IL RANKING ATP DOPO MONTREAL: SALGONO NADAL E RAONIC

Dopo la Rogers Cup, interessanti cambiamenti di classifica da registrare: Rafa sale al terzo posto, mentre Raonic entra nella top10 per la prima volta in carriera.

Tennis. All’aggiornamento del ranking ATP del lunedì post 1000 ci son sempre da registrare interessanti novità, sì temporanee visto che siamo in prossimità di un altro torneo da mille punti, quello di Cincinnati, che poi condurrà a breve al gran bottino degli US Open, ma che comporta importanti capovolgimenti di classifica e notevoli passi avanti per chi cerca di scalare la classifica. E tra chi punta al vertice, chi cerca di strappare uno degli ultimi biglietti per le World Tour Finals di fine anno e chi ambisce semplicemente al miglior piazzamento, la Rogers Cup di Montreal costituisce una tappa importante per scalare la classifica punto dopo punto.

Della prima categoria, quella di chi scambia dritti per aggiudicarsi la sedia con la vista migliore, c’è sicuramente Rafa Nadal. L’orizzonte è splendente per lui, è chi siede davanti a lui guarda con un certo senso di rassegnazione la remuntada di chi ormai non ha più nulla da perdere. Il punto è che non solo Rafa, non avendo più punti da difendere, è destinato da qui a fine anno solo a guadagnar terreno su chi gli è davanti, ma lo fa arraffando tutto ciò che il piatto propone, non accontentandosi che di altro se non della vittoria finale anche su superfici, in teoria, meno abbiette al suo gioco (visto il cemento piuttosto veloce di Montreal) e più conformi a quelle dei suoi avversari principali, uno dei quali Djokovic.

Il serbo, nonostante non sia riuscito a difendere con successo neanche la finale, poi vinta, raggiunta l’anno scorso, rimane saldamente in testa, e nonostante abbia da difendere ancora molti punti da qui a fine anno (finale l’anno scorso sia a Cincinnati che agli US Open, per ciò che riguarda questo mese) difficile che possa essere cacciato dal trono prima della fine di quest’annata. Ma in Novak, con gli avversari sempre più arrembanti e visto il suo stato di forma non di certo ottimale – non vince un torneo da Montecarlo, e da quel momento non è più riuscito a battere un Top 6 – , inizia ad insinuarsi sempre più il verme del dubbio. Perché se Murray continua a rimanere a debita distanza alle sue spalle, a circa 3000 punti di distanza e con uno US Open vinto da difendere, l’antagonista di Manacor, vincente anche nello scontro diretto nella semifinale di sabato, è sempre più pericoloso.

E chissà che ora il pericolo non sia rappresentato solo dalle pallate in faccia ricevute a rete. Soprattutto perché, dopo la vittoria di Montreal, davanti a lui in classifica rimangono solo il serbo e lo scozzese: scavalcato infatti nel ranking il connazionale David Ferrer, che da Wimbledon accusa preoccupanti problemi fisici e che in Canada non ha dato certo prova del suo fenomenale atletismo. Poco cambia fino alla posizione otto: Federer è ancora quinto, ma rischia grosso se non emulerà il risultato, difficilissimo da raggiungere quest’anno per lo svizzero visto l’andamento storico di quest’annata tennistica per lui, ottenuto l’anno scorso a Cincinnati, dove vinse in finale proprio contro Djokovic.

Chi molla invece la top 10 è Richard Gasquet: il quarto di finale di tre giorni fa serve solo a rattoppare per quel che si può il danno di non aver pareggiato la finale raggiunta l’anno scorso. Lo scavalcano Wawrinka, non partecipante alla Rogers l’anno scorso e ora numero nove al mondo in virtù del secondo turno raggiunto quest’anno, ma soprattutto Milos Raonic: il canadese di origini montenegrine, sotto l’ala protettiva di Ivan Ljubicic, ha raggiunto una gloriosa finale tra le mura amiche, la sua prima in un mille in carriera, che gli ha permesso un bel balzo in avanti in classifica che lo fa entrare per la prima volta tra i primi dieci signori del tennis. Per lui, un salto di tre posizioni in classifica: si lascia alle spalle, oltre al già citato Gasquet, anche Nishikori e Haas, ora rispettivamente 11esimo, 12esimo e 13esimo. Bene anche Janowicz, 14esimo con un bel +4.

Veniamo ora ai top e flop di questo aggiornamento di ranking. Gli exploit del mille appena conclusosi si sono sicuramente riversati in classifica, regalandoci notevoli balzi in avanti: la rana con le zampe più possenti è sicuramente Valek Pospisil, che con l’incredibile semifinale raggiunta fa un salto di 31 posizioni ed entra nella top 40. Bene anche Matosevic, giustiziere di Haas e Paire che guadagnando 18 posizioni si porta alla casella numero 56 al mondo, e Bogomolov jr., che con la clamorosa vittoria su Ferrer si è regalato un +13 che gli vale la posizione numero 70.

Male invece, oltre a Gasquet (relativamente male, visto un quarto di finale comunque non da buttare contro il numero uno al mondo), il bannato Cilic (-3, ora 18esimo) e Isner (-2, 22esimo), lo spagnolo Granollers: nonostante la vittoria del 250 di Kitzbuhel che lo aveva fatto salire in classifica, il catalano è ora costretto a riprendere l’ascensore, stavolta per scendere, vista la sua incapacità nel confermare il quarto di finale dell’anno scorso; eliminato da Murray praticamente allo start dopo aver eliminato l’ancor deludente Dimitrov (29esimo), Granollers perde dieci posizioni, ed è ora 46esimo.

Per quel che riguarda gli italiani, tutto sommato buone notizie: se Fabio Fognini, diventato ora il nuovo numero uno italiano, si è riconfermato alla sedicesima posizione del ranking per la terza settimana di fila (nonostante la sconfitta al secondo turno col lettone Gulbis, ora 34esimo), Andreas Seppi guadagna due posizioni in classifica ed è ora 21esimo, a ridosso della top20 distante solo 65 punti rappresentata da un Tipsarevic sempre più in caduta libera. Perde tre posizioni Lorenzi che è ora 72esimo, mentre Volandri, in virtù della finale raggiunta a San Marino, torna nella top100 con un bel +6 che lo stanzia al 96esimo posto. 86, incredibili posizioni, quelle invece guadagnate da Cecchinato, proveniente proprio dalla vittoria di San Marino ai danni del connazionale: 180 ora il ranking dell’azzurro.


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