INDIAN WELLS, LA QUESTIONE CONTINUA

TENNIS - L’ATP continua a ribellarsi alla decisione dei gestori del torneo di aumentare il montepremi complessivo. Nelle prossime settimane la proposta verrà rimessa ai voti, ma Raymond Moore non si dichiara per nulla ottimista

Tennis.  Manca poco meno di un mese all’inizio del prestigioso torneo Master Mille di Indian Wells, che si svolgerà tra il 4 e il 17 marzo. Lo scorso dicembre erano state sollevate delle polemiche riguardo l’incremento del montepremi ATP e WTA: il miliardario Larry Ellison, proprietario del BNP Paribas Open, aveva messo a disposizione 1,6 milioni di dollari in più da distribuire ai giocatori impegnati nel torneo.
Lo scopo dell’iniziativa era soprattutto quello di aiutare i tennisti “medi”, quelli che con difficoltà riescono ad approdare ai primi turni e, solitamente, lì si fermano una volta incontrati nel loro cammino i soliti top player. Un’idea nobile e, oseremo dire, giusta, ovviamente accolta a braccia aperte da tutti i giocatori dei due circuiti, che vedrebbe il montepremi complessivo aumentare del 29% (nel 2012 la somma totale ammontava a 5,5 milioni di dollari). Non solo: l’amministratore delegato del torneo americano, Raymond Moore, ha votato lui stesso a favore dell’aumento del prize money, andando però contro il volere dei direttori dell’ATP Mark Webster, Gavin Forbes e Charles Smith.
“Il loro voto è puramente politico e siamo inorriditi”, dice Moore in un’intervista. “L’ATP non vuole creare un dislivello tra i tornei americani e quelli europei, e questo è totalmente anticompetitivo. A capo di tutto ciò c’è Mark Webster: i giocatori continuano a chiedermi sempre di più, e lui mi dice ‘siamo nel bel mezzo di una discussione sull’incremento del montepremi, dai ai giocatori un dito e loro si prenderanno tutto il braccio’. Tutto ciò è stupido e non ha nessun merito.”

La distanza tra il torneo di Indian Wells e gli altri era in realtà già evidente negli anni passati. Nel 2012 il montepremi complessivo era di 700,000 in più di Miami, 1,8 in più di Cincinnati e di 2,0 in più rispetto agli Open Canadesi. Anche per quanto riguarda il confronto con i Mille europei non c’è mai stata storia: tra Madrid, Roma e Parigi-Becy, solo il primo si avvicinava a Indian Wells, con un dislivello comunque di 1,6 milioni di dollari.
Ad opporsi direttamente alle decisioni dell’ATP è stato anche Roger Federer, a capo del consiglio  dei giocatori e che Moore ritiene tra le persone più influenti del circuito, il quale ha inviato una lettera ai direttori, protestando contro la loro inopportuna scelta di non aderire all’iniziativa.

Nelle prossime settimane la proposta verrà rimessa ai voti, e, se non dovesse essere approvata ancora una volta, il montepremi del torneo tornerebbe quello del 2011 (che ammontava a 4,4 milioni di dollari, cifra ancora più bassa di quella dello scorso anno).
“Non sono ottimista, a dire il vero”, dice Moore a proposito delle prossime votazioni. “Abbiamo una proposta e loro possono accettarla o rifiutarla. Se loro dovessero votare contro, torneremo ai requisiti minimi e i giocatori perderanno molto. Invece di offrire 1 milione al vincitore in singolare, offriremo 760,000 dollari, e il denaro destinato al giocatore che perde al primo turno sarà di 8,000 dollari, invece di 11,000.  Penso che i giocatori si arrabbieranno, e faranno bene.”

Un’altra polemica è nata riguardo la differenza di montepremi tra i giocatori del singolo e quelli del doppio: Mark Young (CEO of Americans), ha proposto a Moore un nuovo modello di divisione, nel quale ai vincitori del torneo di doppio spetterebbe di più rispetto al semifinalista del singolare (275,000 dollari contro 200,000).
La risposta di Moore è stata eloquente: “Gli ho detto, ‘Mike, mi stai prendendo in giro? Stai dicendo che il vincitore del doppio dovrebbe prendere di più del semifinalista in singolare?’ Francamente non sono d’accordo, preferisco rispettare il solito modello di ripartizione per i premi in denaro”.


1 Commento per “INDIAN WELLS, LA QUESTIONE CONTINUA”


  1. Stefano Colotti ha detto:

    Con tutta la simpatia che ho per i doppisti, mi sembra assurdo proporre un montepremi per il vincitore nel doppio maggiore a quello per un semifinalista nel singolo. Giustamente la proposta è stata rimandata al mittente!


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