IL RIFIUTO DI MALEK JAZIRI

Clamorosa decisione al torneo Atp Challenger di Tashkent. Il tunisino Malek Jaziri si rifiuta di scendere in campo contro l’israeliano Amir Weintraub e lascia i quarti di finale per questioni politiche.

Tennis – Storie che non hanno nulla a che fare con lo sport. Due atleti, nello specifico tennisti, che si incrociano nelle fasi finali di un torneo e non disputano il match per ragioni politiche.

La storia tristemente vera ha come protagonista il tunisino Malek Jaziri che avrebbe dovuto affrontare a Tashkent per i quarti di finale, l’israeliano Amir Weintraub.

In dubbio fino all’ultimo, tennista nord africano, ha poi dato forfait seguendo le indicazioni arrivate direttamente dal suo paese d’origine: la Tunisia.

Le autorità tunisine negano infatti ai propri atleti la possibilità di poter scendere in campo contro israeliani  per via dei rapporti difficili tra le due nazioni e, come sottolinea il Ministro dello Sport Tarak Dhiab, per dare sostegno alla presa di posizione della Tunisia che appoggia e sostiene la causa palestinese.

Ufficialmente il rifiuto di Jaziri è arrivato a seguito di una mail ricevuta direttamente dalla Federation Tunisienne de Tennis e che il fratello-manager Amir ha poi divulgato attraverso gli organi di stampa. “Dopo l’incontro di questo pomeriggio con il Ministero della Gioventù e dello Sport”- questo il testo della mail – “vi informiamo con immenso rammarico la decisione di non far giocare il match contro il giocatore israeliano

Mail confermata anche dal portavoce del Ministero dello sport, Sadok Touati, che attraverso l’Associated Press ha dato riprova che la Federazione ha inviato alcune comunicazioni al tennista dopo aver consultato il Ministero.

Non è la prima volta che un atleta tunisino si trova ad affrontare una situazione analoga.

In passato anche la tennista Ons Jabeur si rifiutò di scendere in campo contro Shahar Peer perché di nazionalità israeliana, mentre nel 2011, Sarra Besbes schermitrice sempre tunisina, rimase passiva quando dovette affrontare un’avversaria proveniente dall’Israele.

La “mossa” della Besbes che decise di partecipare all’incontro, se pur in maniera passiva, evitò di fatto una sanzione della federazione internazionale all’atleta stessa.

Per Malek Jaziri invece le conseguenze potrebbero essere pesanti, qualora ITF dovesse optare per una radiazione per i tornei futuri e la cancellazione dei punti Atp finora guadagnati dal tennista.

Ancora non si conoscono le decisioni ufficiali ma si iniziano a raccogliere testimonianze a riguardo. Nick Imison, portavoce dell’International Tennis Federation, ha reso noto che nel fine settimana verranno chieste spiegazioni alla Federazione tunisina per chiarire le circostanze, aggiungendo che “L’ITF crede che lo sport favorisca la buona collaborazione tra nazioni e come tali giocatori dovrebbero essere in grado di competere liberamente sul circuito internazionale”

Triste storia dunque per lo sport e per Malek Jaziri che dopo aver raggiunto i quarti di finale superando l’ucraino Sergiy Stakhovsky con un perentorio 6-4, 6-2 si è dovuto arrendere, per cause di forza maggiore, ad  Amir Weintraub in quella che per lui rischia di diventare una “sconfitta” troppo dura da digerire e da dimenticare.


2 Commenti per “IL RIFIUTO DI MALEK JAZIRI”


  1. Roberto Angelelli ha detto:

    Ciao JoWil grazie per la segnalazione, il fatto e’ che l’argomento richiede un certo equilibrio in quanto la verità può nascondersi sotto varie forme. Di fatto risulta il rifiuto del giocatore, motivato dalle pressioni ricevute. Ora, come scrivo nel pezzo, l’ITF farà luce riguardo la questione e noi saremo pronti a cogliere gli elementi che determineranno le reali responsabilità. Il titolo introduce ad un fatto che poi viene spiegato nel corso dell’articolo.
    Grazie buona giornata e buon tennis

  2. JoWil ha detto:

    Ragazzi se uno non legge l’articolo ma solo titolo e sottotitolo nella home page sembra che sia Jaziri a rifiutarsi di giocare per questioni politiche. La questione, come spiegate nell’articolo, è ben diversa. Perchè dunque rischiare di screditare un giocatore che non ha colpe per ciò che è successo per un titolo ambiguo? Grazie e buon lavoro


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