SORPRESA AL FORO, TRIONFA MURRAY!

Epilogo imprevisto. Nel giorno del suo compleanno Andy Murray supera con un doppio 6-3 Novak Djokovic e conquista la 73a edizione degli Internazionali Bnl d'Italia
domenica, 15 Maggio 2016

TENNIS – Andy Murray non ci crede ancora. Domani, dopo un robusto pizzicotto, realizzerà. Si convincerà di aver vinto la settantatreesima edizione degli Internazionali Bnl d’Italia sconfiggendo Novak Djokovic con un doppio 6-3, in un’ora e 35 minuti Esatto, nel giorno del suo compleanno, è Andy Murray a sollevare il trofeo al cielo. Dopo aver battuto il suo amico ma anche la sua nemesi, quel Novak Djokovic che per arrivare alla sua settima finale al Foro Italico ha venduto l’anima a Belzebù, mettendo in fila Nadal e Nishikori in due match di mixed martial arts travestiti da partite di tennis. Quel Novak Djokovic con il quale, prima di oggi, Andy aveva perso in 23 occasioni su 32 e che a Roma ha vinto le ultime due edizioni. Al Foro Italico, non si vedeva un britannico trionfare dal 1931. Allora toccò a Pat Hughes.

Sarà anche il suo compleanno, ma a Murray interessano poco torte e candeline. Candelotti di dinamite, piuttosto. Quelli che sin dall’avvio spedisce dall’altra parte della rete, soprattutto in risposta. E Nole, che tra venerdì e sabato ha messo insieme sei ore di tennis assurdo, deve salvare tre palle break, aiutato comunque dalla fretta eccessiva dello scozzese. Il numero 1 del mondo fatica e, quando Andy, sul 2-1, entra nello scambio con maggiore determinazione, cede il servizio. Non solo: racchetta in tribuna in un gesto di stizza, warning del giudice di sedia e risatina ironica di Djokovic. Rieccolo il “Nole nero” visto a Roma… Al 29enne di Dunblane non sembra vero e, seppure zavorrato da incomprensibile frenesia, allunga sul 4-1. Pesa quel break di vantaggio, Nole deve sudare per tenere il servizio e andare 5-3. E il britannico, che in tutto il set ha concesso appena 5 punti nelle sue apparizioni alla battuta, materializza il 6-3.

Piove da più di venti minuti e il rischio di sospensione è dietro l’angolo. Con il match in salita, il serbo decide di affrettare i tempi e costringere l’avversario a giocare ben lontano dalla riga di fondo. Tiene la battuta e, nel game successivo, fa letteralmente di tutto per trovare il break: durante uno scambio si ritrova sulla recinzione del campo, poi si tiene la caviglia sinistra ferita ieri sera. Andy tiene il servizio, ma nella seconda frazione soffre maggiormente l’avversario in risposta. Il break in favore di Djokovic non arriva e quest’ultimo continua a mostrare segni di nervosismo. Murray si ritrova ben presto a giocare sul velluto: merito di un rovescio ritrovato con cui tocca angoli su angoli. E al quinto game strappa il servizio al serbo. Più avanti, sotto 4-3, il numero 1 del mondo trova un altro motivo per arrabbiarsi: se la prende con l’arbitro che non interrompe il match. “Il campo è umido, vuoi che qualcuno si faccia male?” “Ma dai, il campo sta benone”, gli viene più o meno risposto. Si arriva sul 5-3, Nole deve servire per rimanere nel match ma, totalmente scarico mentalmente, commette doppio fallo sul 15-30. Lo scambio successivo è surreale: Nole crede di averlo chiuso a rete, con uno schiaffo di rovescio che taglia il campo; Murray – miracolo dei compleanni – arriva su quella palla che più velenosa non si può e realizza in campo aperto. Chissà quale desiderio aveva espresso Andy prima di soffiare sulle candeline…

Andy Murray finale Roma 2016 - 600


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