MURRAY: CON ROGER UN ASSALTO ALLA STORIA

"Sarà una bella sfida. Non mi aspetto di vincere, è chiaro, ma se riuscirò a cogliere le mie occasioni e a fare il mio gioco qualche possibilità ce l'avrò anche io"
venerdì, 6 Luglio 2012

Londra (Regno Unito) – Andy Murray ha superato un grande scoglio, ma sa bene che la vittoria di oggi non ha alcun significato in vista di domenica, anzi lo scozzese sa bene che il match contro Roger Federer sarà molto complesso e che se vorrà cogliere le proprie opportunità dovrà fare molta attenzione.

Quanto peso senti sulle tue spalle in questo momento e quanto ne riesci a gestire?

Quello che sto cercando di spiegare da giorni è il fatto che, al di là del risultato, sto tentando di evitare ogni pensiero di questo genere. Forse qualcosa è venuto fuori dal subconscio verso la fine del match, visto che è stato molto intenso a livello emotivo. Non ho mai vissuto niente del genere prima in una semifinale, anche se di solito in questo periodo dell’anno lo stress aumenta in maniera verticale. Cerco comunque di non pensarci troppo, anche se in maniera del tutto naturale è un’idea che ogni tanto torna a ballare nella testa.

Ora ti troverai di fronte Roger, quali sono le tue riflessioni su di lui, rispetto a quello che ha fatto nel tennis?

E’ uno dei migliori giocatori della storia, forse quello che ha realizzato il miglior score tra vittorie e sconfitte qui, non sono io a doverlo presentare. Lui a Wimbledon ha ‘regnato’ per anni, ha perso giusto tre partite contro avversari comunque difficili, che nell’occasione hanno sfoderato del vero talento. Sarà una bella sfida. Non mi aspetto di vincere è chiaro, ma se riuscirò a cogliere le mie occasioni  – e a fare il mio gioco –  qualche possibilità ce l’avrò anche io. Chiaro che se tu guardi alla storia che ha scritto qui negli ultimi dieci anni, è qualcosa d’incredibile, quindi se ci fosse stato qualcun altro dall’altra parte della rete sarebbe stato diverso. Forse questo mi aiuterà in qualche modo domenica ad allentare la tensione.

Quali emozioni stai provando in questo momento?

Voglio divertirmi stasera, godermi questo momento, viverlo fino in fondo. Domani poi tornerò subito sul campo, perché devo ritrovare la concentrazione in vista di domenica e voglio allenarmi fino a quando non sarò soddisfatto.

Pensi di dover provare qualcosa a te stesso domenica?

Credo che questo sia un pensiero quotidiano: voglio dire ogni volta che si entra in campo hai qualcosa da provare a te stesso, è la chiave per migliorarti giorno dopo giorno. E’ un qualcosa che accomuna tutti gli sportivi, specie quelli di alto livello, se non hai questa sorta di automotivazione non vai avanti. Di certo domenica sarà molto motivato. La vittoria odierna mi ha reso davvero felice, come tutto il resto del torneo, quindi spero di chiudere nel migliore dei modi domenica.

Quale pensi che sia stato il cambiamento più importante nel tuo approccio al gioco da quando lavori con Lendl?

Quello di rimanere con i piedi per terra, come è successo nel match di oggi. Mantenere la stessa concentrazione dall’inizio alla fine del match è fondamentale. In passato invece avevo troppi alti e bassi, quello che sto cercando di fare è di controllare maggiormente le mie emozioni, di non essere troppo emotivo. Con lui tutto ha trovato una dimensione: se oggi non ho saltato da tutte le parti dopo il match è perché so che nonostante il traguardo raggiunto, c’è ancora un incontro importante davanti a me. Oggi ho fatto bene, ma c’è ancora molto lavoro da fare.

Pensi che la Regina possa far parte della platea domenica?

Sarebbe un grandissimo onore per me, ma devo dire che anche la presenza di Kate e Williams, o di Andre Agassi e Rod Laver, mi hanno fatto piacere. La Regina è stata qui anche qualche anno fa e di certo la sua presenza aumenta in qualche modo la pressione. Sicuramente sarebbe un privilegio la sua presenza, ma non sono sicuro che verrà domenica.

Come ti preparerai per il match?

Ho studiato Roger in settimana, come ha fatto il mio allenatore, ed anche oggi mi sono fermato a guardare la sua partita per quel che ho potuto. Fondamentale sarà poi mettere in pratica quello che ho imparato dalle sconfitte che ho subito da lui in passato, senza andare troppo a fondo nei dettagli. Ma la cosa più importante sono io, il risultato di domenica dipenderà dalla mia prestazione in campo ed io voglio dare il massimo.

 


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