IL RITORNO DI BOLELLI

Simone Bolelli, impegnato nelle Challenger Finals di San Paolo, racconta all’Atp la sua stagione: “Non pensavo di tornare nella top 100 dopo un’assenza così lunga”. Obiettivi per il 2015: “Vincere un Atp 250 e arrivare ai quarti di finale in uno Slam”. Idee chiarissime.
giovedì, 20 Novembre 2014

Tennis – Quello di Simone Bolelli è, per i tifosi italiani e anche stranieri, uno dei più graditi ritorni nel circus del tennis. Il tennista nato a Bologna l’8 ottobre 1985 è attualmente impegnato nelle Atp Challenger Tour Finals di San Paolo, torneo con 125 punti in palio e un un premio di poco più di 90mila dollari per il vincitore. Ma ha trovato il tempo per raccontare la stagione del suo ritorno in un’intervista al sito Atp.

Simone Bolelli ha già in bacheca un premio importante nel 2014: il “Comeback player of the year”. Da qui bisogna partire per fare un bilancio della sua annata. L’intervento al polso del 2013 è ormai un ricordo, un brutto ricordo che lo ha portato a una importante caduta in classifica che si è arrestata alla posizione numero 321 del ranking Atp. Ma il suo ritorno è stato tanto atteso quanto positivo e il riconoscimento con cui l’Atp ha deciso di premiarlo è il giusto coronamento della stagione del suo rientro.

Una stagione cominciata nella maniera migliore per un tennista lontano dai campi da dieci mesi. Simone Bolelli si era visto l’ultima volta su un campo da tennis a Wimbledon 2013, quando aveva perso da Grigor Dimitrov in tre set. E il suo rientro, avvenuto nel torneo Challenger di Bergamo, gli ha portato in bacheca la prima vittoria in stagione (successo in finale contro Jan-Lennard Struff 7-6, 6-4): “Ho già giocato due finali a Bergamo (2006-07). È un torneo che ho sempre voluto vincere perché sono cresciuto in quella zona. Tra l’altro, la settimana prima il team di Davis aveva vinto in Argentina, regalandomi grandi emozioni” dichiara soddisfatto, commentando il suo rientro con il botto.

Ma il circuito Challenger gli ha riservato anche molte altre soddisfazioni. Un record di 29 vittorie e 5 sconfitte e i successi nei tornei di Vercelli, Tunisi e Oberstaufen con un filotto di 17 vittorie consecutive.

Risultati di tutto rispetto sono arrivati anche nel circuito Atp. Il 29enne ha infatti ottenuto i migliori risultati di sempre nei tornei del Grande Slam, qualificandosi al main draw del Roland Garros. A Wimbledon, invece, la fortuna è stata dalla sua parte. La sconfitta contro Samuel Groth è stata indolore e gli ha fruttato la qualificazione al main draw come lucky looser. Ma Simone ha saputo approfittarne e si è persino tolto la soddisfazione di battere Tatsuma Ito, il n° 28 del mondo Philipp Kohlschreiber e di portare Kei Nishikori al quinto set nel match di terzo turno: “Quella partita è stata senza dubbio la migliore che ho giocato. È un peccato aver perso. Ho giocato un gran tennis, forse il migliore della mia in carriera. Mi ha dato grande carica per affrontare il resto della stagione”.

Main draw raggiunto anche a New York, dove il nostro tennista ha battuto sempre in cinque set Vasek Pospisil. In numeri, queste prestazioni si sono tradotte nella riconquista della top 100. Simone Bolelli chiuderà l’anno al numero 60 Atp: “Non potevo mai immaginare di entrare di  nuovo nella top 100 dopo essere stato fuori così tanto. Il mio obiettivo era quello di giocare il più possibile lavorando costantemente per raggiungere la forma ottimale”. Un obiettivo che sembra centrato e che ha portato l’allievo di Umberto Rianna a parlare addirittura di nuova carriera: “Ora mi sento meglio, sono più completo come giocatore”.

Non manca un commento sulla lunga stagione che sta per concludersi, sulle 61 partite giocate e su quelle finite al quinto set, come a Wimbledon e Us Open: “In verità” – dice Bolelli – ”mi sento più sicuro. Ho guadagnato un sacco di punti ed è questa la cosa positiva. È la prima volta che mi succede in carriera. Penso che l’infortunio mi abbia aiutato a crescere come giocatore e a superare le difficoltà”.

Poi si passa ai ricordi, con quello, sempre vivo, della finale giocata all’Atp di Monaco di Baviera nel 2008: “Quella è stata l’unica finale che ho giocato, ma non credo di essere un giocatore troppo diverso rispetto a quegli anni. Sono migliorato e spero di raggiungere altre finali come quella”. E non fa eccezione neanche il racconto sugli inizi e sugli idoli: “Ho iniziato a giocare a tennis perché abitavo vicino a un campo e dopo la scuola andavo sempre a giocarci. I miei idoli erano Pat Rafter, Stefan Edberg e Marat Safin”.

Infine un bilancio sulla stagione degli italiani: “È stato un buon anno per il tennis italiano. Fabio Fognini è salito fino al numero 13, Paolo Lorenzi ha giocato la finale a San Paolo e l’Italia ha raggiunto la semifinale di Coppa Davis. Il tennis italiano è sempre più forte e i giocatori hanno dimostrato di essere competitivi a tutti i livelli”. Obiettivi per il 2015? “Onestamente, voglio vincere un torneo Atp 250 e raggiungere i quarti di finale in uno Slam. Inoltre vorrei anche giocare di più l doppio e raggiungere il mio best ranking”. Bentornato Simone.


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