CAMILA GIORGI: TUTTA COLPA DI UN DOPPIO

Ieri ha giocato in coppia con la Knapp. "Ma quello è un altro sport, io voglio stare in campo da sola". E il papà, intanto, litiga ancora con un giornalista.
mercoledì, 14 Maggio 2014

TENNIS – Un pezzo d’acciaio appena scalfito. Un pezzo d’acciaio di appena 22 anni appena scalfito. Impressionante Camila Giorgi dopo aver incassato il ko da Christina McHale: 16 63 61, con l’azzurra crollata sul 2-0 al secondo set in proprio favore. Impressionante perché con uno sguardo glaciale ti dice: “No, in questo momento non sto pensando a nulla”. Non sta pensando cioè alla sconfitta né alla prima apparizione nel tabellone principale degli Internazionali Bnl d’Italia, nemmeno ai suoi errori. “Sto pensando soltanto al prossimo torneo”. Impressionante, nel suo piccolo, anche il papà argentino Sergio protagonista di un altro bisticcio con lo stesso giornalista attaccato verbalmente ieri. Diventerà una consuetudine? Speriamo di no.

CAMILA – Torniamo a Camila e a quegli occhi di ghiaccio ma gonfi di speranza. Non certo di lacrime. “No, non ho pianto”, chiosa all’indirizzo di una cronista che, come altri colleghi, cerca di indagare l’umore della ragazza. Invano. “Cosa è successo sul 61 2-0? Stavo giocando bene, senza commettere troppi errori. Poi però gli errori sono arrivati e sono uscita fuori di testa”.

Un processo irreversibile allora? Ossia, quando le cose vanno male Camila è destinata a crollare senza alternative? “Il Piano B esiste – assicura la Giorgi – però applicarlo da fuori è facile, in campo cambia tutto. Io non sono la ‘pallettara’ che allunga lo scambio e contiene; io cerco il punto e così rischio”.

MAI PIU’ DOPPI – Colpa anche della pressione? Il Pietrangeli pieno può costringere le gambe di chiunque a fare “Giacomo-Giacomo”… “No, nessuna pressione. Ieri sera ho giocato un doppio che non volevo giocare. E infatti non lo farò più. E’ un altro sport e non è fatto per me; io voglio stare da sola in campo”.

Galeotto fu insomma il doppio con Karin Knapp perso contro Darija Jurak e Megan Moulton-Levy dopo un’autentica maratona: 76 57 119 per la croata e la statunitense. Vabbè, oramai è andata. O forse è il La per nuove polemiche? Resta la soddisfazione di un gran torneo. In cui “ho potuto giocare due partite. Sicuramente mi porta qualcosa di bello”.

Rispetto alla prima Giorgi, epoca Wimbledon 2013, cosa è cambiato allora? “E’ cambiato il ranking (oggi Camila è numero 54, ndr) e ho più partite nelle gambe. Sono cresciuta molto”. Cresciuta e già pronta al prossimo torneo, a quanto pare. A proposito: Parigi, aspettala.


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