IL RITORNO DI JANKO DOPO IL CALVARIO ED IL RINGRAZIAMENTO A DJOKO: “IL NUMERO UNO”

Torna, finalmente, Janko Tipsarevic dopo un calvario lungo ben 17 mesi. "Sarebbe una storia lunga quella da raccontare, ma preferirei far parlare il campo da oggi in poi. Il sostegno di Nole? Non lo scopro certo io, è il numero uno".
lunedì, 30 Marzo 2015

TENNIS – Una delle storie più avvincenti del Miami Open in corso di svolgimento sui campi torridi in cemento, ha accolto, pochi giorni fa, il ritorno alle ‘scene’ di Janko Tipsarevic dopo un anno e cinque mesi di puro calvario. Janko ha fatto coppia in doppio con l’amico e collega Novak Djokovic che hanno sfidato il duo Robert Lindstedt e Jurgen Meltzer.

I serbi hanno perso, per la cronaca, 6-4, 3-6 (10-7), ma per Tipsarevic è stata comunque una vittoria dopo la sofferenza nello stare fuori per così tanto tempo.

“La mia lunga assenza? Beh, è una lunga storia, cercherò di raccontarla nel più breve tempo possibile,” ha detto Tipsarevic ad alcuni giornalisti in una piccola stanza dopo la partita.

Le mani dietro la testa,un respiro profondo, e lunghi 20 minuti a spiegare come, dopo l’assunzione di “oltre 200” iniezioni di anti-infiammatori nel 2013, ha optato per due interventi chirurgici per rimuovere i tumori benigni dal suo tallone sinistro. Ha trascorso mesi a letto, con le stampelle, a chiedersi se e quando potesse mai un giorno fare il suo ritorno nel circuito.

Si sentiva in colpa, inoltre, dopo aver perso la finale di Coppa Davis, alla fine del 2013. Tanti gli attacchi di panico legati all’ansia che lo stava davvero divorando e le lunghe corse in ospedale.  Nel 2014, è diventato, però, padre del suo piccolo Emili, ma Janko, nonostante la grande felicità nell’essere padre, ha trascorso gran parte della primavera e dello scorso autunno cercando quanto prima di recuperare dall’intervento chirurgico.

Quando decise di tornare a Miami per giocare in doppio, il primo a farsi avanti per affiancarlo è stato Nole Djokovic che, in barba ai suoi mille impegni in singolare, decise di farlo sentire a casa, proponendogli questa collaborazione.

“Novak? Non lo scopriamo certo adesso. E’ il numero uno non soltanto perchè lo dice il ranking ma anche e soprattutto per gesti simili. Un amico prima che un collega”, ha chiosato il rientrante serbo.

“E ‘una storia incredibilmente triste quella di Janko. Per lunghi 17mesi la sfortuna pareva essersi accanita contro di lui, ma il peggio è passato e adesso tornerà più forte di prima”, ha detto Djokovic. “Lo conosco da tanto tempo. Noi siamo grandi amici. Ho cercato di essergli vicino non soltanto come amico ma anche come collega. Era importante offrirgli un sostengo e fargli sapere che io c’ero. L’opportunità di giocare con lui è stata molto speciale per me. Peccato per la partita persa contro Melzer e Lindstedt.” 

 


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