ERRANI-VINCI: MEGLIO PERDERE A ROMA CHE A PARIGI

Poche battute dalle Chiqui dopo la finale di doppio persa. E ora Parigi, ma Roberta farà prima un giro a Bruxelles.
domenica, 19 Maggio 2013

Tennis. Prima, la guerra lampo delle Chiqui (è inutile che in privato diciate di scrivere “Cichi”, per l’autore di queste righe sarà sempre “Chiqui”. Questione di semantica…). Dopo, la conferenza stampa lampo delle Chiqui. Del resto, dopo una sconfitta in una finale di doppio femminile, c’è poco da inventarsi. Il problema, sempre per chi scrive, è dover motivare ai proprietari di questo sito il perché di queste quattro righe. Ad ogni modo, in cinque minuti e quarantasette secondi, Roberta Vinci e Sara Errani hanno offerto il titolo ai giornalisti: “Meglio perdere qui che a Parigi”. Firmato Sara Errani, la quale però – lo scrivente si gioca un pollice – sarebbe stata ben felice di vincere per il secondo anno di fila il torneo di doppio. Roba da libri di storia sarebbe stata.

MOMENTI – Dunque, la taiwanese Su-Wei Hsieh e la cinese Shuai Peng (quando il tennis abbatte le barriere, eh?) sconfiggono 46 63 108 le italians sul Centrale. Italians che sudano un bel po’ sin dal primo set, patendo la precisione del quadratissimo tandem con gli occhi a mandorla. Decisivo, nel secondo set, il break sul 4-3 per Hsieh-Peng le quali prendono in affitto un superattico a rete. Lo stesso che provvederanno poi ad arredare nel super tie-break. Super in tutti i sensi perché le Chiqui (idem come sopra) prima subiscono un parziale di 0-5 (3-8 da 3 pari), poi lo restituiscono (7-8) annullando anche un match point. Ma sono proprio Hsieh e Peng, dopo un’ora e ventisette minuti, ad alzare al cielo i trofei consegnati dal duo evergreen Pietrangeli-Pericoli.
“Non c’è stato un momento preciso in cui abbiamo perso la partita – spiega la Errani – Uno sta lì, lotta su tutti i punti… Peccato quei punti di fila nel super tie-break”.
Sara non se la prende più di tanto. Ora… ma prima, in partita, ha anche maltrattato una racchetta. “Perché se subisci un colpo vincente ok, ma se perdi punti in quel modo la cosa mi fa rosicare”.

E ORA – Prossimi impegni. Ovviamente Parigi. La tentacolare Parigi che al Foro Italico quest’anno più che in altre occasioni ha provocato mal di pancia e sindromi influenzali, stiramenti e rotture (in tutti i sensi), ma soprattutto energie da risparmiare. Come già accaduto l’anno scorso, Sara andrà a caricarsi a Valencia per poi partire alla volta del Roland Garros; Roberta farà una capatina al Bruxelles Open: “Da sempre preferisco giocare prima di uno Slam. Ero indecisa tra le prove di Bruxelles e Strasburgo e ho scelto la prima”.

Ecco, questo è quanto. Ora bisogna occupare spazio altrimenti non arriviamo al minimo rigaggio consentito dalla rigidissima struttura di Tennis.it. Dunque… Cosa fare? Ah, ok: scatta la barzelletta. La sapete quella dei due carabinieri in macchina? Uno dice all’altro: “Controlla le frecce”. E l’altro: “Ma perché, non usiamo le pistole?”


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