IL TEAM ARGENTINO NON PERDONA DEL POTRO

Coppa Davis. Canti poco carini durante le celebrazioni della vittoria sulla Germania, con Juan Martin Del Potro presente. Jaite vuole chiamarlo in vista della sfida contro la Francia, ma il Palito ha già deciso.
lunedì, 4 Febbraio 2013

Buenos Aires (Argentina) – L’Argentina prosegue la sua cavalcata in Coppa Davis, tirandosi fuori da un turno molto complicato contro la Germania. Nalbandian e compagni timbrano quindi il biglietto per i quarti di finale contro la Francia. Ma oltre la sfida prettamente sportiva contro la Germania, ci sono altre sfide in ballo. Per il capitano del team argentino Martin Jaite questa vittoria ha significato infatti sfogo e liberazione dopo le tensioni accumulate nel corso degli ultimi due mesi. Perché, al di là degli svantaggi specifici relativi a questo turno – un avversario difficile, giocatori con problemi fisici fino a pochi giorni prima di giocare – il problema più grande è stata l’assenza di Juan Martin del Potro, l’uomo che Jaite ha sempre considerato il suo asso nella manica, e che, dopo svariati messaggi contrastanti, il 28 dicembre ha annunciato che, almeno per quest’anno, non avrebbe giocato la Coppa Davis. E lo ha fatto in modo così travolgente, che non ha lascia spazio a ripensamenti futuri. Ma ieri, al Parque Roca Del Potro era presente, anche se in tribuna.

Che significa? Alcune parole e alcuni gesti hanno mostrato che, lungi dall’essere tutto sistemato, certe ferite sono ancora aperte. L’unica certezza è che questa settimana gli allenamenti e la convivenza hanno mostrato che la squadra argentina ha mostrato l’impegno necessario a conseguire l’obiettivo prefissato in un’atmosfera rilassata e serena, tutto l’opposto di quello che è successo l’anno scorso in semifinale contro la Repubblica Ceca. Durante la settimana, i giocatori e il capitano hanno sottolineato che hanno vissuto bene, ma in maniera diversa dalle altre volte. Ieri, Jaite ha detto: “E’ bello vincere così. Abbiamo passato nove giorni insieme, creando un ottimo gruppo tra giocatori e staff tecnico… Ma Del Potro è sempre incluso. Le porte sono sempre aperte.”

I riferimenti alla Torre di Tandil sono arrivati ieri: dallo spogliatoio si sentiva il team cantare “E Delpo dove sta?” e che la vittoria “è per Delpo che la guarda in TV”. In conferenza stampa, è stato poi chiesto se Del Potro aveva inviato un messaggio di congratulazioni. Jaite: “Per ora, non ho ricevuto niente”. A queste parole è arrivato pronto il sorriso ironico di Nalbandian con Zeballos che ha preso il microfono e ha sparato un ironico: “Chi?”

Poco dopo Del Potro ha inviato un messaggio formale su Twitter: “Complimenti ai giocatori, al capitano e allo staff tecnico per la vittoria contro la Germania” seguito da un messaggio privato a Mariano Zabaleta, suo connazionale e vice-capitano. E’ opportuno notare che Del Potro, dopo aver perso al terzo turno degli Open di Australia, è tornato subito a casa, ha trascorso qualche giorno sulla costa atlantica ed è tornato ad allenarsi questa settimana, prima in un club di Palermo e poi indoor a Buenos Aires, e questo fine settimana si è riposato tra Bolivar e Tandil. Il suo ritorno nel circuito avverrà tra una decina di giorni nel torneo di Rotterdam, dove sarà seconda testa di serie dietro Roger Federer.

Ma, al di là del momento fisico-sportivo di Del Potro, non vi è alcun mistero: il suo rapporto con molti, con la maggior parte della sua squadra è pessimo. Jaite ha insistito sul fatto che il numero 7 del mond può essere di nuovo parte della squadra quando vuole, ma la realtà è che non si può tornare indietro e Delpo non giocherà la Coppa Davis, almeno non a breve termine, perché da un lato il Palito si è pronunciato e non vi è alcuna ragione che possa suggerire che cambierà idea, e dall’altro si nota ormai visibilmente come il clima interno al team argentino sia cambiato in maniera sostanziale.

La sua assenza porterà al team una domanda, ahimè, fondamentale: si può sconfiggere la potente legione francese senza Del Potro? Jaite risponde: “Sì, è ovviamente difficile, con Del Potro avremmo maggiori possibilità. La nostra vittoria sarebbe una sorpresa, ma siamo in grado di sorprendere.”. Jaite ha comunque già deciso che lo chiamerà, ma la decisione dipende sempre e solo esclusivamente da Delpo: “Credo che la Coppa Davis, di per sé, è un torneo attraente. Io stesso, come giocatore, ne ero attratto.  Juan Martin ha già detto che non ci sarà per tutto l’anno, ma si può cambiare idea e lui può farlo tranquillamente. Gli chiederò se vorrà giocare nel mese di aprile.” La situazione non è semplice per il buon Jaite. Le voci trapelate riguardanti le sue discussioni con il principale rappresentante del tennis argentino, l’hanno infastidito un po’ troppo:  “In questi due mesi sono uscite cose di cui non c’era bisogno, dal momento che non meritano tutto questo rilievo.”

Per il prossimo turno Jaite vuole formare un gruppo solido come quello attuale pur sapendo che, per tutto l’anno, dovrà convivere con l’assenza della portata principale dal menu. Un’assenza che, a quanto pare, getta ancora un’ombra pesante e impossibile da ignorare.


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