DJOKOVIC: “IL MIO CUORE BATTE PER VOI!”

Il campione serbo, tre volte trionfatore agli Internazionale d’Italia, ha disegnato in campo un cuore per i tifosi del Foro Italico e per la sua gente
domenica, 18 Maggio 2014

Tennis. Agli Internazionali d’Italia il serbo Novak Djokovic ha fatto poker. Ha portato a casa, cioè, la quarta vittoria consecutiva contro il leader mondiale “Rafa” Nadal. Un risultato notevole, che ha significato il terzo successo per “Nole” al Foro Italico, dopo quelli conseguiti nel 2008 e nel 2011. Un exploit che ha caldo il n.2 del ranking Atp ha dedicato al suo popolo che soffre, disegnando d’impeto con la racchetta un cuore sulla terra rossa.

Un cuore rosso. Come ti è venuto in mente?
In realtà lo fece per primo Gustavo Kuerten a Parigi,tanto tempo fa, e io l’ho trovato un gesto bellissimo. Ho disegnato il cuore per condividere la mia vittoria sia col mio popolo, che in questo momento si trova in una situazione di estrema difficoltà, sia col meraviglioso pubblico romano che questa settimana mi ha sostenuto alla grande.

Ti dispiace di non trovarti in Serbia nel momento del bisogno?
Il fatto di non poter contribuire fisicamente mi fa star male, ma mi sto muovendo per altre vie, anche in unione con altri campioni sportivi. Le inondazioni serbe di questi giorni sono forse il più grande disastro naturale. he il mio Paese affronta da oltre cento anni.

Anche oggi, infatti, hai avuto la maggior parte degli spettatori dalla tua parte…
Sì, come dicevo, li devo ringraziare molto. Apprezzo il loro appoggio e non lo do mai per scontato. Cerco di meritarmelo il più possibile, e quindi sono ancora più contento di aver vinto.

Con questa, hai battuto Nadal per quattro volte consecutive. A questo punto pensi di essere in grado di sfilargli la corona di Parigi?
In questo momento ho delle ottime sensazioni, soprattutto perché questo ennesimo successo contro di lui è arrivato al culmine di una settimana in cui ho giocato dei bei match senza mai avere dolore al polso. Oggi ho faticato un po’ a entrare in partita, ho cercato di essere subito aggressivo ma non ci sono riuscito come volevo. poi ho finalmente trovato il ritmo e sono stato capace di elevare il mio gioco.

Sei entrato in campo convinto di poterlo battere?
Lo speravo, ma contro “Rafa”, che è il miglior tennista di tutti i tempi sulla terra battuta, non si può mai dire. Mi sono detto che sarei dovuto rimanere calmo e fare il mio gioco. E’ stato un incontro durato più di due ore, pieno di lunghi scambi, punti che richiedevano prestanza fisica. La nostra rivalità, soprattutto sul “rosso”, è molto fisica. La forma è importantissima, e ci sto lavorando parecchio con il mio team.


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