NOLE: “I MIEI PROGRESSI”

Il serbo racconta la sua ascesa A Espn The Magazine. Dai cambiamenti al servizio alla maggiore forza mentale, fino alla splendida risposta giocata sul match point contro Federer in semifinale agli Us Open...
domenica, 4 Dicembre 2011

Roma – Novak Djokovic è stato l’indiscusso protagonista del 2011. D’accordo, la versione del serbo “finale di stagione” non ha destato un’ottima impressione, tutt’altro; tuttavia, quello che abbiamo ammirato per i primi otto mesi dell’anno è stato un atleta straordinario, un grandissimo giocatore. Imbattibile, dirompente, mostruoso: questi, alcuni degli aggettivi inflazionati per descrivere quell’ascesa inarrestabile. Una cattiva gestione dell’infortunio alla spalla e le tossine derivante da uno sforzo fisico importante ne hanno inficiato l’ultima tranche stagionale. Ora il meritato riposo, che serviva a lui forse più di chiunque altro. Intanto, Nole ha concesso un’intervista a Espn The Magazine, dove ha risposto alle domande di Patrick McEnroe. Ecco alcuni degli stralci più importanti:

La gente si chiede. Cos’è che ha fatto fare il salto di qualità a Novak? Il servizio? Il dritto?

È vero che sono migliorato, ma si tratta di piccoli dettagli. Gioco così da un paio d’anni; è il mio approccio mentale che è cambiato. Questa è la differenza rispetto a prima. Sono migliorato, sono maturato e mi sono detto: “È giunto il momento. Posso farcela. Posso vincere i tornei dello Slam”. Penso che la fortuna aiuti non solo gli audaci ma anche quelli che credono di appartenervi.

Lo scorso anno avevi delle difficoltà al servizio. Come sei riuscito a superarle?

Avevo cambiato il movimento al servizio e la mia spalla ne risentiva un po’. Tra il 2009 e l’inizio del 2010 ho giocato quasi 100 partite, tante quante non ne avevo mai disputato nella mia carriera, e quello era il motivo per cui la spalla era malconcia. Era affaticata. Durante gli allenamenti avevo dei problemi, ragion per cui ho provato a cambiare qualcosa. Ma era un tornare indietro. Così, dopo sei mesi, sono tornato al “vecchio movimento”. Il cambiamento è stato automatico. Mi dicevo: “Non lo faccio di proposito”. Negli ultimi mesi del 2010, a partire dagli Us Open, ho iniziato a ritrovare la battuta. Raggiungere la finale è stato un trampolino di lancio. Quello è stato il punto di svolta.

Il colpo che tutti ricordano è la tua risposta che hai giocato sul primo match point di Federer agli Us Open di quest’anno. Cosa ti è passato per la testa?

Quando Roger serve per il match in uno Slam è difficile che si lasci sfuggire l’occasione. Ma io ero stranamente rilassato. Mi sono detto: “Ok. Non ho nulla da perdere”. Ho smesso di pensare troppo su quello che poteva accadere e mi sono concentrato sul come giocare i punti giusti al momento giusto. Non volevo ripetere l’errore degli anni passati, quando ogni volta che arrivavo in semifinale o in finale finivo per perdere contro Roger e Rafa non perché stessi giocando male, ma solo perché erano più forti di me mentalmente.


Nessun Commento per “NOLE: "I MIEI PROGRESSI"”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.