accanto agli oggetti presenti, verranno affiancate restituzioni olografiche perfette di ciò che per forza manca, come ad esempio i trofei Slam. Ci saranno infine spazi di confronto e divertimento comune, come ad esempio una postazione di gioco virtuale dove, uno per uno, si potrà simulare il movimento dei colpi e venire valutati con un punteggio da maestri come Adriano Panatta. Alla fine del percorso, una chicca per molti tennisti o semplici palleggiatori: attraverso uno schermo interattivo chiunque potrà ‘progettare’ la propria sacca o il completo da tennis personalizzato, con sopra scritto il suo nome; dopo un paio di settimane le proprie creazioni firmate verranno spedite a casa, pronte da esibire ai compagni di sfide.

Il museo sarà inoltre sempre attivo nei social network come Facebook, in modo da instaurare un contatto continuo con appassionati e non, con la creazione di iniziative, approfondimenti e curiosità legate allo sport “inventato dal Diavolo”. A ciò si aggiunge la creazione di un‘app di quiz sul tennis divisa su più livelli di difficoltà; ognuno potrà così misurare le proprie competenze o sfidare i propri amici a colpi di risposte vincenti.

“Oggi si parla spesso di interattività e partecipazione museale, ma non di rado lo si fa a sproposito. Nel Museo di Wimbledon la presunta interazione consiste nell’immagine olografica di John McEnroe che si limita ad apparire davanti ai visitatori nelle varie sale. Noi abbiamo osato di più” conclude Vagliasindi.
Il primo museo tennistico d’Italia promette bene nel suo tentativo di spiegare il passato del nostro sport con uno sguardo improntato verso il futuro. Nella nuova Milano dell’Expo, anche il tennis avrà la possibilità di esporre le proprie meraviglie.


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