NOLE: “VORREI FARE IL PORTABANDIERA A LONDRA”

mercoledì, 15 Febbraio 2012

Belgrado (Serbia) – Tra campi da tennis e palchi istituzionali, la vita pubblica di Novak Djokovic negli ultimi mesi è stata un susseguirsi di premiazioni: se volessimo fare una galleria fotografica del serbo, lo vedremmo infatti sempre intento a ritirare coppe o onorificenze, tra superfici veloci e tappeti rossi.

Non ultimo, in questi giorni, Nole è stato insignito di una delle massime onorificenze nel proprio paese, ovvero della ‘Stella di Karadjordje’, per i suoi meriti sportivi.

Proprio in questa occasione, approfittando di un periodo di riposo tra le mura domestiche, Djokovic ha fatto il punto sulle sue ambizioni olimpiche, ammettendo che per lui sarebbe un onore poter fare il portabandiera nella cerimonia inaugurale di Londra 2012.

“Tutto il mondo dello sport – ha affermato il numero 1 del ranking mondiale alla stampa serba –  in questo momento è concentrato sulle prossime Olimpiadi ed in particolare sulla cerimonia d’apertura. Per me sarebbe un onore e un piacere immenso poter essere il portabandiera per la mia nazione in quell’occasione. Questa è la competizione con la più lunga tradizione storica, nonché quella che ha alle sue spalle gli eventi più importanti”.

I Giochi di Londra 2012 saranno per Djokovic la seconda apparizione nella competizione a cinque cerchi e di sicuro il serbo punta a migliorare il bronzo ottenuto già nell’edizione del 2008 a Pechino. Oltre alla sua medaglia, la Serbia all’epoca ne portò a casa altre due: un altro bronzo nella pallanuoto e un argento nei 100 m farfalla con Milorad Čavić. Portabandiera fu Jasna Šekarić, tiratrice con cinque medaglie olimpiche in bacheca.

“Insieme a tutti gli altri colleghi della nazionale serba – ha proseguito Nole – cercherò di portare a casa una medaglia nella mia disciplina. Nella vita tutto è possibile: l’ho provato sulla mia pelle nell’ultimo anno e mezzo. Non voglio sembrare eccessivo è chiaro, ma non ci sono in questo momento controindicazioni che non mi permettano di esprimere un giudizio positivo. Ogni volta che affronto un evento mi piace puntare in alto, in particolare poi quando si tratta di avvenimenti di rilievo, che danno la misura reale delle capacità di un giocatore. Per questo cerco di arrivare ad ogni impegno al massimo della forma fisica”.

Dopo l’assegnazione delle ultime onorificenze, in questo momento Nole sta passando un periodo di riposo in Serbia, prima di riprendere gli allenamenti in vista del proseguimento della stagione: “Ogni volta che posso cerco di tornare a casa e passare un po’ di tempo con la mia famiglia e i miei amici, anche perché mi serve davvero per staccare tra un torneo e l’altro”.

Prossimo impegno in vista per Djokovic quello di Dubai, al via il prossimo 27 febbraio: “In questo momento sto facendo un allenamento di mantenimento, mentre la prossima settimana continuerò con i soliti carichi a Monte Carlo. Dubai per me sarà il secondo appuntamento della stagione e si prospetta un torneo  lungo e difficile”.

Visti i risultati raggiunti nell’ultimo anno, il nome di Nole potrebbe presto essere ufficializzato per la cerimonia d’apertura, ma a far pendere la bilancia dalla parte del campione serbo non ci sono solo i risultati ottenuti fino ad oggi, ma anche il grande lavoro di comunicazione parallelo alla sua attività sportiva.

Djokovic infatti negli ultimi due anni ha contribuito sensibilmente al cambio di percezione della Serbia nel mondo e le sue vittorie sono state il viatico anche per nuove ‘relazioni’ internazionali. Ancora una volta lo sport è riuscito a varcare i confini della politica e quella bandiera potrebbe essere per Nole il giusto riconoscimento di un ragazzo orgoglioso delle sue origini.

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