IL SOLITO FERRER CONQUISTA LA PRIMA FINALE A MIAMI

TENNIS - Il primo finalista del Masters 1000 di Miami è lo spagnolo di Javea che recupera il set di svantaggio a Tommy Haas ed alla distanza emerge imponendo il suo tennis al talentuoso avversario
venerdì, 29 Marzo 2013

Tennis. Miami (Florida). La prima semifinale del Masters 1000 di Miami si conclude secondo pronostico. David Ferrer, testa di serie numero 3 del tabellone, riesce non senza qualche difficoltà a scoraggiare i tentativi di Tommy Haas di raggiungere una storica finale. Alla fine ha prevalso la solidità del corridore spagnolo rimasto sempre attaccato alla partita e che è riuscito alla lunga a far prevalere il suo tennis. Si è trattato infatti di un confronto tra due stili di gioco agli antipodi. Da una parte i virtuosismi tecnici del teutonico che sono sempre una gioia per gli occhi, dall’altra il tennis regolare ed intenso dello spagnolo, forse non bello, ma efficace.

L’ultima volta che un tennista over 34 è approdato al penultimo atto di un 1000 era il 2005 quando un 35enne Andre Agassi conquistò la semifinale a Montreal, vincendola anche per poi perdere da Rafael Nadal in finale. È stata invece la prima volta in assoluto a Miami che due atleti al di sopra della soglia dei 30 si sono affrontati in una semifinale. I due contendenti di stasera si erano incontrati prima di oggi solo due volte ed in entrambe ad uscire vincitore era stato l’iberico. Il più recente dei due è targato 2008, allora Ferrer si impose a Dubai con un netto 6-3 6-0. 11 semifinali in un Masters 1000 per il numero 5 del mondo contro le otto di Haas, primo tedesco a spingersi così lontano nel tabellone di Miami.

Agli albori del match si rendono evidenti già le strategie dei due tennisti, Ferrer al primo turno di servizio fa capire di voler far muovere l’avversario con colpi angolati e profondi in modo da fargli macinare chilometri fin da subito. D’altra parte Haas sa bene di dover essere da subito aggressivo appena l’iberico non riesce a mettere la prima in campo, proprio per non offrire il fianco alle bordate con cui il suo avversario lo sbatte fuori dal campo. Ed infatti lo spagnolo al terzo gioco va subito in affanno quando sulle seconde di servizio il tedesco risponde con i piedi ben dentro il campo seguendo anche la risposta a rete. Lo svantaggio di 0-30 maturato viene però recuperato dall’iberico, ma il break è nell’aria ed infatti arriva al gioco numero cinque. Sul 2 pari Haas approfitta di qualche errore di troppo di Ferrer che manda il dritto fuori giri concedendo 3 palle break. L’ennesimo errore di dritto del tennista di Javea consente all’avversario di salire comodamente 3-2 e servizio. “Ferru” accusa a questo punto un momento di leggera confusione mentre il teutonico gioca sul velluto facendo pieno ricorso a tutto il suo immenso repertorio con numerosi cambi di ritmo e di rotazioni che mandano in tilt l’avversario. Succede così che lo spagnolo sul 4-2 va di nuovo sotto 0-40 rischiando di subire una dura lezione nel primo set. Fortunatamente grazie anche alle prime di servizio che gli vengono in soccorso al momento giusto riesce a metterci una pezza prolungando il game ai vantaggi, ma Haas non gli dà scampo e grazie a dei sapienti attacchi in back profondo e ad un pregevole gioco a rete si aggiudica il secondo break della partita salendo 5-2 e servizio. Lo spagnolo non ci sta e nel game seguente riesce ad accorciare le distanze mettendo a frutto una delle prime due palle break del match. Il set però è oramai compromesso ed Haas nel suo turno di servizio successivo chiude a zero mettendo agli atti il primo parziale 6-4.

Nel secondo set l’iberico cambia nettamente registro riducendo al minimo gli errori e non concedendo nulla in battuta. Si capisce subito che nel momento in cui il numero cinque del mondo riesce a tenere a freno i gratuiti l’inerzia del match cambia notevolmente. Haas dal canto suo dimostra di avere qualche problema in più a mantenere intatti i propri turni di servizio. Sul 2 pari infatti il teutonico finisce per perdere prevedibilmente il servizio facendosi rimontare da una situazione di vantaggio. Lo spagnolo è nettamente più centrato, quando è in battuta è inattaccabile e riesce a strappare il servizio all’avversario di nuovo sul 5-2 andando a servire per il secondo parziale. L’occasione è troppo importante per lasciarsela sfuggire e lo spagnolo riequilibra così il match.

Il terzo set vede per un attimo Haas risalire in cattedra. Il tedesco infatti ruba subito il servizio all’avversario in apertura cedendolo però immediatamente dopo ad un Ferrer che sembra però aver preso definitivamente le misure. Il tedesco si gioca l’ultimo asso nella manica quando riesce ad allungare di nuovo 2-1 e servizio facendo tesoro di qualche errore di troppo dell’avversario in battuta. Si tratta però di un fuoco di paglia, l’inerzia del match stava proprio in quel momento prendendo una direzione ben precisa e non si stava orientando di certo verso Amburgo. Dopo aver confermato il break ed essere salito 3-1 il tedesco inanella una serie di madornali errori sintomatici di un calo di lucidità abbastanza evidente quanto fatale. Nel sesto gioco infatti il numero quindici del seeding incoccia in un pessimo turno di servizio zeppo di gratuiti che consentono a Ferrer di ottenere due palle del controbreak senza praticamente colpo ferire. Alla seconda lo spagnolo, che comincia a sentire l’odore del sangue, pareggia i conti. Il teutonico di contro sembra un po’ in balìa di se stesso, sbaglia molto e non sembra avere intenzione di cambiare marcia per riportarsi in vantaggio, tutt’altro. Sul 4-3 e servizio Haas concede altre due palle break all’iberico. Il secondo break, quello decisivo è sancito da un doppio fallo alquanto significativo. Ferru chiuderà poi a zero un match che oramai non aveva più nulla da dire.

Si conclude in semifinale la prepotente cavalcata del talentuoso tedesco che il prossimo 3 aprile compirà 35 anni. Senza dubbio avrà di che festeggiare Tommy Haas protagonista comunque di un sontuoso torneo in cui ha avuto l’opportunità di rifilare una sonora lezione al numero uno del mondo e non solo. Nella partita di oggi quello che è mancato è stato il servizio, fondamentale decisivo invece nell’incontro di quarti contro Gilles Simon, e forse un po’ di continuità e di concentrazione nei momenti decisivi della partita. Per Ferrer, che da lunedì tornerà numero 4 del mondo, si tratta della seconda finale conquistata nelle ultime tre partecipazioni ad un Masters 1000. Traguardo acquisito mettendo in campo una prestazione poco più che discreta, ma ultimamente questo sembra bastare per ottenere risultati salienti.

Sony Open Tennis, Miami – Semifinale

David Ferrer [3] d Tommy Haas [15] 4-6 6-2 6-3


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