BARTOLI, ANCORA UNA RIMONTA

"All’inizio del match le articolazioni mi davano fastidio: un po’ perché qui la superficie è davvero dura e un po’ per match di ieri sera, che è stato lungo ed intenso"
sabato, 11 Febbraio 2012

Parigi (Francia) – Come in un film al rallentatore, Marion Bartoli si è guadagnata l’accesso alla finale del Wta di Parigi rivivendo  e superando, nell’incontro odierno con Klara Zakopalova, le sensazioni del match contro Roberta Vinci,

La partita contro la tarantina infatti, ha avuto per la tennista francese un eco importante nel suo cammino all’Open Gdf Suez, sia a livello fisico, sia mentale e le è stata d’insegnamento per il confronto odierno.

Al di là del risultato finale, è stato un avvio lento, quali difficoltà hai incontrato?

All’inizio del match le articolazioni mi davano fastidio: un po’ perché qui la superficie è davvero dura e un po’ per match di ieri sera, che è stato lungo ed intenso. Una volta in campo, mi ci è voluto un po’ di tempo per prendere il ritmo, infatti sono andata sotto nel primo set fino al 5-2, ma poi quando ho iniziato a brekkarla ho ripreso fiducia e a breve giro sono riuscita a far mio l’incontro.

Hai avuto difficoltà a riprenderti dal match di ieri sera?

Sicuramente è stata una partita vivace, ma proprio per l’intensità del suo livello credo di essermi ripresa abbastanza bene. Essere riuscita a ribaltare la situazione è stato fondamentale, più andavo avanti e più mi sentivo bene in campo.

Quando ti sei trovata sul 5-2 hai avuto paura che il set fosse oramai perso?

No non c’ho pensato un solo attimo, ma al contrario mi sono data da fare per cercare una soluzione e non lasciare andare il match. Fortunatamente le cose sono girate a mio favore quando ho iniziato ad essere più aggressiva.

Chi preferiresti incontrare domani in finale tra la Wickmayer e la Kerber?

Per me è uguale, ho giocato contro tutte lo scorso anno e credo di averle battute entrambe. Di sicuro hanno stili diversi in campo, ma non ho preferenze in merito. Non sapendo chi dovrò affrontare non posso dare un giudizio completo sulla finale.

Nelle ultime due partite hai fatto delle ottime rimonte, tuttavia oggi forse è stata un po’ più facile…

È vero, perché Roberta ieri sera mi ha dato più problemi. oggi invece Klara invece ha lasciato  la partita scivolare via senza combattere troppo. In generale però credo di aver giocato meglio rispetto a lei: quando ho iniziato a rimontare lei ha commesso un numero sempre maggiore di errori e questo mi ha avvantaggiato.

Visto che sei arrivata in finale, domani avrai la possibilità d’incontrare la Seles, cosa le vorresti dire? Sei emozionata?

Dovrebbero giocare prima di noi, quindi cercherò di parlarle se ne avrò la possibilità. Purtroppo dopo il mio match non avrò tempo, perché devo partire immediatamente per Doha. Certo che per me sarebbe fantastico avere la possibilità di passare qualche minuto con lei, perché per me è davvero un idolo.

Com’è vivere questa finale in casa?

Di certo è un grande momento per me, specie dopo il terzo turno in Australia, da dove sono ritornata un po’ delusa. Sono stati tre bei match quelli che ho giocato qui, quindi sono molto soddisfatta. Ci sono settimane fantastiche quando il pubblico è tutto con te e altre meno, ma insomma mi godo questa occasione visto che a Doha sarà sicuramente diverso.

Dai risultati che hai messo insieme nell’ultimo anno, potrebbe sorgere il dubbio che qualcosa di positivo sia cambiato nella tua vita…

Sono molte le cose che sono cambiate, non una sola, ma credo che la situazione abbia preso una svolta dopo l’edizione 2011 degli Australian Open. Tornai in Francia molto delusa da quell’esperienza e mi presi un po’ di tempo per riflettere da sola. Ho cercato di ritrovare l’amore per questo sport, per le emozioni che mi regala e credo di esserci riuscita: i risultati si sono visti poi sia al Roland Garros, sia a Wimbledon e di sicuro non mi voglio fermare.


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