MARIA SHARAPOVA: REGINA DELLA TERRA, MA A ME NON PIACE

Dominatrice a Madrid, Masha ci prova anche al Foro Italico: "Mi sento ancora molto giovane e con tanta voglia di giocare"
martedì, 13 Maggio 2014

TENNIS – Masha stamani sembrava uscita da un film di Eric Rohmer. Buttata giù dal letto eppure impeccabile. Classe pura in quel trench color seppia. Peccato soltanto le scarpe da tennis a guastare la mise. Già, resta pur sempre un’atleta sebbene abbia lo sguardo di chi regala sogni e dispensa incubi. Fredda ma forse no, mentre il mondo scorre e si fatica a comunicare: un film di Eric Rohmer, no? Ora, al di là di questo attacco alla “conosco la nouvelle vague francese e me la tiro”, va detto che Maria Sharapova si presenta a Roma con un sorriso straordinario. Dolcissima anche quando dribbla la domanda: “Ora sei diventata la regina della terra rossa nonostante in carriera, su questa superficie, tu abbia perso 49 match?”

“Non penso di essere la regina della terra – dice l’attrice di Rohmer – Di sicuro ho lavorato molto per migliorare. Ho fatto un grande lavoro su me stessa per migliorare, come del resto faccio da quando ho iniziato. Ho pensato che non avevo altra scelta se non impegnarmi ancora ed ancora”.

TERRACCIA – Insomma, il film dal quale è uscita la 27enne di Nyagan parla di passione e amore. Non quella con il mai troppo invidiato Grigor Dimitrov (che ai film di Rohmer preferisce quelli di Shwarzenegger) al quale è legata da un anno. Bensì quello con la superficie rossa: “Ho imparato ad avere un buon feeling con la terra, ma non mi sono mai divertita più di tanto perché essendo alta trovo molti problemi su questa superficie. Ho imparato molto, ma mi piace vincere più di quanto mi diverta a giocarci”. Come dire: “Se proprio sono costretta su ‘sto mattone rosso…”. Comunque sia, “sono sempre convinta che da ragazzi s’impari molto più qui che sul veloce”.

MADRID – Finalmente si arriva al dunque: l’ultimo successo in terra di Spagna. “Io non prendo nulla per scontato e so da dove è venuta quella vittoria. L’esperienza della vittoria è soltanto l’atto conclusivo, che non ti viene dal trionfare nei tornei ma dal lavoro precedente. La finale di Madrid ha significato molto per me e non è certo venuta a caso”.

Un travaglio, insomma. “A Indian Wells – ricorda la numero 7 del mondo – ero frustrata, ero convinta di avere un’ottima preparazione alle spalle ma non ho mostrato ciò che volevo. Non ero certo contenta di quel risultato (eliminata agli ottavi da Camila Giorgi, ndr) e nella marcia d’avvicinamento a Miami ho lavorato sodo. A Miami, allora, ho vinto le mie partite (fermata in semifinale da Serena Williams, ndr) e ho iniziato a sentirmi meglio. Dopo quel torneo ho bevuto mojito in Messico e ho capito di avere ancora una lunga stagione davanti, ma anche che ero pronta per affrontarla”.

Ma dal Foro Italico, dagli Internazionali Bnl d’Italia, in poi è una salita per Masha fino a Parigi. “Sto vivendo alla giornata. So che sei partite in otto giorni sono stancanti fisicamente e mentalmente. Devi solo affrontare ciò che ti si presenta davanti, andare là fuori e giocare”.

Giudizio di una veterana… “Sono trascorsi quasi dieci anni esatti dalla mia vittoria a Wimbledon e mi sento come se fossi stata via per un po’… Mi sento ancora molto giovane e con tanta voglia di giocare. Ho la passione giusta per fare ciò che faccio: amo scendere in campo, amo confrontarmi e questo mi piace sin da quando avevo 17 anni. Il successo è arrivato in età molto giovane e a quell’età non avrei mai pensato di arrivare dove sono arrivata”.
Titoli di coda. Fine? Nooo… 

Foto: Angelo Tonelli


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